Tamponi in calo, l’allarme dai pediatri

18 Settembre 2020
Tamponi in calo, l’allarme dai pediatri

Dal monitoraggio della Fondazione Gimbe emerge una diminuzione dei test nell’ultima settimana. Ma in concomitanza con la riapertura delle scuole la richiesta è già aumentata ed è destinata a crescere ancora.

Serviranno almeno un paio di settimane per avere chiaro l’impatto della riapertura delle scuole sul numero dei contagi da Coronavirus. Intanto, però, c’è un dato che emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe: nell’ultima settimana, i tamponi sono calati quasi del 10% (9,2%), ne sono stati fatti 60mila in meno. La strategia dei test a tappeto come prima arma di individuazione del virus, insomma, in questi giorni, non sembra quella seguita, nonostante i ripetuti inviti in questo senso da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Ieri, i tamponi hanno superato quota 100mila, con 1.585 nuovi casi e 13 morti. C’è un piano, elaborato dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri, che punta proprio ad eseguire 200mila test al giorno. Gli ultimi dati dicono che, al momento, siamo lontani da queste quantità. «Con la riapertura delle scuole bisognava fare un grande salto nell’effettuazione dei tamponi e finora così non è stato», spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. Se da un lato l’incremento dei nuovi casi «appare stabilizzato», dall’altro è «verosimile che il numero sia sottostimato, considerata la riduzione dei casi testati e l’ulteriore aumento del rapporto positivi e casi testati».

Sulle colonne del Sole 24 Ore, oggi, Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri, sottolinea che «per far rientrare i ragazzi in sicurezza a scuola noi dovremo attivare un percorso assistenziale tutte le volte che ci troveremo di fronte a un caso sospetto e poi attestare l’eventuale negatività al Covid». La richiesta di tamponi in coincidenza con la ripresa delle lezioni, fanno notare ancora i pediatri, è già aumentata di molto ed è destinata a crescere ancora.

Intanto, il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva dei ministeri Scuola e Salute, contro la decisione del governatore del Piemonte Alberto Cirio di misurare la temperatura corporea ai ragazzi all’ingresso a scuola e non a casa. I giudici amministrativi, invece, hanno accolto il ricorso del Governo che chiedeva di sospendere l’ordinanza della Regione Sardegna con la quale si costringeva al tampone chiunque arrivasse nell’isola e non avesse fatto un test volontario entro le 48 ore precedenti. Provvedimento sospeso. Il 7 ottobre la decisione nel merito.



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