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Cosa sono le misure di sicurezza collettive?

17 Settembre 2020
Cosa sono le misure di sicurezza collettive?

Il datore di lavoro deve proteggere la salute dei lavoratori.

La nascita del rapporto di lavoro fa sorgere diritti e obblighi reciproci tra le parti. Il datore di lavoro, in particolare, non è tenuto solo a pagare regolarmente lo stipendio al proprio dipendente ma deve anche proteggere la sua salute e la sua sicurezza, mettendo in campo tutte le misure di prevenzione necessarie.

In concreto, cosa deve fare il datore di lavoro? Cosa sono le misure di sicurezza collettive? Come vedremo, la protezione della salute del lavoratore deve essere attuata predisponendo delle misure sia individuali che collettive. La Cassazione ha, tuttavia, chiarito di recente che le misure di sicurezza collettive prevalgono sempre su quelle individuali.

Cos’è l’obbligo di sicurezza?

Sin dagli albori della rivoluzione industriale, ci si è resi conto che l’attività di lavoro può essere fonte di rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Basta ascoltare la cronaca quotidiana per rendersi conto che, ogni giorno, molte persone perdono la vita sul posto di lavoro o subiscono dei gravi infortuni.

È indubbio che certe lavorazioni presentano, di per sé, dei rischi intrinseci che non possono mai essere eliminati del tutto. Ma è anche vero che, spesso, una adeguata gestione della sicurezza in azienda può prevenire il rischio di infortuni e di malattie professionali. Proprio per questo, la legge [1] pone a carico del datore di lavoro il cosiddetto obbligo di sicurezza, ossia, il dovere di proteggere la salute e la sicurezza del lavoratore, adottando tutte le misure di prevenzione necessarie secondo la migliore scienza del momento.

È, infatti, il datore di lavoro ad avere il controllo sul luogo di lavoro ed è lui che ha il potere di organizzare la sede di lavoro in modo da minimizzare i rischi per i dipendenti.

Cosa sono le misure di sicurezza?

Il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro [2] ha previsto, in modo concreto e dettagliato, quali devono essere le attività che il datore di lavoro deve realizzare per assolvere al suo obbligo di proteggere la salute dei lavoratori.

In particolare, secondo il Testo unico, il datore di lavoro deve adottare le seguenti misure di prevenzione generali:

  • la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza;
  • la programmazione della prevenzione;
  • l’eliminazione dei rischi e, se ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo;
  • il rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro;
  • la riduzione dei rischi alla fonte;
  • la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
  • la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono esposti al rischio;
  • l’utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
  • la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
  • il controllo sanitario dei lavoratori;
  • l’allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari;
  • l’informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
  • l’informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
  • l’informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • le istruzioni adeguate ai lavoratori;
  • la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • la programmazione delle misure di sicurezza;
  • le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
  • l’uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
  • la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti.

Tra le regole generali da seguire per tutelare la salute dei dipendenti la legge prevede, quindi, la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale.

Cosa sono le misure di protezione collettiva?

La legge fissa un principio di prevalenza delle misure di sicurezza collettiva rispetto ai dispositivi di protezione individuale (Dpi).

Ma quali sono le misure di protezione collettiva? Il tema è particolarmente rilevante nel settore edile dove i lavoratori sono esposti al rischio di caduta dall’alto. In questo contesto, è legittimo chiedersi se sia più importante aver fornito al dipendente casco e imbracatura oppure aver predisposto parapetti e tettoie.

Innanzitutto, occorre chiarire che per protezione collettiva si intendono tutte quelle misure tecniche che mirano a tutelare le persone contro la caduta dall’alto, indipendentemente dal loro equipaggiamento e dal loro comportamento.

Vi rientrano, dunque:

  1. parapetti;
  2. protezioni laterali;
  3. ponteggi;
  4. reti di sicurezza;
  5. griglie antisfondamento.

La Cassazione ha ribadito [3], valorizzando quanto previsto direttamente dalla legge  in materia di rischio di caduta dall’alto [4], che è obbligatoria la predisposizione, da parte del datore di lavoro, di misure di protezione collettiva, che prevalgono sempre sulle misure di tutela individuali e che possono essere derogate solo qualora le stesse siano incompatibili con lo stato dei luoghi oppure siano del tutto irrealizzabili per altre ragioni tecniche.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.

[3] Cass. n. 18137 del 31.08.2020.

[4] Art. 111, co. 1, lett. a), D. Lgs. 81/2008.


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