Il salario minimo arriva da Bruxelles

17 Settembre 2020 | Autore:
Il salario minimo arriva da Bruxelles

Von der Leyen annuncia la proposta di legge per introdurlo a livello europeo. Il premier Conte lo inserisce nelle linee guida per il piano nazionale di ripresa.

«Tutti devono avere accesso ad un salario minimo, o attraverso accordi collettivi o attraverso salari minimi per legge»: sono le parole della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, pronunciate agli eurodeputati riuniti nella seduta plenaria a Bruxelles durante il suo primo discorso sullo stato dell’Unione.

Von der Leyen ha annunciato che la Commissione presenterà una specifica proposta di legge «per sostenere gli Stati membri nel creare uno schema per i salari minimi» ed ha precisato: «Sono una forte sostenitrice della contrattazione collettiva; la proposta rispetterà pienamente le tradizioni e le competenze nazionali».

Il tema del salario minimo è da tempo tra gli obiettivi del Governo italiano che punta ad una retribuzione non inferiore a 9 euro l’ora e due proposte di legge – una presentata dal Pd, l’altra dal Movimento 5 Stelle – sono da tempo all’esame del Parlamento, ma sinora non era stato raggiunto l’accordo.

Adesso, invece, con la spinta dell’Unione Europea, tutto ciò potrebbe realizzarsi. Intanto, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha già inserito il tema nelle linee guida del nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’impiego del Recovery Fund.

«L’introduzione del salario minimo legale – si legge nel documento – garantirà ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso, evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole».

Immediate e positive le reazioni delle forze di maggioranza all’annuncio della presidente della Commissione Ue: «Il salario minimo è da sempre un obiettivo mio e di tutto il Movimento 5 Stelle. Una risposta essenziale per contrastare il cosiddetto dumping salariale e ridare dignità e futuro ai ‘working poor‘ (i lavoratori poveri) e alle loro famiglie. Una risposta che la crisi innescata dalla pandemia ha reso ancora più urgente e necessaria e sulla quale dobbiamo investire con determinazione nel nostro progetto di rilancio», dice il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

«Il salario minimo è un tassello essenziale di questo progetto, e vogliamo realizzarlo inserendo anche una detassazione dei rinnovi contrattuali per portare i contratti a rialzo senza gravare sulle imprese. La rinascita del mercato del lavoro passa attraverso un sistema salariale più equo e avanzato», conclude Catalfo.



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