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Cambio di sesso durante il matrimonio: quali conseguenze?

24 Novembre 2020
Cambio di sesso durante il matrimonio: quali conseguenze?

Cosa succede se uno dei due coniugi decide di cambiare la propria identità di genere?

Sei sposata da ben 10 anni con un uomo straordinario, attento e scrupoloso. Da circa un anno, però, qualcosa è cambiato. Una sera, tuo marito ti racconta di aver deciso di diventare donna. Da quel momento le cose tra voi sono migliorate. Il percorso fino all’operazione è stato lungo, ma avete affrontato tutto insieme perché l’amore tra voi è molto forte. Ora, siete una coppia lesbica felice e la tua compagna deve formalizzare il suo cambiamento all’anagrafe.

In questo articolo ci soffermeremo sul cambio di sesso durante il matrimonio: quali conseguenze? In passato, se una persona chiedeva la rettificazione del sesso si determinava automaticamente la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ciò in quanto uno dei requisiti per sposarsi è proprio la diversità di genere della coppia. Tale automatismo, tuttavia, è stato ritenuto incostituzionale in quanto deve essere comunque data la possibilità alle parti, se lo vogliono, di mantenere in vita il rapporto nonostante il cambiamento di sesso di uno dei due. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire qualcosa di più sull’argomento.

Matrimonio: quali sono i requisiti?

Prima di addentrarci nel tema principale, devi sapere che per la celebrazione del matrimonio sono necessari:

  • la maggiore età: anche se, in determinati casi, sono ammesse le nozze tra nubendi minorenni purché abbiano compiuto 16 anni e ci sia l’autorizzazione del tribunale;
  • la capacità di intendere e di volere al fine di esprimere un consenso consapevole;
  • la libertà di stato: nel senso che non è ammesso il matrimonio tra persone già sposate;
  • la diversità di sesso: in altre parole, il matrimonio può essere celebrato unicamente tra uomo e donna;
  • l’assenza di condanne per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.

Cos’è il cambio di sesso?

Cambiare sesso significa attribuire ad una persona un genere diverso rispetto a quello che le è stato donato geneticamente. Coloro che desiderano cambiare sesso – indipendentemente dall’asportazione chirurgica degli organi di riproduzione – devono ottenere l’autorizzazione del tribunale. Possono presentare una simile richiesta gli uomini e le donne che desiderano appartenere al sesso opposto.

Cambio di sesso durante il matrimonio: quali conseguenze?

A questo punto, ti è chiaro che il nostro ordinamento non ammette il matrimonio tra persone omosessuali. Ma cosa succede se durante le nozze uno dei due coniugi decide di cambiare sesso? Come ti ho già anticipato in premessa, negli anni passati una scelta del genere avrebbe dato luogo automaticamente al divorzio. Oggi, invece, le cose sono cambiate, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale [1] che ha ribadito che ogni persona è libera di autodeterminarsi, quindi ha il diritto di scegliere la propria identità di genere, senza dover subire alcun tipo di discriminazione.

Pertanto, la Consulta ha sollecitato il Parlamento ad emanare al più presto una legge per tutelare tutte le coppie sposate che vivevano una situazione simile.

Per tanto tempo, però, i coniugi che hanno ottenuto una sentenza di rettifica del sesso sono rimasti privi di tutela fino a quando non è intervenuta la legge Cirinnà [2] che ha previsto la possibilità di convertire il matrimonio in unione civile. Ti faccio subito un esempio.

Tizio e Caia sono sposati da 8 anni. Lui, però, non sta bene nel suo corpo e appena gli è possibile si veste da donna. Caia è a conoscenza di questa situazione, ma l’unica cosa che conta per lei è la felicità di Tizio. Quest’ultimo decide allora di cambiare sesso e di sottoporsi all’operazione chirurgica.

Come puoi notare nell’esempio che ti ho riportato, Tizio è libero di sottoporsi all’operazione e chiedere la rettificazione di sesso. Se poi lui e la moglie Caia non manifestano la volontà di lasciarsi, allora tra loro si instaura automaticamente l’unione civile in quanto coppia omosessuale. In caso contrario, i coniugi acquistano lo status di divorziati.

Come si ottiene la rettificazione di sesso?

La rettificazione di sesso non è altro che la modifica dei dati personali, cioè del nome proprio e del genere così come attribuiti alla nascita, nei registri dell’anagrafe.

In pratica, è necessario presentare un ricorso al tribunale di residenza, unitamente alle cartelle cliniche della struttura sanitaria (qualora sia stata effettuata l’operazione chirurgica). Il tribunale può nominare anche dei consulenti tecnici d’ufficio, ossia dei periti che andranno ad analizzare il caso. Al termine dell’istruttoria, viene emanata la sentenza che autorizza l’ufficiale di stato civile ad apportare la rettifica all’atto di nascita della persona interessata. Inoltre, se la coppia non manifesta l’intenzione di separarsi, allora verrà iscritta l’unione civile nell’apposito registro.

Cos’è l’unione civile?

L’unione civile è la procedura che permette a due persone dello stesso sesso di ottenere un riconoscimento giuridico nell’ordinamento.

La coppia omosessuale che decide di formalizzare il proprio legame, gode dell’assistenza morale e materiale reciproca. Inoltre, i partner sono tenuti a vivere sotto lo stesso tetto ed a contribuire ai bisogni della famiglia in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale e casalingo. Tuttavia, non è previsto l’obbligo di reciproca fedeltà come, invece, accade per i coniugi. La conseguenza di una simile omissione è che non è possibile chiedere l’addebito della separazione ed un eventuale risarcimento del danno.

Va precisato che le coppie omosessuali unite civilmente hanno diritti in materia di successione e pensione di reversibilità, oltre alla possibilità di ricevere informazioni sullo stato di salute del partner e di prendere tutte le decisioni in caso di incapacità e decesso dello stesso.

Infine, a differenza della coppia sposata, qualora intervenga una sentenza di rettificazione del sesso di uno dei due partner, l’unione civile si scioglie e non c’è la possibilità di convertirla in matrimonio. Tale situazione, infatti, non è contemplata dalla legge Cirinnà ed è, infatti, priva di tutela.


note

[1] Cost. sent. n 170/2014 del 11.06.2014.

[2] L. n. 76/2016 del 20.05.2016.


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