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Ravvedimento operoso: sanzioni ridotte per chi rimedia alla violazione e paga le tasse

28 Novembre 2013 | Autore:
Ravvedimento operoso: sanzioni ridotte per chi rimedia alla violazione e paga le tasse

Chi dimentica di pagare le tasse o presentare la dichiarazione dei redditi nei termini ma vuole regolarizzare la propria posizione ha uno strumento, quello del ravvedimento operoso, per evitare di incorrere in problemi più gravi con l’amministrazione.

 

Il cittadino che abbia, in buona fede, dimenticato di pagare le tasse può rimediare grazie al cosiddetto ravvedimento operoso [1]: esso consente di regolarizzare volontariamente la posizione debitoria (ammettendo l’errore e pagando) con un “premio” che consiste nella riduzione delle sanzioni per il ritardo nell’adempimento.

È possibile effettuare il “ravvedimento operoso” entro un anno [2] dalla violazione e solo se, nel frattempo, non sia iniziata un’attività di accertamento del Fisco (accessi, ispezioni, verifiche) di cui il contribuente sia venuto a conoscenza.

Se, invece, il contribuente decide di pagare dopo aver ricevuto un avviso di accertamento o una richiesta di integrazione della documentazione fiscale, non si può più parlare di ravvedimento operoso in quanto manca la spontaneità dell’adempimento.

Il ravvedimento operoso riguarda tutti i tributi (Irpef, Iva, imposta di registro, IMU ecc.) e le relative dichiarazioni. Non riguarda, invece, le sanzioni amministrative come, ad esempio, le multe stradali.

 

Sanzioni ridotte

La volontà di rimediare al proprio errore, commesso in buona fede e non con finalità di evasione, è premiata con la riduzione delle sanzioni relative alla tassa/imposta non pagata. In particolare:

 

a) In caso di violazione relativa al mancato/ritardato versamento dell’imposta, il ravvedimento comporta la riduzione:

– dello 0,20% della sanzione applicata per ogni giorno di ritardo, se il ravvedimento avviene entro 15 giorni  dalla scadenza dell’imposta non pagata (ravvedimento brevissimo);

– del 3%, se il ravvedimento avviene entro 30 giorni dalla scadenza dell’imposta non pagata (ravvedimento breve);
– del 3,75% entro un anno dalla scadenza dell’imposta non pagata (ravvedimento lungo).

Il ravvedimento oltre l’anno non comporta una riduzione della sanzione irrogata la quale deve essere pagata per l’intero.

Il pagamento oltre l’anno comporta comunque interessi inferiori: prima si paga meglio è in quanto il debito aumenta con gli interessi moratori applicati.

 

b) In caso di violazione relativa all’omessa presentazione della dichiarazione o a dichiarazione irregolare o infedele, il ravvedimento comporta la riduzione:

– di un decimo del minimo previsto per ciascuna imposta, in caso di omessa dichiarazione se questa viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza per la presentazione stessa;

– di un decimo del minimo previsto per ciascuna imposta, se la dichiarazione integrativa (di quella irregolare  o infedele) viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza;

– di un ottavo del minimo previsto per ciascuna imposta, se la regolarizzazione degli errori avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui viene commessa la violazione oppure entro un anno da essa.

Qualora l’omissione o l’errore del contribuente abbiano costituito violazioni meramente formali e non abbiano inciso sulla cifra da pagare né ostacolato l’attività di accertamento da parte del Fisco, il ravvedimento nei termini esonera dal pagamento dell’intera sanzione.
Come effettuare il ravvedimento operoso in caso di mancato pagamento delle tasse

Il contribuente che voglia ricorrere al ravvedimento operoso deve pagare il dovuto utilizzando il modello F24 (in caso di imposte dirette e Iva) e il modello F23 (in caso di imposte indirette e altri tributi).

Il ravvedimento non è valido, e il contribuente paga la sanzione per l’intero, se manca il versamento anche di uno solo degli importi dovuti (capitale, sanzione ridotta e interessi).

Il pagamento di una somma inferiore rispetto a quella dovuta non rende invalido il ravvedimento, ma configura un’ipotesi di ravvedimento “parziale” [4]. Il contribuente è obbligato a versare la differenza e a tal fine l’Agenzia delle entrate gli notifica un avviso bonario per il residuo dovuto.

Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno [3].

Se il contribuente paga tutto tranne la sanzione (neppure nella parte ridotta) il ravvedimento non è valido.

Non è consentito pagare a rate le somme dovute per effetto del ravvedimento. È invece possibile effettuare la compensazione con eventuali crediti d’imposta vantati per alcuni tributi (per esempio, Irpef e Iva).

 

Come effettuare il ravvedimento operoso in caso di omessa/irregolare dichiarazione

Qualora la violazione del contribuente sia consistita nella mancata presentazione della dichiarazione, il ravvedimento avviene tramite la presentazione della dichiarazione stessa entro 90 giorni dalla scadenza del termine previsto per quella non presentata.

Nel caso in cui, invece, la violazione riguardi la presentazione di una dichiarazione irregolare, il ravvedimento avviene con la presentazione, anche in via telematica, di una dichiarazione integrativa che contenga le voci corrette e aggiornate.

La dichiarazione integrativa va presentata:

– utilizzando, anche in fotocopia, i modelli di dichiarazione approvati per l’anno di riferimento;

– barrando nella dichiarazione l’apposita casella “Dichiarazione integrativa”;

– indicando quali quadri o allegati alla dichiarazione originaria sono oggetto di aggiornamento e quali invece sono rimasti invariati;

– riproducendo integralmente il contenuto della dichiarazione originaria, ovviamente rettificato, tenendo conto delle correzioni o integrazioni.


note

[1] Art. 13 del Dlgs. 472 del 1997.

[2] Nel caso di tributi periodici (per es. IVA), il ravvedimento operoso può avvenire entro un anno dalla data di scadenza della presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa.

[3] Quando la liquidazione della sanzione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione.

[4] Per il perfezionamento del ravvedimento parziale è necessario che siano pagati interessi e sanzioni commisurati alla frazione del debito d’imposta versato tardivamente. Ovviamente, vale comunque la regola per cui controlli fiscali, sopraggiunti eventualmente nel frattempo, rendono non sanabile la parte non ancora versata, a cui sarà applicata la sanzione in misura piena. A titolo d’esempio, se il contribuente non ha effettuato (o ha effettuato in parte) il versamento della somma dovuta a titolo di secondo acconto Irpef per l’anno 2013 (es.: euro 100), l’omissione – sempreché non sia stata già constatata – si considera correttamente ravveduta qualora, entro il 30 settembre 2014 (termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa), sia versata, in due o più soluzioni, la quota capitale (es. euro 20, 40, 30 e 10) con i correlati sanzione e interessi. Viceversa, il ravvedimento non può ritenersi perfezionato, se non limitatamente all’importo versato, qualora il contribuente versi entro il 30 settembre 2014 solo una quota parte (es. euro 20) con i correlati sanzioni e interessi. Ugualmente, la violazione sarà ravveduta solo in parte se tra un versamento e l’altro intervenga un controllo da parte dell’Amministrazione (fonte: www.agenziaentrate.gov.it).

Autore foto: 123rf.com


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