Disabili a scuola senza sostegno: arriva la condanna dell’Ue

17 Settembre 2020 | Autore:
Disabili a scuola senza sostegno: arriva la condanna dell’Ue

Italia condannata dalla Corte Europea a risarcire i danni provocati ad una bimba rimasta priva di supporto per due anni scolastici.

Le scuole sono iniziate, o in alcune Regioni stanno per iniziare, ma molti bambini disabili sono costretti a rimanere a casa perché mancano gli insegnanti di sostegno. Il problema è tristemente noto ma adesso, proprio in concomitanza con quanto sta accadendo, arriva una sentenza della Corte europea [1] che condanna l’Italia e dà ragione ai genitori di una bimba che era rimasta priva di supporto per due anni scolastici.

I giudici di Strasburgo hanno constatato che l’Italia ha una legge per garantire i diritti dei bambini disabili nelle scuole, ma non sempre viene applicata. Questo comporta una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo [2], che vieta ogni forma di discriminazione.

Invece, la giustizia italiana – il Tar prima ed il Consiglio di Stato poi – aveva dato torto ai genitori, bocciando le loro istanze di tutela che lamentavano la perdurante assenza dell’insegnante di sostegno nella scuola primaria frequentata dalla loro figlia autistica. L’istituto si era giustificato con i tagli alle risorse di bilancio operati dallo Stato, che avevano inciso sulle spese per il sostegno.

Ora, la Corte europea chiarisce che il diritto all’istruzione è fondamentale e va garantito ad ogni bambino disabile. Inoltre, sottolinea che non è sufficiente adottare leggi che prevedono il sostegno, è necessario anche assicurarlo in modo effettivo e adeguato.

Ciò è indispensabile anche per non violare il divieto di discriminazione, che impone agli Stati di evitare impatti negativi sulle persone che hanno una maggiore vulnerabilità. La bimba, infatti, era risultata penalizzata, per non aver potuto frequentare la scuola in modo analogo agli altri alunni senza disabilità.

I giudici rilevano che, nel caso specifico, la situazione era particolarmente grave perché avvenuta durante la scuola primaria, fondamentale per le basi dell’istruzione e per l’integrazione sociale nella comunità dei coetanei.

La pronuncia ha condannato l’Italia a risarcire i danni arrecati con questo comportamento illecito, quantificandoli in 2.520 euro per i danni patrimoniali e in 10mila euro per quelli non patrimoniali, oltre al rimborso delle spese di giudizio sostenute per 4mila euro.


note

[1] CEDU, sent. in ricorso G.L. contro Italia n. 59751/15, del 10 settembre 2020.

[2] Art. 2 del Protocollo n. 1 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube