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Quanti giorni di ferie maturano in un anno?

23 Novembre 2020
Quanti giorni di ferie maturano in un anno?

La nostra Costituzione prevede il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo annuale per recuperare le energie psicofisiche.

Ti sei affacciato per la prima volta nel mercato del lavoro. Ti hanno proposto l’assunzione presso un’azienda con un contratto di lavoro subordinato. Nella lettera di assunzione non c’è scritto il numero di giorni di ferie ma c’è solo un richiamo al contratto collettivo. Ti chiedi quanti giorni di riposo annuale ti spettano per legge.

Il lavoro è un’attività che nobilita l’uomo e che gli consente di procurarsi le risorse necessarie per vivere. Tuttavia, è innegabile che il lavoro è anche fonte di stress e di usura fisica e psicologica. Per questo, la nostra Carta costituzionale prevede che tutti i dipendenti abbiano diritto ad un periodo di riposo finalizzato a recuperare le energie spese durante l’attività lavorativa.

Ma quanti giorni di ferie maturano in un anno? Come vedremo, esiste un numero di giorni di ferie minimo che deve essere riconosciuto ad ogni lavoratore per legge. Tuttavia, spesso, il dipendente ha diritto ad un periodo di riposo più lungo a causa delle previsioni contenute nel contratto collettivo di lavoro.

Cosa sono le ferie?

Quando si firma la lettera di assunzione ci si assume l’obbligo di recarsi al lavoro per tutte le giornate indicate nel contratto e per tutta la durata dell’orario di lavoro.

Lavorare, tuttavia, espone l’organismo ad uno stress sia fisico che psicologico. Per tutelare la salute del dipendente, dunque, la Costituzione [1] prevede che il lavoratore debba godere di un periodo di ferie annuali irrinunciabile e retribuito.

Le ferie sono, dunque, dei giorni di assenza dal lavoro riconosciuti dalla legge e dal contratto collettivo durante i quali il lavoratore, pur non recandosi al lavoro, mantiene comunque il diritto alla retribuzione.

Quante ferie spettano in un anno?

La legge [2] fissa, in attuazione di un’apposita direttiva europea, il numero minimo di giorni di ferie che deve essere riconosciuto a tutti i lavoratori. In particolare, la disciplina normativa prevede che ogni lavoratore abbia diritto ad un periodo di ferie annuali retribuite pari ad almeno quattro settimane.

Tale periodo si riferisce al contratto di lavoro a tempo pieno. Ne consegue che se il lavoratore è stato assunto con contratto di lavoro a tempo parziale, il periodo di ferie annuali deve essere riparametrato sulla base dell’effettivo orario di lavoro.

Se la lettera di assunzione prevede un part-time al 50%, il periodo minimo di ferie retribuite sarà a pari a 2 settimane all’anno.

Inoltre, occorre considerare che la materia delle ferie è disciplinata, oltre che dalla legge, anche dai contratti collettivi di lavoro. Questi ultimi, in particolare, possono prevedere l’attribuzione al lavoratore di un numero di giorni di ferie maggiore rispetto alla soglia minima stabilita per legge.

In alcuni casi, ad esempio, il contratto collettivo prevede che ai lavoratori che abbiano raggiunto una determinata anzianità di servizio siano riconosciute delle giornate di ferie ulteriori rispetto al minimo legale.

Come maturano le ferie?

Le ferie sono, al pari di altri istituti come i permessi retribuiti o le mensilità aggiuntive, un diritto a maturazione progressiva. Ciò significa che il diritto alle ferie matura man mano che il rapporto di lavoro decorre.

Se, dunque, inizi a lavorare presso un datore di lavoro il primo gennaio non avrai sin da subito diritto a quattro settimane di ferie (che, di solito, si traducono in 26 giorni di ferie all’anno) ma tale diritto verrà maturato alla fine dell’anno.

In particolare, le ferie maturano mensilmente sulla base del seguente calcolo: 26 giorni (numero di ferie annue) diviso 12 mesi = 2,166 giorni di ferie maturate mensilmente.

Se, dunque, inizi a lavorare esattamente a metà dell’anno, in quella annualità non avrai diritto a 26 giorni di ferie ma alla metà, ossia a 13 giorni di assenza retribuita.

Posso chiedere la monetizzazione delle ferie?

Un altro importante principio stabilito dalla legge è l’irrinunciabilità delle ferie. Ciò significa che il lavoratore non può mai chiedere la monetizzazione delle stesse e la sostituzione del diritto all’assenza con il pagamento di un’indennità economica. Tale regola, tuttavia, si applica solo con riferimento al numero di giorni di ferie minimo stabilito per legge.

Se, dunque, il Ccnl applicato al tuo rapporto di lavoro prevede un numero di giorni di ferie maggiore della soglia minima legale potrai chiedere la monetizzazione delle giornate addizionali. Negli altri casi, invece, il diritto a chiedere la monetizzazione delle ferie esiste solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro o di morte del lavoratore.


note

[1] Art. 36 Cost.

[2] D.lgs. 66/2003.


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