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Col reddito di cittadinanza può variare il mantenimento all’ex?

16 Settembre 2020
Col reddito di cittadinanza può variare il mantenimento all’ex?

Quali interferenze ci sono tra Reddito di cittadinanza e alimenti versati all’ex coniuge?

Ci scrive un lettore per sapere se, col Reddito di cittadinanza, può variare il mantenimento all’ex. In questo momento, l’uomo – che proviene da tre anni di matrimonio – sta per iniziare la procedura di separazione dalla moglie. I due non hanno figli. La donna ha fatto richiesta all’Inps per ottenere il Reddito di cittadinanza e l’istanza è stata accolta. Pertanto, anche se disoccupata, non risulta essere completamente priva di reddito.

Il lettore si chiede, in definitiva, se il riconoscimento del sussidio a carico dello Stato in favore dell’ex moglie possa escludere, o quantomeno diminuire, gli alimenti che questi dovrebbe altrimenti pagare in quanto occupato e con stipendio fisso.

Abbiamo già parlato di questo argomento in più articoli già pubblicati su questo stesso giornale. Tra i tanti si veda: “Mantenimento figli con il Reddito di cittadinanza“. Cerchiamo di fare il punto della situazione in modo schematico e semplice.

Quando spetta l’assegno di mantenimento?

La legge, come noto, stabilisce l’obbligo di contribuire al mantenimento dell’ex coniuge solo se tra i due vi sia una sostanziale differenza di reddito e sempre che il richiedente non abbia subìto il cosiddetto addebito (ossia il riconoscimento, da parte del giudice, della responsabilità per la fine del matrimonio attribuibile a comportamenti illeciti come il tradimento, l’abbandono della casa coniugale, le violenze, ecc.).

Ai fini della valutazione della disparità di condizioni economiche tra marito e moglie vengono valutate tutte le fonti di reddito di questi: non solo lo stipendio ma anche le proprietà mobiliari e immobiliari, l’acquisto di un’eredità, gli aiuti da parte dei genitori, la disponibilità di un alloggio ove vivere, ecc.

Col Reddito di cittadinanza si perde il mantenimento?

Il lettore si chiede se il Reddito di cittadinanza influisce sull’assegno di mantenimento. L’orientamento condiviso sino ad oggi – in assenza di specifiche pronunce giurisprudenziali – ritiene che il godimento del beneficio statale in commento possa portare a rivedere l’assegno di mantenimento precedentemente stabilito dal tribunale o concordato tra le parti.

Il Reddito di cittadinanza, infatti, può essere chiesto dal coniuge separato una volta che la separazione sia già stata completata e, quindi, purché risulti da un atto formale. È necessario, infatti, che la residenza di marito e moglie non sia più in comune. Difatti, se così fosse, i due formerebbero un solo nucleo familiare, con unico Isee. Il che significa che, se uno dei coniugi ha un lavoro, l’altro difficilmente potrà accedere al Reddito di cittadinanza, per superamento della soglia di reddito necessaria ad ottenere il beneficio in commento.

Non si può chiedere l’esclusione o la riduzione dell’assegno di mantenimento prima che il Reddito di cittadinanza sia stato riconosciuto dall’Inps. Risultato: la questione della revisione del mantenimento per percezione del Rdc non potrà porsi nel corso dell’iniziale giudizio di separazione ma tutt’al più in quello di divorzio o in un successivo giudizio di revisione delle condizioni economiche tra i coniugi.

Interferenze tra Reddito di cittadinanza e mantenimento

Anche se il legislatore non ha scritto nulla a riguardo, è da ritenere che Reddito di cittadinanza e assegno di mantenimento si possano influenzare a vicenda. Così come, infatti, l’ex coniuge può chiedere la revisione dell’assegno mensile se l’altro percepisce il Rdc, è ben possibile che il Rdc sia erogato in misura più o meno maggiore a seconda anche dall’eventuale contributo al mantenimento da parte dell’ex coniuge.

In altri termini:

  • in presenza dell’assegno di mantenimento, il Reddito di cittadinanza viene liquidato in misura ridotta;
  • in presenza del Reddito di cittadinanza, il mantenimento può essere ridotto o, addirittura, completamente eliminato.

Il Reddito di cittadinanza, oltre a rappresentare un solo elemento fra i tanti da prendere in considerazione ai fini della decisione sul contributo al mantenimento, è temporaneo e revocabile ed ha lo scopo di far superare al percettore la situazione di difficoltà mediante il reperimento di una occupazione. È quindi compito del giudice, qualora non ci sia un accordo fra le parti, valutare il caso concreto e trovare la soluzione più equa, con provvedimenti provvisori o temporanei.

Proprio in ragione della temporaneità di questo beneficio assistenziale, c’è anche da dire che il coniuge percettore, una volta scaduto il beneficio, potrebbe di nuovo agire contro l’ex per ottenere da questi un aumento dell’importo degli alimenti alla luce della mutata condizione economica.



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