Diritto e Fisco | Articoli

Chi è il giudice popolare?

21 Novembre 2020 | Autore:
Chi è il giudice popolare?

Giuria popolare della corte d’assise: cos’è e quali sono le sue funzioni? Come si diventa giudice popolare? Quali sono i requisiti?

Tanta televisione americana ci ha abituati alla presenza della giuria popolare durante la celebrazione dei processi. In realtà, in Italia i giudici popolari sono necessari solamente quando si tratta di reati di massima gravità, di competenza della corte d’assise. Per quanto tutti abbiano almeno una vaga idea di cosa siano i giudici popolari, c’è da scommetterci che sono pochi coloro che sanno come si giunga a ricoprire tale carica e quali siano le funzioni principali attribuite a questo ruolo. Ma partiamo dall’origine. Chi è il giudice popolare?

Con questo articolo spiegheremo non solo chi è un giudice popolare, ma vedremo anche cosa fa, quali sono le sue competenze, come si viene scelti per ricoprire tale importante ruolo e quali sono i requisiti per poter diventare parte della giuria popolare in corte d’assise. Insomma, spiegheremo tutto ciò che vorresti sapere in merito a tale giudice speciale. Se hai cinque minuti di tempo, prosegui nella lettura: scopriremo insieme chi è e cosa fa un giudice popolare in Italia.

Giudice popolare: chi è?

Il giudice popolare è un componente laico della corte d’assise e della corte d’assise d’appello. Cosa significa laico? Vuol dire che il giudice popolare non è un magistrato, ma un semplice cittadino estratto tra coloro che volontariamente si sono candidati per rivestire tale incarico.

Corte d’assise: cos’è?

La corte d’assise è l’organo giurisdizionale di primo grado competente a giudicare dei reati più gravi (omicidio, ecc.). La corte d’assise d’appello è invece organo giurisdizionale di secondo grado, che decide sulle sentenze di primo grado impugnate.

La corte d’assise è organo giurisdizionale dalla composizione mista: sugli otto membri che compongono il collegio, due sono giudici togati a tutti gli effetti, mentre gli altri sei sono giudici popolari, cioè cittadini “prestati” alla magistratura senza però essere magistrati veri e propri.

Giudice popolare: cosa fa?

Il giudice popolare prende parte alle decisioni del collegio di cui fa parte. In pratica, la giuria popolare decide insieme ai magistrati togati delle sorti dell’imputato.

Insomma: il giudice popolare, esattamente come un normale giudice togato, prende parte alla sentenza finale insieme a tutti gli altri componenti.

La funzione del giudice popolare, dunque, è fondamentale: pur non essendo un magistrato a tutti gli effetti, egli giudica sulla responsabilità penale dell’imputato tratto in giudizio innanzi alla corte d’assise (o alla corte d’assise d’appello).

Come si diventa giudice popolare?

Per diventare giudice popolare occorre candidarsi spontaneamente. Per la precisione, chi vuole entrare a far parte delle liste deve presentare richiesta al Sindaco del comune in cui risiede.

Ogni due anni, i sindaci fanno affiggere manifesti pubblici con cui si invitano coloro che sono in possesso dei requisiti a chiedere di essere iscritti nell’elenco dei giudici popolari.

Formati gli elenchi e verificato il possesso dei requisiti dei richiedenti, il sindaco trasmette le liste al presidente del tribunale competente per territorio.

Un’apposita commissione unifica gli elenchi pervenuti dai comuni e compone l’elenco di coloro che hanno i requisiti per poter rivestire la carica di giudice popolare.

Gli elenchi così formati sono poi trasmessi ai comuni e affissi nell’albo pretorio.

Chiunque può presentare reclamo contro eventuali omissioni, cancellazioni o indebite iscrizioni entro il termine di quindici giorni dall’affissione all’albo pretorio.

Dopo aver deciso su eventuali reclami, vengono formati gli albi definitivi dei giudici popolari. Gli albi definitivi sono approvati con decreto e trasmessi a ciascun comune per la pubblicazione della parte che lo riguarda.

Avverso gli albi definitivi è possibile presentare ricorso.

Giudice popolare: requisiti

Non tutti possono candidarsi per diventare giudici popolari. Ecco i requisiti per far parte della composizione della corte d’assise o della corte d’assise d’appello:

  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • buona condotta morale;
  • età non inferiore ai 30 e non superiore ai 65 anni;
  • titolo finale di studi di scuola media di primo grado, di qualsiasi tipo.  Per i giudici popolari di Corte d’assise d’appello è richiesto titolo finale di studi di scuola media di secondo grado.

Non possono fare il giudice popolare:

  • i magistrati e i funzionari in servizio all’ordine giudiziario;
  • gli appartenenti alle forze armate e alla polizia;
  • i membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione.

Giudice popolare: durata dell’incarico

La nomina a giudice popolare dura tre mesi, salvo prosecuzione del processo. in pratica, l’incarico di giudice popolare è temporaneo e può superare i tre mesi solo se, in questo arco di tempo, il procedimento non è terminato.

Coloro che hanno prestato servizio in una sessione d’assise non possono essere chiamati ad esercitare le loro funzioni nelle sessioni della parte rimanente del biennio.

I giudici popolari nominati ricevono un compenso giornaliero stabilito per legge e un rimborso per spese di viaggio se l’Ufficio è prestato fuori del comune di residenza.

Giudice popolare: è obbligatorio accettare l’incarico?

L’ufficio di giudice popolare è obbligatorio. Chi, essendo chiamato a prestare tale servizio, non si presenta senza giustificato motivo, è condannato al pagamento di una somma da 2,58 a 15,49 euro, nonché alle spese dell’eventuale sospensione o del rinvio del dibattimento.

Per essere esonerati dal servizio si deve presentare certificato medico prima della comparizione o durante la seduta di comparizione per il giuramento.


note

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube