Tutor: 4 metodi infallibili per non pagare la multa

Come contestare la multa per eccesso di velocità: dalla taratura alla tolleranza, dai termini alla notifica.

In alcuni articoli già pubblicati su questo stesso giornale abbiamo scoperto numerosi metodi per contestare le multe con l’autovelox. Oggi, vedremo invece 4 metodi infallibili per non pagare la multa del tutor. Quali sono e come ci si difende da questi infernali apparecchi che misurano la velocità?


C’è comunque da dire, ad onor del vero, che da quando esistono i tutor, gli incidenti in autostrada sono nettamente diminuiti. Ne beneficia lo Stato, e quindi la spesa assistenziale, ma anche noi stessi che siamo più sicuri. Chiaramente, ciò che è deprecabile è la tecnica a sorpresa usata da alcuni enti locali per usare i tutor su tratti di strada con limiti irrisori solo per fare cassa. E lì abbiamo l’effetto contrario: il traffico rallenta, gli automobilisti sclerano e, alla prima curva dopo la postazione, si mettono a superare come dei pazzi. Ecco allora, in queste circostanze, come ci si difende da una multa per il tutor? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il cartello di avviso del tutor

Come ogni misuratore elettronico della velocità, anche il tutor deve essere presegnalato da un cartello posto a un’adeguata distanza dalla postazione. La legge non dice quanti metri debbano sussistere tra la segnaletica e la pattuglia ma è indispensabile consentire all’automobilista una dolce frenata, in modo da non inchiodare l’auto sul più bello, costituendo così un pericolo per la circolazione.


Qui, arriva l’importante chiarimento della Cassazione: il cartello del tutor deve indicare, in modo esplicito, che il controllo avviene sulla velocità media tra due punti e non su quella istantanea in un solo punto specifico, cosa che altrimenti farebbe pensare all’automobilista di essere in presenza di un autovelox. Detto in parole semplici, il segnale deve riportare questa dicitura: «Attenzione, controllo elettronico della velocità media». Se la parolina «media» non dovesse esserci, il cartello sarebbe errato, la multa nulla e voi, per farvela togliere, potreste fare ricorso al giudice di pace entro 30 giorni.

La tolleranza multa tutor

Come noto, la multa per autovelox prevede una tolleranza del 5% rispetto al limite fissato dalla segnaletica o dal Codice della strada. Questo significa, ad esempio, che se su una strada è fissato il limite di velocità a 100 chilometri orari e voi procedete a 105, nessuno vi può multare.

Tuttavia, secondo un’interessante sentenza del giudice di pace di Savona [1] (opinione condivisa anche da altri giudici), per i tutor la tolleranza deve essere superiore al 5%. Ad essi, infatti, si applicherebbero le norme relative all’ingresso e all’uscita dai tratti autostradali che è del 10% dove il limite di velocità è compreso tra 70 e 130 chilometri orari e sale al 15% dove è superiore a 130 chilometri orari. Il che significa che sull’autostrada non vi può essere fatta alcuna multa con il tutor se procedete a 140 chilometri orari.

I termini di contestazione della multa tutor


Veniamo ai termini, parola questa molto odiata dall’amministrazione la cui lentezza è di poco superiore alla velocità con cui si muovono i continenti. Proprio per evitare di stare con il fiato sospeso per una vita, la legge dice che le multe vanno consegnate a casa del proprietario del veicolo entro massimo 90 giorni da quello dell’infrazione. E se anche ciò succede in modo corretto, se nei successivi 5 anni nessuno si fa vivo, la multa si considera prescritta e nulla è più dovuto.

Dunque, se vi dovesse arrivare una cartella esattoriale per una contravvenzione non pagata, sapete che fare: ricorso al giudice di pace per cancellare definitivamente il debito.

Taratura tutor

Come l’autovelox, anche il tutor deve essere sottoposto a taratura almeno una volta all’anno. Se ciò non succede, il verbale è nullo e può essere impugnato dinanzi al giudice di pace. Non solo. La Cassazione ha detto che la multa deve indicare la data dell’ultima taratura in modo da dare contezza all’automobilista del rispetto di tale obbligo. Tale dichiarazione sul verbale, peraltro, non fa piena prova: per cui, se contestata dal trasgressore, impone all’amministrazione di presentare i documenti che dimostrano il contrario.


La multa deve poi indicare la data di prima omologazione e la matricola delle apparecchiature utilizzate.



Condividi
Autore:
Redazione