Cronaca | News

Voto a rischio Covid: cosa succederà ai seggi

19 Settembre 2020 | Autore:
Voto a rischio Covid: cosa succederà ai seggi

Misure di sicurezza per evitare assembramenti e contagi. Ma si prevedono lunghe code. La febbre dovrà essere misurata a casa. Si teme il picco di astensioni.

Sarà inevitabile: chi domani o lunedì si recherà al seggio elettorale per partecipare al referendum sul taglio dei parlamentari o alle elezioni regionali dovrà armarsi di pazienza. Le misure di sicurezza anti-Covid, infatti, potrebbero complicare le operazioni di voto, tant’è che sia il ministero dell’Interno sia i Comuni si stanno organizzando affinché l’election day diventi un incubo per gli italiani e che la paura del coronavirus si traduca in un picco di astensioni.

In alcuni Comuni, potrebbero non bastare gli agenti di Polizia locale a garantire il rispetto delle regole contro il Covid. Così, alcuni sindaci hanno chiesto l’intervento di istituti di vigilanza privati per controllare che l’afflusso dei votanti ai seggi si svolga senza assembramenti e che tutti indossino la mascherina. Si teme, però, che le code siano più lunghe del solito: al momento di avvicinarsi all’urna occorrerà abbassare il dispositivo di protezione per farsi riconoscere e, a quel punto, la distanza interpersonale sarà superiore al metro.

Bisognerà anche igienizzare le mani: a tale scopo, ci saranno dei distributori di gel all’ingresso e dentro i seggi, da utilizzare sia prima di entrare sia al momento di prendere in mano la matita e la scheda. Occorrerà seguire un percorso tracciato in entrata e in uscita. La scheda verrà introdotta nell’urna dall’elettore e non dal presidente, per evitare ulteriori contatti, tranne per le suppletive per il Senato in Sardegna e in Veneto: in questo caso, l’operazione spetterà al presidente, munito di guanti.

Non sono previsti dei termoscanner: ogni elettore sarà tenuto a presentarsi al seggio dopo essersi accertato di non avere la febbre sopra i 37.5° o altri sintomi di coronavirus. Sarà, quindi, responsabilità di ciascun cittadino verificare la temperatura corporea prima di uscire di casa.

Resta il problema segnalato dall’Anci (l’associazione dei Comuni italiani) che riguarda le adesioni ai seggi: un presidente su due ha rifiutato l’invito, e lo stesso hanno fatto molti scrutatori, proprio per le «noie» previste a causa delle misure anti-Covid e per la paura dei contagi. Si sta chiedendo una mano alla Protezione civile.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube