Diritto e Fisco | Articoli

L’ex moglie si improvvisa estetista: ha diritto all’assegno?

22 Novembre 2020 | Autore:
L’ex moglie si improvvisa estetista: ha diritto all’assegno?

Che succede se il coniuge fa dei lavori saltuari, anche senza abilitazione, ma non ha un reddito che consente di avere i mezzi per sopravvivere?

Una separazione o un divorzio possono comportare la necessità di dover reperire in qualche modo e in tempi brevi un reddito per vivere in maniera dignitosa e arrivare alla fine del mese. A costo di svolgere un’attività per la quale si è particolarmente portati pur non avendo una qualifica, diciamo così, «ufficiale». Qualche lavoro saltuario, anche con regolare ricevuta, che consenta di arrotondare l’assegno di mantenimento percepito dall’ex coniuge. Ma che non toglie nessuno dalla precarietà. A tal punto che, come stabilito recentemente dalla Cassazione, se ad esempio l’ex moglie si improvvisa estetista, ha diritto all’assegno. Ma lo stesso vale, quindi, per chi si improvvisa parrucchiera o guida turistica, anche senza un titolo abilitativo ma con redditi saltuari.

La Suprema Corte si è pronunciata proprio sul caso di una donna che si è trovata in questa situazione. L’ex marito voleva che l’assegno di 500 euro da lui versato ogni mese venisse diviso a metà e che anche lei mettesse la sua parte per garantire il mantenimento del figlio nato dal loro matrimonio. L’uomo giustificava la sua richiesta con il fatto che lei percepiva un reddito da estetista. Reddito, però, che corrispondeva ad un’attività esercitata ogni tanto e che, quindi, non garantiva delle entrate fisse e sufficienti, secondo i giudici, per essere economicamente autosufficiente.

Da qui, la domanda: se l’ex moglie si improvvisa estetista, ha diritto all’assegno? L’ordinanza della Cassazione [1] risponde in modo affermativo. Soprattutto se, pur con tutta la buona volontà, la donna ha, come in questo caso, un’età che non consente – o, perlomeno, non consiglia – di aprire un’attività in proprio e, inoltre, ha un figlio non autosufficiente a cui badare. Da qui, sostengono i giudici supremi, l’obbligo dell’ex marito di corrispondere l’assegno divorzile.

Nel caso specifico, l’uomo aveva chiesto al tribunale la dichiarazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio. In virtù di un accordo di separazione consensuale, a lei era stato riconosciuto un immobile in comodato gratuito per tre anni e il versamento di 50mila euro. In più, lui doveva riconoscere un assegno di mantenimento di 500 euro. Il marito, però, in seguito alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, ha preteso che la moglie fosse obbligata a versare 250 euro ogni mese come contributo per il mantenimento del figlio, senza reddito e convivente con il padre, visto che lei guadagnava dei soldi come estetista. Metà per uno, insomma.

Ovviamente, l’ex moglie si è opposta, sostenendo di non avere dei redditi adeguati. Anzi: ha chiesto per sé un assegno da 800 euro. Richiesta respinta dal tribunale, che ha disposto a carico dell’ex marito il versamento di 350 euro mensili per il mantenimento del figlio non autosufficiente.

In Corte d’Appello, però, i giudici danno ragione alla donna e stabiliscono un assegno a suo favore di 200 euro al mese.

Si arriva, così, in Cassazione. Ed è qui che viene sancita in modo definitivo la precarietà dell’ex moglie, non autosufficiente da un punto di vista economico e – si legge nell’ordinanza – «al limite stesso di sopravvivenza, per mancanza di un reddito a tal fine adeguato e per l’incapacità di poterselo procurare». Il che si traduce, sempre secondo la Suprema Corte, nella natura «meramente assistenziale attribuita all’assegno imposto all’ex marito».

La Cassazione, inoltre, non ha escluso alla donna la possibilità di guadagnare qualche soldo come estetista in modo occasionale, anche senza l’abilitazione richiesta, per avere i mezzi di sostentamento adeguati a sopravvivere. Ed ha ammesso, infine, che per lei è piuttosto improbabile avviare una nuova attività professionale sulla base della sua età e dell’attuale congiuntura economica.


note

[1] Cass. ordinanza n. 19331/2020 del 17.09.2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube