Scontro frontale: di chi è la colpa?

Invasione di carreggiata e auto in eccesso di velocità: chi paga i danni dell’incidente stradale?

Se una macchina invade la corsia opposta e va a sbattere contro un’altra che sta andando forte, chi è che paga? A quale automobilista deve attribuirsi la responsabilità per l’incidente? A spiegarlo è la Cassazione con una recente e interessante ordinanza [1].


La Corte ha analizzato il caso di un grave sinistro stradale a seguito del quale hanno perso la vita due automobilisti. Ai giudici è stato posto il difficile compito di stabilire quale dei due comportamenti abbia concorso, in misura maggiore, a determinare la morte dei conducenti: se quello di colui che aveva superato la linea di mezzeria o quello di chi invece procedeva in eccesso di velocità. Insomma, in caso di scontro frontale di chi è la colpa? Ecco la sintesi della pronuncia.

Colpe condivise

Negli incidenti stradali si parte sempre da un concorso di colpa. L’articolo 2054 del Codice civile stabilisce infatti che «Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli».


Se, però, uno dei due automobilisti riesce a fornire la prova dell’altrui violazione del Codice della strada e di aver fatto tutto il possibile per impedire l’incidente, la responsabilità viene addebitata solo all’altro conducente.

In particolare, per ottenere il 100% del risarcimento, l’automobilista deve dimostrare di aver tenuto un comportamento prudente e, ciò nonostante, di essere stato nell’impossibilità di prevedere ed evitare lo scontro.

Non basta quindi che uno dei due conducenti abbia torto se l’altro poteva, con una normale diligenza e prudenza, impedire il danno. Chi si mette alla guida dell’auto deve infatti poter prevedere anche le altrui violazioni del Codice della strada e porsi nella condizione di impedire l’incidente.


Così, chi attraversa l’incrocio col verde ma ha gli occhi sul cellulare e non si ravvede di chi, in quel momento, sta passando col rosso avrà diritto ad un risarcimento ridotto.

Invasione di carreggiata e scontro frontale: chi ha colpa?

Nel caso di impatto frontale tra due auto, determinato dall’invasione dell’opposta corsia di marcia, la responsabilità è sicuramente del conducente che supera la linea di mezzeria. Su questo non ci sono dubbi: egli è, infatti, l’unico responsabile dell’impatto frontale.

Ma che succede, però, se l’altro automobilista – quello cioè che viaggia regolarmente sulla propria carreggiata – procede a una velocità sostenuta? Si può parlare di concorso di colpa? Tutto dipende da quanto determinante sia stato l’eccesso di velocità ai fini dell’incidente. Le situazioni sono quindi due:

  • il concorso di colpa va escluso se si dimostra che l’eccesso di velocità non ha avuto alcun rilievo ai fini del sinistro ossia che lo scontro si sarebbe comunque verificato, anche tenendo un’andatura moderata. Ciò succede quando l’invasione della carreggiata avviene all’ultimo minuto, ossia così repentinamente da non consentire di frenare. Sicché, è irrilevante, in questo caso, che il conducente danneggiato stesse procedendo a velocità sostenuta. In tal caso, la colpa è tutta di chi invade la corsia, anche se l’altra auto sta correndo;
  • c’è, invece, concorso di colpa quando un’andatura più moderata consente di vedere in anticipo l’altra auto mentre invade l’altra corsia, evitando così l’impatto. In tal caso, ciascun conducente avrà un grado di colpa che sarà quantificato dal giudice in proporzione alla gravità del proprio comportamento (di solito, è il 50% a testa, anche se nulla esclude l’applicazione di diverse percentuali come, ad esempio, il 70% e il 30%).

Responsabilità di chi invade la corsia


Nel caso che ha generato la sentenza in commento, la Corte ha ritenuto che la responsabilità per l’incidente stradale dovesse essere addebitabile esclusivamente in capo al conducente che aveva superato la linea continua a metà strada; l’altra macchina si era trovata, sul più bello, l’ostacolo davanti non potendo far altro che frenare.

Dunque, il concorso di colpa, in presenza di due violazioni del Codice della strada, è tutt’altro che automatico. Bisogna infatti prima valutare se la condotta di chi ha infranto la legge ha avuto “incidenza causale” sul sinistro, ossia ha concorso a determinarlo. Se eliminando l’infrazione (nel nostro caso, l’eccesso di velocità) lo scontro non si sarebbe potuto comunque evitare, la responsabilità è da addebitare per intero all’altro conducente.



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Autore:
Redazione