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Avviso di accertamento nullo se il contraddittorio è solo apparente

28 Novembre 2013 | Autore:
Avviso di accertamento nullo se il contraddittorio è solo apparente

Il comportamento dell’Amministrazione finanziaria che emette l’avviso di accertamento il giorno dopo del contraddittorio può essere causa di nullità dell’avviso stesso, per mancata valutazione delle difese del contribuente.

 

L’avviso di accertamento emesso il giorno dopo del contraddittorio è nullo in quanto il brevissimo lasso di tempo rivela che si è trattato di contraddittorio apparente e che il Fisco non ha analizzato bene le difese del contribuente.

È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria di Reggio Emilia [1]. I giudici ricordano che, qualora l’Amministrazione finanziaria riscontri delle discrepanze tra il reddito accertato e quello dichiarato, prima di agire con la riscossione, debba sentire il contribuente in contraddittorio in modo da consentirgli di esporre le proprie ragioni.

 

Il contraddittorio è indispensabile soprattutto a seguito di accertamenti fiscali di tipo presuntivo, come quelli effettuati tramite redditometro. In questi casi, infatti, il contribuente deve essere messo nella condizione di giustificare il discostamento del reddito e provare, per esempio, la provenienza effettiva dei redditi attraverso i quali sono stati effettuati gli acquisti controllati dal Fisco (per esempio reddito del coniuge o somme ricevute in donazione).

Inoltre, il contraddittorio può tornare utile alla stessa Amministrazione finanziaria dal punto di vista istruttorio: gli elementi riscontrati nel corso dell’accertamento sono solo un indizio e devono essere confermati da ulteriori prove sull’irregolarità fiscale del contribuente. L’ascolto e l’analisi delle difese di quest’ultimo è, appunto, necessaria per un ulteriore riscontro probatorio, indispensabile prima di procedere alla riscossione.

Il contraddittorio deve essere effettivo in modo da assicurare il diritto di difesa del contribuente. In particolare questi ha diritto:

–  ad un congruo preavviso prima di essere sentito, in modo da poter preparare la propria difesa e presentare i relativi documenti;

– ad essere effettivamente convocato e sentito dal Fisco per esporre ampiamente le proprie ragioni;

– a che le sue difese siano valutate congruamente, secondo i tempi e le modalità necessarie. La valutazione delle difese varia di caso in caso; situazioni più complesse necessitano certamente di tempi più lunghi, anche per l’esame della relativa documentazione.

– a che il Fisco motivi l’eventuale discostamento dalle affermazioni difensive.

Se il Fisco emette l’avviso di accertamento già il giorno dopo aver sentito il contribuente, è evidente che non ha valutato le difese da questi esposte e ha solo apparentemente rispettato l’obbligo di contraddittorio. Tale comportamento dell’Amministrazione è arbitrario e contrario a buona fede ed è, pertanto, causa di annullabilità dell’avviso di accertamento.


note

[1] Comm. Trib. Prov. di Reggio Emilia, sent. n. 2023 del 13.11.2013.


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