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Asteroidi: anche l’Italia entra nel piano di difesa della Terra

16 Settembre 2020 | Autore:
Asteroidi: anche l’Italia entra nel piano di difesa della Terra

Alla nuova missione spaziale dell’Esa e della Nasa parteciperanno aziende e scienziati italiani. Partiranno un satellite e una sonda suicida.

Deviare un asteroide? Accade davvero, non è una scena che si vede solo nei film. Per farlo è stata creata una missione di difesa planetaria, chiamata Hera, di cui fanno parte la ben conosciuta Nasa e ora anche l’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Il progetto è serio: bisognerà realizzare un satellite che, insieme a quello della Nasa, dovrà individuare, e se necessario deviare, un asteroide ritenuto «potenzialmente pericoloso» per la Terra e che ci raggiungerà nel 2024.

Vista la gravità della cosa, si è pensato bene di provvedere per tempo. Così la missione prende il via con il contratto di progettazione, produzione e collaudo, appena firmato e del valore di 130 milioni di euro. Qui si stabilisce che l’Italia parteciperà con le proprie industrie ed il supporto dell’Asi, l’Agenzia Spaziale Italiana.

Al nostro Paese è affidato il compito – come ci riferisce la nostra agenzia stampa Adnkronos – di realizzare «importanti sistemi di bordo, quali il sistema di potenza elettrica, assegnato a Ohb Italia, e la propulsione, affidata ad Avio». E sarà anche compito dell’Italia di realizzare il «trasmettitore per lo spazio profondo capace di gestire i segnali degli esperimenti di radioscienza».

Il viaggio del satellite Hera sarà accompagnato da due piccoli “CubeSat”, delle “sentinelle” che una volta rilasciate dallo spazio potranno sorvolare da vicino la superficie dell’asteroide ed esaminarla. Uno di questi due CubeSat sarà a guida italiana e verrà intitolato allo scienziato Andrea Milani, professore di meccanica orbitale ed autore di importanti ricerche sulla geodesia spaziale.

Tra i meriti del nostro scienziato c’è proprio il speciale impegno nello studio del «rischio asteroidale», grazie al quale nel 1999 è entrato in funzione NEODyS, il primo sistema di monitoraggio sistematico della popolazione degli asteroidi vicini alla Terra (NEO – Near-Earth Objects) che ha portato alla creazione del Centro di Coordinamento Asteroidale di Frascati; è sua anche l’intuizione di progettare il telescopioFlyeye” dedicato alla scoperta di oggetti potenzialmente a rischio di collisione con il nostro pianeta e che verrà installato, nel suo primo prototipo, sul Monte Mufara, in Sicilia.

«Siamo davvero felici di essere saliti a bordo di Hera – sottolinea Ettore Perozzi responsabile ufficio sorveglianza spaziale dell’Asi. Era un obiettivo che inseguivamo da quando Andrea Milani ci aveva dimostrato come il rischio di un impatto di un asteroide sulla Terra, al contrario di molte altre catastrofi naturali, possa essere completamente eliminato: basta prepararsi in tempo».

La prima sonda spaziale prevista in partenza nell’ambito di questo progetto nel 2021 si chiamerà Dart (Double Asteroid Redirect Test) che effettuerà dei test di deflessione a distanza ravvicinata su un asteroide composto da due gemelli, Didymos e Dimorphos ed è previsto che al termine della missione andrà a schiantarsi su quest’ultimo, per consentire di calcolare con precisione i cambiamenti orbitali determinati dall’impatto.

Un grosso impegno, quindi, per un progetto di altissima complessità ma dal valore incalcolabile, se si pensa al fatto che le conseguenze di un impatto di un grosso asteroide contro la Terra sarebbe devastante.



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