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Cosa succede se il vicino ci uccide il gatto o il cane?

23 Novembre 2020 | Autore:
Cosa succede se il vicino ci uccide il gatto o il cane?

Uccisione e maltrattamento di animali d’affezione: chi può sporgere denuncia alle autorità e chi può chiedere il risarcimento dei danni?

Gli alterchi tra vicini possono sfociare in comportamenti riprovevoli, perfino illegali. Basti pensare a colui che, per fare un dispetto al vicino di casa rumoroso, si prende la briga di danneggiare l’automobile del proprio avversario. A volte, si fa persino di peggio, giungendo vigliaccamente a fare del male agli animali domestici che non c’entrano nulla con le liti tra confinanti. Cosa succede se il vicino ci uccide il gatto o il cane? Ebbene, una condotta del genere costituisce senza dubbio reato: chi uccide un animale senza che ve ne sia alcuna necessità è punito dalla legge con la reclusione. Ma non solo. Chi uccide un animale d’affezione è tenuto anche a pagare il risarcimento dei danni al proprietario oppure alle associazioni poste a tutela degli animali.

Insomma: l’uccisione di un’animale ha ripercussioni sia penali che civili. Se hai cinque minuti di tempo, prosegui nella lettura: vedremo come tutelarsi e come ottenere giustizia nel caso in cui il vicino uccide il gatto o il cane.

Uccisione animali: quando è reato?

In Italia, uccidere un animale senza una fondata necessità costituisce reato.

Secondo la legge, chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale, è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni [1].

Uccisione animali: quando non è reato?

La legge specifica che l’uccisione è penalmente perseguibile solamente se è avvenuta senza che ve ne fosse una necessità. Ciò significa che, ad esempio, non è reato uccidere un animale per risparmiargli sofferenze inutili (l’eutanasia degli animali è, infatti, ammessa).

Allo stesso modo, non è reato uccidere un animale se non se ne aveva l’intenzione: è il classico caso di chi investe e uccide un animale che si è gettato improvvisamente in strada.

In altre parole, l’uccisione di animali è punita solamente se fatta con dolo, cioè con l’intenzione di cagionarne la morte.

Vicino uccide gatto o cane: cosa fare?

Se il vicino di casa, per una stupida vendetta, uccide il cane o il gatto (o qualsiasi altro animale d’affezione) di un’altra persona, si può sporgere denuncia alle autorità affinché si proceda penalmente contro il colpevole.

Trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, chiunque può denunciare il vicino che vede uccidere un animale. Ciò significa che la segnalazione alle autorità può essere fatta da chiunque, non necessariamente dal proprietario del cane o del gatto vittima dell’atroce gesto.

Il risarcimento del danno, invece, può essere chiesto solamente dal padrone dell’animale ucciso. Vediamo come procedere.

Vicino uccide animale: come chiedere il risarcimento?

Il proprietario del cane o del gatto ucciso crudelmente dal vicino di casa può non solo denunciare il colpevole, ma anche chiedere il risarcimento dei danni materiali e morali patiti a seguito del barbaro gesto criminale. Per la precisione, il proprietario dell’animale ucciso potrà costituirsi parte civile all’interno del procedimento penale intrapreso contro il responsabile dell’uccisione.

La costituzione di parte civile consente alla persona danneggiata dal reato di chiedere il risarcimento del danno subìto in conseguenza dell’atto criminale dell’autore del delitto.

Nel caso di uccisione del cane o del gatto, il risarcimento del danno potrà avere una duplice natura:

  • risarcimento del danno materiale subìto a causa dell’uccisione dell’animale. Si pensi al vicino che abbia procurato la morte a un cane di razza oppure a un cane da esposizione. In casi del genere, la morte dell’animale è causa di una vera perdita economica per il proprietario, il quale vorrà essere risarcito non solo del costo iniziale dell’animale, ma anche delle eventuali future perdite economiche;
  • risarcimento del danno morale. Si tratta del risarcimento dovuto per il dolore causato dalla tragica perdita dell’animale. In questo caso, il proprietario potrà chiedere il risarcimento per le sofferenze causategli dalla morte del cane o del gatto.

Maltrattamento del cane o del gatto: cosa fare?

Quanto detto sinora vale anche nel caso in cui il vicino non abbia ucciso il cane o il gatto, ma lo abbia sottoposto a maltrattamenti o sevizie. Anche in questa circostanza, infatti, scatta il reato.

Secondo la legge [2], chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie, a comportamenti, a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro.

Se il vicino di casa, per fare un dispetto, dà un calcio all’animale domestico di un’altra persona, allora rischia ugualmente di essere denunciato. Anche in questa circostanza, la denuncia può essere sporta da chiunque, non soltanto dal proprietario formale dell’animale.

Come per l’uccisione del cane o del gatto, pure in questo caso, il padrone dell’animale può costituirsi parte civile all’interno del processo penale al fine di chiedere al colpevole il risarcimento dei danni.

Si può denunciare il vicino che maltratta il proprio animale?

I reati di uccisione e di maltrattamenti di animali scattano non solo se la condotta illecita è rivolta nei confronti degli animali altrui, ma anche se ci si scaglia contro il proprio animale d’affezione.

Di conseguenza, si può denunciare il vicino che maltratta o, addirittura, uccide il proprio animale. In questo caso, le associazioni di tutela degli animali possono costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno [3].

Dunque, se assisti al tuo vicino di casa che maltratta o costringe il suo animale a vivere in condizioni intollerabili (ad esempio, legato a una catena cortissima oppure costretto a stare sul balcone assolato per ore e ore), puoi denunciarlo alle autorità proprio perché, come visto, i reati di uccisione e di maltrattamenti di animali sono procedibili d’ufficio.

Addirittura, la Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della configurabilità dei reati di uccisione e di maltrattamento di animali non è necessaria la compiuta identificazione dell’animale offeso [4]. Ciò significa che, se hai assistito all’uccisione di un animale ma la carcassa non viene più ritrovata, potrai ugualmente procedere con la denuncia.

Pensa a chi sente dal proprio appartamento i guaiti di un cane che poi non viene più ritrovato: anche in questa circostanza, l’autore del crimine può essere perseguito penalmente (ovviamente, se si accerta una sua responsabilità nell’uccisione dell’animale).


note

[1] Art. 544 cod. pen.

[2] Art. 544-bis cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 9662/2018.

[4] Cass, sent. n. 3674/2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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