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Quali sono i limiti di reddito per avere assegni familiari?

20 Novembre 2020
Quali sono i limiti di reddito per avere assegni familiari?

Lo Stato sostiene i lavoratori dipendenti che hanno dei familiari a carico attraverso specifici contributi economici.

Sei un lavoratore dipendente? Sei membro di un nucleo familiare? Hai sentito dire che alcuni dei tuoi colleghi percepiscono gli assegni per il nucleo familiare e vuoi sapere quali sono i requisiti per ottenere tale prestazione. Una delle principali misure di sostegno che lo Stato offre ai nuclei familiari italiani è rappresentata dagli assegni per il nucleo familiare. Ma quali sono i limiti di reddito per avere gli assegni familiari? Questo strumento di sostegno sociale non spetta indistintamente a tutti i lavoratori dipendenti che abbiano una famiglia ma può essere richiesto solo se il reddito familiare non supera determinate soglie che vengono fissate dalla legge e rivalutate annualmente dall’Inps. Per maggiori informazioni sull’argomento, prosegui nella lettura di questo articolo.

Cosa sono gli assegni per il nucleo familiare?

Gli assegni per il nucleo familiare, spesso indicati con l’acronimo Anf o, semplicemente, come assegni familiari, sono una prestazione sociale di natura economica che viene erogata direttamente dall’Inps ai nuclei familiari di determinate categorie di lavoratori e percettori di pensione.

La finalità di questo strumento è direttamente riconducibile alla tutela della famiglia, riconosciuta dal nostro ordinamento costituzionale come formazione sociale di primaria importanza [1].

Gli Anf consistono in una erogazione in denaro il cui ammontare è determinato dalla tipologia di nucleo familiare, dal numero dei componenti dello stesso e dal reddito che la famiglia percepisce nel suo complesso.

Gli Anf si basano su un principio di progressività: ciò significa che l’assegno diminuisce man mano che il reddito familiare aumenta e viceversa.

Per quanto concerne gli importi erogabili dall’Inps a titolo di assegni familiari, ogni anno l’istituto pubblica delle apposite tabelle che sono valide dal primo luglio dell’anno al 30 giugno dell’anno successivo. Per il 2020, le tabelle relative agli importi degli assegni familiari sono state pubblicate alla fine di maggio [2].

Assegno per il nucleo familiare: a chi spetta?

Occorre, innanzitutto, chiarire che l’assegno per il nucleo familiare non è una misura universale di sostegno alle famiglie. Ciò significa che tale prestazione può essere richiesta solo dai soggetti che sono assicurati, dal punto di vista previdenziale, presso l’Inps. Ne consegue che gli Anf spettano solamente a:

  • lavoratori subordinati del settore privato;
  • lavoratori agricoli;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori assunti con contratto di somministrazione;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata Inps;
  • percettori di pensione e di altre prestazioni previdenziali;
  • lavoratori che si trovano in situazioni per le quali è previsto il pagamento diretto di tale prestazione.

Tutti i lavoratori che sono iscritti a gestioni previdenziali diverse da quella Inps, come, ad esempio, i lavoratori autonomi, i professionisti iscritti in appositi albi, etc. non potranno, dunque, richiedere gli assegni per il nucleo familiare.

Assegno per il nucleo familiare: i limiti di reddito

Come abbiamo detto, gli assegni familiari spettano solo se il reddito percepito del nucleo familiare è inferiore a una determinata soglia oltre la quale il diritto agli assegni si perde. Al di sotto di questa soglia, invece, il nucleo familiare ha diritto agli Anf il cui importo sarà determinato sulla base dello scaglione di reddito della famiglia e del numero dei componenti del nucleo familiare.

Ma quali sono i redditi che devono essere computati nella soglia? La legge prevede che concorrono a costituire il reddito familiare ai fini della percezione degli assegni familiari, tutti quei redditi che sono assoggettabili all’Irpef, al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali.

In particolare, da un punto di vista temporale, devono essere presi in esame i redditi prodotti nell’anno solare precedente, al primo luglio di ogni anno e che hanno valore fino al 30 giugno dell’anno successivo. Ne consegue che se il lavoratore dipendente fa domanda di assegni familiari per il primo semestre dell’anno, ossia da gennaio a giugno, dovrà dichiarare i redditi percepiti due anni prima. Se, invece, il lavoratore fa domanda di percezione degli assegni per periodi relativi al secondo semestre dell’anno, da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli ottenuti nell’anno precedente.

Vi sono, tuttavia, alcuni redditi che non devono essere dichiarati ai fini della soglia di accesso agli Anf. Si tratta, in particolare:

  • del trattamento di fine rapporto (Tfr);
  • dei trattamenti di famiglia;
  • delle rendite vitalizie Inail;
  • dell’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili;
  • dell’indennità di comunicazione per sordi;
  • degli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie;
  • degli arretrati di cassa integrazione;
  • dell’indennità di trasferta per la parte non soggetta a tassazione;
  • degli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge.

È importante notare, inoltre, che per avere gli assegni familiari, almeno il 70% del reddito familiare deve derivare da lavoro dipendente o assimilato.

Venendo ai numeri, l’importo spettante a titolo di assegno per il nucleo familiare risulta da una combinazione tra reddito familiare e numero dei componenti del nucleo familiare, sulla base di apposite tabelle che vengono pubblicate annualmente dall’Inps.

Facciamo un esempio.

Se hai un reddito fino a euro 15.484,25 percepirai, a titolo di Anf, una somma pari ad euro 132,85 se il tuo nucleo familiare è composto da 3 unità e pari ad euro 1.065,81 se la tua famiglia ha 10 membri.


note

[1] Art. 29 Cost.

[2] Inps, circolare n. 60 del 21.5.2020.


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