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Maggioranza approvazione bilancio consuntivo e preventivo in condominio

17 Settembre 2020
Maggioranza approvazione bilancio consuntivo e preventivo in condominio

Rendiconto, conguaglio e bilancio preventivo: quali quorum sono necessari in assemblea per la loro approvazione?

L’appuntamento di ogni anno in condominio è costituito dall’approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo. Nel primo, l’amministratore deve elencare tutte le spese sostenute per il condominio durante l’anno di gestione appena concluso. Nel secondo, invece, vengono riportate le stime di spesa per l’anno a venire. Da questi due documenti dipende gran parte della gestione delle entrate e delle uscite. Ma qual è la maggioranza per l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo in condominio? Lo vedremo più nel dettaglio nel seguente articolo.

Bilancio preventivo: cos’è?

Nel bilancio preventivo vengono indicate, raggruppate per voci omogenee, le uscite future che l’amministratore prevede necessarie per la corretta gestione condominiale, segnalando conseguentemente le entrate necessarie per poterle soddisfare. Il preventivo è elaborato sulla falsariga del bilancio consuntivo già approvato. L’amministratore può – basandosi sui costi sostenuti nel precedente esercizio – preventivare i costi del prossimo esercizio, tutt’al più incrementando qualche voce di spesa, adeguandola all’inflazione [1].

Sulla base del bilancio preventivo, l’amministratore, mese per mese, riscuote le somme dai singoli condomini e, all’approvazione del consuntivo, effettua gli eventuali conguagli.

Bilancio consuntivo: cos’è?

Se il bilancio preventivo è una proiezione di ciò che dovrebbe avvenire nei successivi 12 mesi, il bilancio consuntivo è, invece, il resoconto delle spese sostenute nei 12 mesi precedenti, spese che possono rispecchiare quelle già previste nel preventivo o discostarsi da esse (in tal caso, dovendosi procedere al relativo conguaglio).

Da taluni il bilancio consuntivo è anche chiamato rendiconto.

Il rendiconto annuale deve contenere le voci di entrata e di uscita, ed ogni altro dato inerente alla situazione patrimoniale del condominio, ai fondi disponibili e alle eventuali riserve.

Le spese indicate nel consuntivo dovrebbero essere raggruppate per voci omogenee, ad esempio: spese di riscaldamento e manutenzione caldaia, spese di manutenzione del giardino, spese per le pulizie, ecc.

In ogni gruppo, vengono elencate le varie voci di spesa, con indicazione del fornitore e gli estremi della fattura.

Piano di riparto: cos’è?

Correlato al bilancio consuntivo c’è infine il piano di riparto: questo prospetto permette di ripartire tra i vari condomini, secondo millesimi, l’avanzo o il disavanzo di cassa. In tal modo, ciascun condomino, dopo aver preso atto di quanto il condominio dovrà spendere nell’anno a venire, può conoscere anche quanto sia esattamente la propria quota di competenza per quello pregresso.

Senza l’approvazione del piano di riparto l’amministratore può ugualmente procedere alla riscossione forzata delle quote condominiali nei confronti dei morosi, tuttavia il decreto ingiuntivo che il giudice emetterà non potrà essere munito della formula di “provvisoria esecuzione”: in pratica, significa che, una volta notificato il decreto, bisognerà attendere 40 giorni affinché il debitore paghi o, in caso negativo, poter procedere al pignoramento. Invece, se il decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo, il debitore deve corrispondere le somme non appena ricevuto l’atto giudiziale.

Costituisce un preciso obbligo dell’amministratore riscuotere le quote non versate dai condomini se sono decorsi almeno sei mesi dalla delibera di approvazione del piano di riparto.

Maggioranze per approvazione del bilancio consuntivo e preventivo

Il Codice civile non prevede espressamente le maggioranze necessarie per l’approvazione del bilancio consuntivo delle spese dell’anno precedente e del preventivo per quelle dell’anno in corso. In ragione di ciò, si ritiene che, per l’approvazione del rendiconto e del preventivo si applicheranno le seguenti maggioranze:

  • in prima convocazione, con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea e almeno 500 millesimi;
  • in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno un terzo dei presenti all’assemblea che rappresentino quantomeno un terzo del valore dell’edificio.

note

[1] Cass. 25 maggio 1984 n. 3231.

[2] A norma dell’articolo 1136, commi 2 e 3, cod. civ.


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