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Sinistri stradali: l’assoluzione penale non esclude il risarcimento del danno

28 Novembre 2013
Sinistri stradali: l’assoluzione penale non esclude il risarcimento del danno

Risarcisce i danni anche chi è assolto: escluso l’indennizzo solo se, nel giudizio penale, si accerta che il fatto non è avvenuto o che l’imputato non è l’autore.

Si può ottenere il risarcimento del danno a seguito di un sinistro stradale anche se il responsabile è stato assolto nel relativo processo penale. Infatti, il proscioglimento nel giudizio penale non elimina la responsabilità in sede civile.

A fare il punto sulla questione è una recente sentenza della Cassazione [1].

In caso di sinistro stradale, si possono avviare, contemporaneamente, sia un giudizio penale (per le responsabilità conseguenti alle lesioni riportate dal danneggiato), sia uno civile (per ottenere il risarcimento del danno in termini monetari).

I due procedimenti, però, viaggiano su binari paralleli, senza toccarsi. Per cui l’eventuale assoluzione nel giudizio penale non travolge automaticamente il processo civile, salvo in due casi:

– se il giudice penale accerta che il fatto non si è verificato proprio;

– se il giudice penale accerta che il presunto autore non ha in realtà preso parte all’azione.

Invece, quando il giudice penale accerta i fatti ma assolve l’imputato perché le prove assunte nel procedimento penale non gli consentono di ritenerlo in colpa “oltre ogni ragionevole dubbio”, il giudice civile potrà valutare diversamente le prove a propria discrezione [2].

Si tratta di una situazione solo all’apparenza contraddittoria, perché il nostro ordinamento ammette che in un contesto penale vi possa essere una maggiore ricerca della prova di colpevolezza (a tutela dell’indagato che verrà condannato solo in presenza di comportamenti gravi), mentre nel processo civile può essere adottata una maggiore severità verso la condotta dell’autore dell’illecito, portandolo a condanna pur a fronte della assoluzione nella causa penale.

Ricordiamo, inoltre, che il termine di prescrizione è, in generale, di due anni per i sinistri stradali; ma [3], se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, la stessa prescrizione si applica anche all’azione civile (che, quindi, potrà arrivare oltre i predetti due anni). Questa estensione vale anche se sia intervenuta una sentenza di assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”.


note

[1] Cass. sent. n. 25538 del 13.11.2013.

[2] L’accertamento contenuto in una sentenza penale di assoluzione pronunciata perché il fatto non costituisce reato non ha efficacia di giudicato nel processo civile successivo nel quale compete sempre al giudice il potere di accertare autonomamente i fatti dedotti in giudizio e di arrivare a conclusioni anche differenti dal tribunale penale.

[3] In base al comma 3 dello stesso articolo 2947.

Autore foto: 123rf.com


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