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Danno biologico: cos’è

20 Novembre 2020 | Autore:
Danno biologico: cos’è

Danno alla salute: cos’è, quando si verifica e come si calcola? Cosa sono le tabelle giurisprudenziali? Come si liquidano le lesioni da sinistro stradale?

Secondo l’ordinamento italiano, chi provoca un danno deve pagare il risarcimento. Per danno si intende la lesione di un bene giuridico tutelato dalla legge. Alla luce di ciò, è chiaro che va risarcito non solo il danneggiamento dei beni materiali (automobili, case, terreni, ecc.), ma anche la lesione dell’integrità fisica o psichica di una persona. Si tratta del ben noto risarcimento del danno non patrimoniale, all’interno del quale rientra anche il danno biologico. Di cosa si tratta? Cos’è il danno biologico?

Sebbene nel Codice civile non esista una definizione, con il tempo la categoria del danno biologico, da intendersi come danno alla salute di una persona, si è andata man mano specificando, finendo per individuare un tipo di lesione ben precisa, con conseguente obbligo del danneggiante di dover risarcire il pregiudizio arrecato. Il danno biologico, peraltro, può derivare tanto da un illecito civile quanto da uno penale: si pensi alla rissa che abbia causato ferite a una persona. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno pochi minuti per sapere cos’è il danno biologico.

Danno biologico: significato

Il danno biologico è la lesione dell’integrità fisica o psichica di una persona. In altre parole, il danno biologico è il danno alla salute di un individuo.

Secondo la definizione fornita dal Codice delle assicurazioni private [1], per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito.

Danni non patrimoniali: quali sono?

Il danno biologico rientra tra i cosiddetti danni non patrimoniali, cioè tra le lesioni che non riguardano direttamente il patrimonio di una persona. Ad esempio, è un danno patrimoniale il sinistro stradale (purché non provochi lesioni alle persone). Può provocare un danno patrimoniale anche un reato, come il furto, ad esempio.

Dallo stesso fatto possono derivare danni sia patrimoniali che non patrimoniali. E così, chi ha provocato un sinistro stradale che abbia causato lesioni personali all’altro conducente dovrà pagare il risarcimento sia per il danno patrimoniale (alla vettura) che per quello non patrimoniale (danno biologico).

Danno biologico: come provarlo?

Il danno biologico, traducendosi in un danno alla salute, deve essere provato mediante idonea certificazione medica.

Dunque, chi intende chiedere il risarcimento per la lesione della propria integrità psico-fisica dovrà dimostrare i pregiudizi patiti; per farlo, ciò che occorre è la documentazione medica che attesti specificamente le lesioni riportate.

Il danno biologico non può quindi essere presunto, ma deve essere rigorosamente dimostrato nelle opportune sedi.

Danno biologico: come si calcola il risarcimento?

Il problema maggiore del danno biologico è quello inerente alla sua liquidazione. Come si calcola il risarcimento del danno biologico? Se il danno a un bene materiale è facilmente suscettibile di una quantificazione economica, ben diverso è il danno alla salute. Come si fa a quantificare in danaro una lesione personale?

Dopo un lungo dibattito, oggi il danno biologico viene risarcito facendo riferimento ad alcune specifiche tabelle elaborate dalla giurisprudenza. In pratica, si tratta di cifre calcolate sulla base di alcuni parametri di riferimento, come ad esempio l’entità e il tipo di lesione, i punti di invalidità riconosciuti, i giorni di degenza in ospedale, l’età della vittima.

Il sistema tabellare attribuisce un certo valore economico a ciascun punto di invalidità, da rapportare all’età del danneggiato, distinguendo tra lesioni di lieve entità e lesioni di non lieve entità.

Le tabelle più famose e più utilizzate sono quelle elaborate dal tribunale di Milano, da tempo considerate il parametro di riferimento nazionale per una liquidazione uniforme del danno biologico. Seguono per importanza le tabelle del tribunale di Roma.

Danno biologico da sinistro stradale: come si liquida?

Un discorso a parte merita il danno biologico derivante da sinistro stradale, probabilmente il tipo di danno alla salute più diffuso. In questo caso, il calcolo del risarcimento non è fatto sulla base delle tabelle elaborate dalla giurisprudenza, bensì sui parametri previsti direttamente dalla legge.

Anche il calcolo del risarcimento per danno biologico da infortunistica stradale prende in considerazione parametri simili a quelli considerati nelle tabelle giurisprudenziali.

Per quanto concerne il danno biologico da sinistro stradale, la tabella dei valori economici si fonda sul sistema a punto variabile in funzione dell’età e del grado di invalidità.

Il valore economico del punto è funzione crescente della percentuale di invalidità e l’incidenza della menomazione sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato cresce in modo più che proporzionale rispetto all’aumento percentuale assegnato ai postumi.

Il valore economico del punto è altresì funzione decrescente dell’età del soggetto, sulla base delle tavole di mortalità elaborate dall’Istat, al tasso di rivalutazione pari all’interesse legale. In pratica, più si è in avanti con l’età, minore è il risarcimento.

Il sistema di calcolo appena illustrato vale solo per il danno biologico di lieve entità, cioè quello fino a 9 punti percentuali di invalidità permanente. Per il danno biologico di non lieve entità, invece, occorrerà fare riferimento alle tabelle giurisprudenziali di cui al paragrafo superiore.


note

[1] Art. 138 cod. ass. priv.

Autore immagine: depositphotos.com


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