Vaccino Covid, a breve in arrivo le prime dosi

17 Settembre 2020
Vaccino Covid, a breve in arrivo le prime dosi

L’arrivo è previsto entro la fine di novembre, se la sperimentazione del preparato artificiale dell’istituto Jenner di Oxford, in collaborazione con le aziende AstraZeneca e l’italiana Irbm, andrà a buon fine.

Potrebbero arrivare in Italia entro la fine di novembre le prime dosi di uno dei candidati vaccini ritenuti tra i più promettenti contro il Coronavirus. Il preparato artificiale dell’università di Oxford, in collaborazione con le aziende AstraZeneca e l’italiana Irbm di Pomezia, aveva avuto una battuta d’arresto qualche settimana fa, dopo la reazione avversa alla somministrazione in un volontario.

I test si erano interrotti il 6 settembre. Sono ripresi da alcuni giorni. Uno stop che aveva allarmato, ma nella ricerca, in realtà, momenti di stallo simili sono tutt’altro che anormali. La Medicines Health Regulatory Authority (Mhrs), agenzia governativa britannica che vigila sulla sicurezza dei medicinali, ha esaminato il caso e dato l’ok alla ripartenza della sperimentazione, che era arrivata alla fase 3: l’ultima, prima di approvazione e commercializzazione.

AstraZeneca si è impegnata a vendere almeno cento milioni di dosi. A dare l’annuncio del potenziale arrivo in Italia a breve dei primi due o tre milioni di dosi è stato Piero Di Lorenzo, presidente della Irbm di Pomezia, la società italiana coinvolta nella messa a punto del candidato vaccino. «I primi 2-3 milioni di dosi del vaccino anti Covid Oxford-Irbm-AstraZeneca dovrebbero arrivare all’Italia entro la fine di novembre se la sperimentazione in corso procederà positivamente, dopo la sospensione temporanea a causa di una reazione sospetta su un volontario poi dimostratasi non legata al candidato vaccino».

Bisognerà quindi monitorare la fase 3 e constatare che non vi siano ulteriori problemi post-somministrazione, affinché questa tempistica sia rispettata. Il vaccino anti Covid Oxford-Irbm-AstraZeneca è stato finora testato su circa trentamila persone. Quello che ha bloccato temporaneamente le prove è stato l’unico caso sospetto, anche se per questioni di privacy, non è dato sapere nello specifico quale sia stata la reazione avuta dal volontario.

«Se non si verificheranno criticità e la sperimentazione proseguirà come previsto, dunque, sarà rispettata la tempistica già annunciata dallo stesso ministro della Salute Roberto Speranza – afferma ancora Di Lorenzo -. Le dosi verranno consegnate al governo italiano». È possibile che verranno utilizzate su categorie a rischio, come operatori sanitari e anziani ricoverati nelle residenze sanitarie assistite.



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