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5 cose da sapere prima di rivolgerti ad un avvocato

20 Settembre 2020 | Autore:
5 cose da sapere prima di rivolgerti ad un avvocato

Stai per entrare per la prima volta in uno studio legale? Ecco alcuni consigli per non arrivare impreparato

Hai un problema da risolvere e hai deciso di rivolgerti ad un avvocato. Magari è la prima volta che succede, o comunque la prima che incontri quel determinato professionista. In ogni caso, prima di bussare al suo studio, è bene che tu arrivi preparato. Non a livello giuridico, ci mancherebbe (per quello, appunto, c’è l’avvocato). Ciò che è importante è conoscere come comportarti con lui a livello umano. Per questo, abbiamo pensato di stilare una lista delle 5 cose da sapere prima di rivolgerti ad un avvocato.

Come tutti i rapporti professionali, anche quello fra il cliente e il suo legale può essere accompagnato da pregiudizi o incomprensioni. In questo caso, poi, si parla di liti o controversie giuridiche, il che rischia di aggiungere tensione al rapporto. Per essere efficiente, e quindi avere più possibilità di successo e vittoria in giudizio, il lavoro dell’avvocato deve svolgersi in un clima di sincerità, collaborazione e rispetto reciproco. Ecco dunque le 5 cose da sapere prima di rivolgerti ad un avvocato.

All’avvocato bisogna dire la verità

Può sembrare un suggerimento banale, ma probabilmente è il più importante. Quando ti presenti da un avvocato e gli racconti il tuo problema, devi essere sincero. Devi, cioè, dire la verità anche se credi di essere in torto, o se hai fatto cose di cui ti vergogni.

L’avvocato non giudica i propri clienti, né tantomeno li denuncia se confessano un reato. Il suo compito è difenderti anche se sei colpevole ed è tenuto al segreto professionale. Non può, in altri termini, rivelare agli altri le informazioni che gli dai.

Intendiamoci: se vuoi dire una bugia sei libero di farlo, perché mentire al proprio avvocato non è reato. Lo è, tutt’al più, mentire all’avvocato di un’altra persona, se ti sta sentendo nel corso delle sue indagini difensive in un processo penale. Essere sinceri con il proprio legale è più che altro un fatto di opportunità: solo se conosce come sono andati davvero i fatti, o quanto meno sa quello che sai anche tu, l’avvocato può difenderti nel modo migliore.

L’avvocato va pagato

Uno dei problemi più frequenti che incontrano i professionisti è quello dei clienti che non pagano, pagano in ritardo o pretendono di versare meno del pattuito.

Il tempo di un avvocato è denaro. Per questo, per costruire un rapporto di fiducia è essenziale essere rispettoso della sua professione e ricompensare il suo lavoro. Anche se l’avvocato è un tuo parente o un tuo caro amico, è sempre bene proporre un corrispettivo: il tempo che ti dedica lo sottrae ad altri clienti o ai suoi impegni personali.

Alcuni avvocati chiedono un compenso anche per il primo consulto, cioè per i consigli che ti danno oralmente quando ti presenti allo studio per la prima volta. Meglio quindi informarsi prima dell’incontro.

La legge impone agli avvocati, nel momento in cui assumono l’incarico, di proporre al cliente un preventivo scritto, cioè una stima dei prevedibili costi e compensi professionali. In sostanza, è tuo diritto sapere prima quanto dovrai pagare per la prestazione professionale, e ciò anche se non lo richiedi espressamente.

Ricorda, comunque, che se dimostri di non avere sufficienti mezzi economici, la legge ti mette a disposizione il cosiddetto “gratuito patrocinio”: in sostanza, l’avvocato te lo paga lo Stato. Per ottenere il beneficio è necessario che il tuo reddito non sia superiore a 11.493,82 euro.

Porta i documenti

Vuoi risparmiare tempo e facilitare il lavoro dell’avvocato? Prima di rivolgerti al suo studio, ti consigliamo di raccogliere tutti i documenti in tuo possesso che possano servire al suo lavoro (sentenze di cause precedenti, contratti, scritture private, raccomandate). L’ideale sarebbe sistemarli in ordine cronologico e per tipologia. Se la causa riguarda un appartamento, ad esempio, recupera in anticipo tutti gli atti che lo riguardano, a cominciare dall’eventuale contratto di compravendita.

Non aver paura di dire la tua

Oltre al preventivo scritto, nei primi incontri, l’avvocato è tenuto a comunicarti, anche oralmente, le caratteristiche della causa, le diverse alternative e le possibili difficoltà. Naturalmente, lui è l’esperto e in fatto di diritto ne sa più di te. Ciò non significa, però, che dovrai accettare tutto ciò che propone solo perché è competente. In qualità di cliente, sei libero di proporre delle strade diverse, o anche di far notare delle mosse che ti sembrano troppo azzardate o rischiose. Chi subisce le conseguenze di una sconfitta in giudizio, alla fine, sei tu. Per questo, la tua opinione conta molto.

Un avvocato si può cambiare

Quando ti presenti da un avvocato per la prima volta, non sei obbligato ad ingaggiarlo e non devi sentirti vincolato a lui. Se non ti ispira fiducia o ti prospetta condizioni che non ti piacciono, puoi sempre salutarlo con cortesia e rivolgerti altrove.

Un avvocato, del resto, si può cambiare in qualsiasi momento, senza preavviso e senza che sia necessario specificare un motivo. Anche nel mezzo di una causa, quindi, puoi revocare l’incarico senza pagare penali o costi aggiuntivi. L’importante, ovviamente, è ricompensare il lavoro che il professionista ha svolto per te fino a quel momento.



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