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Impugnare la cartella esattoriale di Equitalia se manca il contenuto essenziale

28 Novembre 2013
Impugnare la cartella esattoriale di Equitalia se manca il contenuto essenziale

Cartelle di pagamento: senza i requisiti essenziali richiesti dalla legge la cartella è nulla e può essere impugnata davanti al giudice.

Conoscere il contenuto essenziale di una cartella esattoriale può essere importante per verificare se la stessa possa essere impugnata davanti a un giudice. Difatti, l’assenza di alcuni elementi, ritenuti dalla legge fondamentali, ne determina la nullità, con conseguente liberazione del contribuente dal debito.

La cartella di pagamento è il mezzo attraverso il quale l’agente della riscossione (per gran parte del territorio italiano, Equitalia) informa il contribuente dei crediti (in genere, tributi) vantati dagli enti creditori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni e simili) e ne richiede il pagamento [1].

Dall’1.10.2011, gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate sono diventati direttamente esecutivi (cioè, legittimano direttamente il pignoramento nei confronti del debitore moroso). Quindi, in tali casi, non c’è bisogno della cartella esattoriale poiché detti avvisi la sostituiscono: cioè vale per i crediti erariali maturati dal periodo d’imposta 2007 in poi, e relativo alle imposte sui redditi (Irpef e addizionali, Ires), all’Irap, e all’IVA [2]. Di conseguenza, la riscossione dei tributi di competenza dell’Agenzia delle entrate continua a essere effettuata con la cartella di pagamento solo per gli atti derivanti da controllo automatizzato e controllo formale delle dichiarazioni [3]. In tutti gli altri casi, l’avviso inviato dall’Agenzia ha la stessa forza ed efficacia della cartella dell’Agente di riscossione.

Contenuto e requisiti essenziali

Come abbiamo detto, verificare la presenza di tutti gli elementi essenziali, previsti dalla legge, in una cartella esattoriale può essere utile per vagliarne la validità.

La cartella di pagamento deve contenere [4]:

l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro il termine di 60 giorni dalla notifica, con l’avvertimento che, in difetto, si procederà a esecuzione forzata;

– l’indicazione della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo.

I requisiti essenziali della cartella di pagamento sono [5]:

– il numero identificativo della cartella;

– l’ente titolare del credito per il quale Equitalia sta agendo;

– la specie del ruolo;

– il codice fiscale e i dati anagrafici del debitore;

– l’anno o il periodo di riferimento del credito;

– l’importo di ogni articolo di ruolo;

– il totale degli importi iscritti a ruolo;

– il numero delle rate in cui il ruolo deve essere riscosso, l’importo e la cadenza di ciascuna di esse;

– l’indicazione sintetica degli elementi sulla base dei quali è stata fatta l’iscrizione a ruolo;

– qualora l’iscrizione a ruolo sia conseguente a un atto notificato in precedenza, devono essere indicati gli estremi di tale atto e la relativa data di notifica;

– l’avviso che, in caso di mancato pagamento, l’agente della riscossione potrà procedere ad acquisire, in via stragiudiziale, i dati relativi a eventuali crediti vantati dallo stesso debitore nei confronti di terzi, al fine dello svolgimento di eventuali azioni di espropriazione [6].

La cartella di pagamento deve contenere, inoltre, a pena di nullità, e con riferimento ai ruoli consegnati dagli agenti della riscossione a partire dall’1.06.2008, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo, nonché di quello di emissione e notifica della cartella stessa [7]. Ciò per assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia del diritto alla difesa [8].

In alcuni casi, la giurisprudenza ha ritenuto nulla la cartella di pagamento che non fornisca al contribuente gli elementi necessari al fine di esercitare il proprio diritto alla difesa. Tali sono, per esempio, le cartelle che non indicano il dettaglio nel calcolo degli interessi [9]. Infatti, la trasparenza della cartella esattoriale costituisce un elemento essenziale per la sua legittimità; il contribuente deve essere messo in condizione di verificare la correttezza dei calcoli effettuati dall’Agente della riscossione. Pertanto è nulla la cartella dalla quale non si riesce a comprendere quale sia il tasso degli interessi applicato, né il metodo di calcolo o il periodo di riferimento. Riportare solo la cifra globale degli interessi dovuti, senza l’indicazione delle specifiche modalità di calcolo degli stessi, non è sufficiente per salvare dall’invalidità la cartella (leggi l’articolo “Cartelle Equitalia nulle se non indicano il calcolo degli interessi”) [10].

Sempre la Cassazione [11] ha ritenuto nulla la cartella esattoriale che rechi unicamente l’indicazione “omesso o carente versamento dell’imposta”. Secondo la Cassazione, l’indicazione di omesso o carente versamento non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale e se la cartella esattoriale non contiene ulteriori dati idonei a sorreggere le ragioni dell’amministrazione è nulla (leggi l’articolo “Se indica “omesso o carente versamento la cartella di Equitalia è nulla”).

In ultimo, la Suprema Corte [12] ha sancito la nullità della cartella esattoriale se non risulta essere chiara al suo interno la causale delle somme pretese dal fisco. Secondo la Cassazione, infatti, la cartella deve contenere indicazioni sufficienti a consentire al contribuente di identificare in maniera agevole la causale delle somme pretese dall’amministrazione finanziaria.


note

[1] L’attuale modello è stato introdotto nel 2008 [1] e, nel corso degli anni, ha subito numerose modifiche e integrazioni, l’ultima delle quali è stata disposta dal un provvedimento del 5.03.2013.

[2] L. n. 111 del 15.07.2011.

[3] Oltre a quelli notificati prima dell’1.10.2011 e relativi a crediti precedenti all’anno 2007.

[4] A norma dell’art. 25, c. 2 e 2-bis del d.pr. n. 602/73.

[5] A norma dell’art. 6, d.m. n. 321 del 3.09.2013.

[6] Ex art. 543 e ss. cod.proc.civ.

[7] Art. 36, c. 4-ter, d.l. 248/07.

[8] Cass. sent. n. 377 del 9.11.2007.

[9] Da ultimo CTR Piemonte sent. n. 92/36/12.

[10] Cass. sent. n. 4616/12.

[11] Cass. ord. n. 20211 del 3.09.2013.

[12] Cass. ord. n. 15188 del 18.06.2013.

Autore foto: 123rf.com


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1 Commento

  1. una cartella esattoriale che deriva da un accertamento NON consegnato tramite raccomandata, in cui non è segnata la data di notifica, è impugnabile?
    Come?

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