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Fattura di riparazione: quando si prescrive?

3 Ottobre 2020
Fattura di riparazione: quando si prescrive?

Un cliente ci ha inviato un pezzo per una riparazione, è stato da noi inviato in officina e quindi rispedito al cliente riparato. La fattura non è stata pagata. Quale è il termine di prescrizione?

Il diritto di credito, nascente da una prestazione come quella descritta in quesito, cioè una fattura di riparazione di un bene, è soggetto alla prescrizione decennale. A sancire tale conclusione è la legge [1]. Si tratta, in particolare, di una disposizione che si applica, salvo eccezioni, a tutte quelle obbligazioni che nascono da un contratto.

Alla luce della descritta normativa, ha molto tempo a disposizione per chiedere il pagamento della fattura mediante un sollecito scritto. A questo riguardo, non dimentichi che l’avviso di mora ricevuto dal debitore è in grado di interrompere la prescrizione del suo diritto che, a quel punto, ricomincerebbe a decorrere per altri dieci anni.

Qualora il sollecito bonario non dovesse avere alcun riscontro positivo e, comunque, indipendentemente da esso, munito del documento fiscale nonché di tutta quanta la documentazione che comprova la prestazione eseguita (ad esempio, le ricevute di spedizione e consegna del bene riparato), avrebbe, inoltre, la possibilità di avviare un procedimento per ingiunzione [2] a carico del cliente tenuto al pagamento della fattura, ma purtroppo risultato inadempiente.

Si tratterebbe di un’azione legale non particolarmente costosa, introdotta dal suo legale di fiducia tramite un ricorso, che si potrebbe concludere in un tempo relativamente breve (1-3 mesi) con un provvedimento giudiziale. In quest’ultimo, denominato decreto ingiuntivo, sarebbe ordinato al debitore di pagare la somma dovuta, entro 40 giorni, oltre agli interessi e alle spese legali.

Sappia, infine, che se il cliente non dovesse proporre alcuna opposizione al decreto (per ipotesi, perché non ha alcuna ragione e/o presupposto per contestare la prestazione ricevuta), questo diventerebbe definitivo. Esso, quindi, potrebbe essere utilizzato per procedere esecutivamente (ad esempio, con un pignoramento del conto corrente) nei riguardi del predetto debitore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 2946 cod. civ.

[2] Artt. 633 e seg. cod. proc. civ.


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