Migranti: presto nuove regole per l’accoglienza

17 Settembre 2020 | Autore:
Migranti: presto nuove regole per l’accoglienza

Il patto di Dublino, che attualmente disciplina la gestione dei flussi migratori in Europa, sarà abolito. Lo annuncia la presidente della Commissione Ue.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte la definisce «una svolta»: sta parlando dell’intenzione dell’Unione Europea di riformare al più presto il patto di Dublino, che prevede le regole per la gestione e il trattamento dei migranti a seguito degli sbarchi o altri tipi di ingresso.

Conte ammette che «la disciplina attuale svantaggia i Paesi di primo approdo», prima fra tutti l’Italia, che da anni è notoriamente al centro di continue ondate di arrivi di extracomunitari specialmente sulle coste meridionali.

In base alle regole attuali, la gestione dell’accoglienza è lasciata interamente al Paese di arrivo, che deve farsi carico di tutte le incombenze, comprese le domande di asilo e le spese dei rimpatri. Lo prevede il regolamento di Dublino, proprio quello che ora è finito nel mirino delle riforme annunciate.

Ieri, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nel suo discorso al Parlamento europeo ha detto: «Posso annunciare che aboliremo il regolamento di Dublino. Lo rimpiazzeremo con un nuovo sistema europeo di governance delle migrazioni. Avrà strutture comuni per l’asilo e per i rimpatri» e prevederà «un forte meccanismo di solidarietà».

Per Von der Leyen «è il momento di un nuovo approccio: ogni anno circa 2 milioni di persone vengono in Europa e 140mila sono i rifugiati. È la normalità: dobbiamo essere in grado di gestirlo. Proporremo nuove leggi la settimana prossima e ci sarà tempo per discuterla».

L’annuncio trova favorevoli le forze di maggioranza di Governo ed anche le posizioni di altri Paesi dell’Europa Meridionale: la Grecia, che come l’Italia è particolarmente colpita dal fenomeno migratorio, è dello stesso parere del nostro premier Conte, quando, tramite il suo ministro per l’Immigrazione, afferma: il patto di Dublino «ha fallito e deve essere modificato». Ma prevede che i colloqui su come aggiornare le regole saranno «complicati e difficili, perché gli Stati membri non hanno interessi comuni».

Su questo punto, Conte la pensa diversamente: «C’è un approccio assolutamente condiviso, mercoledì aspettiamo questa proposta della Commissione», dice all’Adnkronos a margine di una visita compiuta stamattina in una scuola alla periferia di Roma.

Sul tema le posizioni delle opposizioni sono variegate e pongono dei distinguo. Il leader della Lega, Matteo Salvini, sembra entusiasta dell’annuncio quando afferma: «Sono anni che lo chiediamo, quindi se l’Italia smetterà di essere il campo profughi d’Europa sarò contento».

Anche Forza Italia è soddisfatta, ma solo parzialmente: per la capogruppo in Senato Anna Maria Bernini, «l’abolizione del regolamento di Dublino sarebbe un enorme passo avanti per l’Italia e per gli altri Paesi di primo ingresso, lasciati finora soli a gestire i flussi migratori e le richieste di protezione internazionale. Ma i precedenti consigliano grande cautela, perché la solidarietà europea finora è stata insufficiente se non del tutto assente. Ci sono Paesi che, disattendendo le direttive sulla relocation varate nel 2016, si sono sempre rifiutati di accogliere i migranti».

Scettica, invece, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Dublino è un falso problema perché il nostro problema non sono i rifugiati, sono gli immigrati clandestini che sono il 90% delle persone che arrivano da noi. Sulla riforma di Dublino, di cui ha parlato la Von Der Leyen ieri, vediamo di cosa si tratterà».



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