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Che succede al testamento se muore il notaio?

25 Settembre 2020 | Autore:
Che succede al testamento se muore il notaio?

Lo studio notarile cessa l’attività: dove vengono depositati i suoi documenti? E come è possibile rintracciarli?

Quando una persona scompare e ha depositato un testamento presso un notaio, questi si attiva per seguire le ultime volontà del defunto ed attuare le disposizioni del testamento: in caso di testamento pubblico (ossia redatto dinanzi a un notaio), consegna il documento alla cancelleria della pretura dove è morto il testatore e rintraccia gli eredi.

Se, invece, si tratta di un testamento olografo (di quelli “fai da te”) depositato fiduciariamente presso il suo studio, o di un testamento segreto, consegnato sempre al notaio in busta chiusa, procede alla pubblicazione. Ma che succede al testamento se muore il notaio? Qual è la sorte dei documenti presenti in uno studio notarile, e quindi anche dei testamenti, dopo la scomparsa del titolare dello studio? Diciamo subito che il testamento non andrà perso, né sarà necessario rinnovarlo o riscriverlo.

La legge italiana ha previsto una precisa procedura per la conservazione degli atti notarili dopo la morte del notaio, o comunque in caso di cessazione della sua attività. Si tratta di regole pensate anche per salvaguardare la volontà del testatore e i diritti dei suoi eredi. Di seguito, vedremo quindi che succede al testamento se muore il notaio.

Morte del notaio e testamento

Alla morte del notaio, tutti gli atti attinenti alla sua professione, tra cui i testamenti, vengono trasferiti presso l’Archivio Notarile del distretto competente per territorio. A disporlo è la Legge 89 del 16 febbraio 1913, dedicata all’ordinamento notarile e ai relativi archivi. Data l’importanza dei documenti, l’operazione è regolata nel dettaglio. In particolare, entro un giorno dalla morte, l’Archivio appone i sigilli allo studio e nomina un custode. Da quel momento solo le persone autorizzate potranno accedere al locale.

Il conservatore dell’Archivio, informato dal presidente del Consiglio notarile, si occupa di redigere il verbale dei documenti da consegnare all’Archivio, stilando un elenco a parte per i testamenti. Dopo di che, si procede al deposito. I documenti sono conservati qui per cento anni, trascorsi i quali verranno trasferiti presso l’Archivio provinciale dello Stato e, infine, presso l’Archivio centrale di Roma.

Morte del notaio e testamento olografo

La legge distingue il «testamento per atto di notaio» dal «testamento olografo» e dal«testamento segreto». Il primo è un atto pubblico, è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni e contiene la firma del testatore, del notaio e dei testimoni. Il testamento olografo, invece, è una dichiarazione di volontà in carta libera: per essere valido è necessario soltanto che abbia forma scritta e che sia datato e firmato. Questo tipo di testamento può essere conservato privatamente dal testatore o, appunto, affidato comunque al notaio in via fiduciaria. Il testamento segreto, infine, è scritto dal testatore o da un terzo e poi consegnato in una busta chiusa al notaio, che redige un verbale di ricevimento.

Ebbene, non c’è dubbio che i testamenti pubblici siano tra i documenti dello studio che vengono trasferiti nell’Archivio Notarile dopo la morte del notaio. Ma cosa succede, invece, ai testamenti olografi e segreti che si trovano presso il notaio in via fiduciaria? L’ordinamento notarile richiede che anche questi siano portati presso l’Archivio Notarile distrettuale. In sede di ricognizione, ciascun documento viene chiuso in una busta sigillata e sottoscritta dai soggetti responsabili dell’inventario.

Solo i testamenti pubblici o segreti, e non quindi quelli olografi, sono iscritti dall’Archivio nel Registro generale dei testamenti.

Morte del notaio e successione

Una volta che l’Archivio Notarile ha preso in carico gli atti del notaio defunto, si occuperà di svolgere le funzioni collegate a quei documenti. Per quanto riguarda il testamento, il testatore potrà decidere di ritirarlo, affidarlo a un altro notaio, scriverne un altro o lasciare che se ne occupi l’Archivio.

In quest’ultimo caso, quando il testatore muore, sarà compito dell’archivio effettuare le procedure che sarebbero spettate al notaio: in particolare, si occuperà di pubblicare il testamento e avvisare della successione gli eredi e i legatari. Solitamente, sono gli stessi eredi, dopo la morte del de cuis, a rivolgersi all’Archivio per avviare la procedura di successione.

Testamento e Archivio Notarile

Fin qui abbiamo visto il percorso del testamento dopo la morte del notaio. Ma come è possibile sapere in quale dei novantuno Archivi Notarili italiani è stato portato il documento? Per scoprirlo, il testatore o i suoi eredi hanno a disposizione un’apposita sezione del sito del ministero della Giustizia, denominata «Archinota». Si tratta di un motore di ricerca che consente di sapere dove sono conservati gli atti notarili in caso di morte del notaio, cessazione di attività o trasferimento in un altro distretto.

Digitando il cognome del professionista, apparirà un elenco di nomi a cui sono collegati gli Archivi Notarili che hanno preso in carico i loro atti. Per circoscrivere la ricerca è consentito scegliere un arco temporale. Se non si conosce o ricorda il nome del notaio, è possibile effettuare una ricerca per provincia: in tal caso, il servizio fornirà i nominativi dei notai che hanno esercitato in quel luogo.

Il sistema informatico riconosce solo i notai che hanno cessato l’attività dopo il primo gennaio 1980, data di creazione del servizio. Per gli altri, sarà necessario rivolgersi all’Archivio Notarile del distretto in cui presumibilmente quel professionista esercitava la sua attività.



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