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Il datore di lavoro può ascoltare le telefonate dei dipendenti?

21 Settembre 2020
Il datore di lavoro può ascoltare le telefonate dei dipendenti?

Nel nostro ordinamento, la privacy e la riservatezza dei lavoratori subordinati sono tutelate dalla legge e dal Gdpr.

Sei un lavoratore dipendente. Hai ricevuto una lettera di contestazione disciplinare con la quale il datore di lavoro ti rimprovera per il tono usato durante una tua conversazione telefonica. Ti sei, quindi, reso conto che il tuo capo ascolta le tue chiamate. Vuoi sapere se questo comportamento è legittimo e se puoi fare qualcosa per tutelare i tuoi diritti.

Nel corso del tempo, è aumentata notevolmente la sensibilità dell’ordinamento nei confronti della tutela della sfera privata e personale delle persone. Di recente, l’introduzione del Gdpr ha segnato un passo importante per una tutela europea dei dati personali.

Questa esigenza di protezione della sfera privata è particolarmente forte negli ambienti di lavoro, per questo il datore di lavoro deve rispettare la privacy del dipendente. Ma qual è il confine tra attività consentite e attività vietate? Il datore di lavoro può ascoltare le telefonate dei dipendenti? Come vedremo, nel corso del tempo, sia il Garante privacy che la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno spiegato quali sono i limiti e le condizioni per i controlli che il datore di lavoro può porre in essere sugli strumenti di lavoro dei suoi dipendenti.

Privacy del lavoratore: cosa si intende?

Nel nostro ordinamento, la tutela della riservatezza e la protezione dei dati personali sono previsti, in generale, per tutti i cittadini. Questa esigenza, tuttavia, assume particolare importanza nei rapporti di lavoro. Il datore di lavoro, infatti, potrebbe approfittare della sua situazione di forza contrattuale per invadere eccessivamente la sfera personale del lavoratore.

Si pensi, ad esempio, ad un datore di lavoro che, prima di assumere un dipendente o nel corso del rapporto di lavoro, acquisisca informazioni sulle sue opinioni politiche, personali, sindacali, religiose oppure sul suo orientamento sessuale.

Per evitare che nel rapporto di lavoro vi sia una compromissione della riservatezza del dipendente, lo Statuto dei lavoratori [1] prevede, tra le altre cose, che il datore di lavoro non possa effettuare il controllo a distanza sui dipendenti.

Le telecamere sul luogo di lavoro, se inquadrano anche i dipendenti, possono essere installate solo:

  • per esigenze organizzative aziendali;
  • per la tutela della salute del lavoratore;
  • per la tutela del patrimonio aziendale.

Inoltre, l’installazione deve essere preceduta da un accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza, da un’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Il datore di lavoro può ascoltare le telefonate dei dipendenti?

Oggi, la gran parte dei lavoratori rende la propria prestazione lavorativa attraverso degli strumenti informatici aziendali messi a disposizione direttamente dal datore di lavoro. Basti pensare a tutti i lavoratori che, nell’ambito delle proprie mansioni, utilizzano strumenti come il pc aziendale, il telefono di servizio, l’auto aziendale con geolocalizzazione Gps, l’email aziendale, etc. L’uso di questi strumenti rende potenzialmente possibile un controllo a distanza del lavoratore da parte del datore di lavoro. Quest’ultimo, ad esempio, potrebbe ascoltare le telefonate che il lavoratore effettua con il telefono di servizio.

Questo comportamento può essere legittimo solo al ricorrere delle seguenti condizioni:

  1. il telefono è uno strumento utilizzato dal lavoratore per rendere la prestazione di lavoro;
  2. il lavoratore ha ricevuto una previa informativa sulle finalità dei controlli posti in essere dal datore di lavoro sull’uso dello strumento informatico e sulle modalità di trattamento dei suoi dati personali.

Inoltre, per essere legittimo, il controllo dello strumento informatico non deve essere disposto ad personam ma deve essere effettuato a campione ed in maniera graduale per risolvere un’esigenza tecnica aziendale o per tutelare il patrimonio aziendale.

Il datore di lavoro, ad esempio, potrebbe aver notato un uso improprio del telefono aziendale ed avere, dunque, pianificato dei controlli a campione.

Un controllo ad personam può essere disposto solo su richiesta dell’autorità giudiziaria o solo se il datore di lavoro ha il sospetto che il lavoratore stia compiendo degli atti illegittimi durante l’orario di lavoro.

Violazione della privacy del dipendente che fare?

Se ti sei accorto che il datore di lavoro ascolta le tue chiamate o ti ha contestato un comportamento di cui è venuto a conoscenza registrando le tue telefonate puoi chiedere all’azienda di cessare immediatamente il trattamento di questi dati personali se lo reputi illegittimo. Fuori dai casi che abbiamo esaminato, infatti, il datore di lavoro non può ascoltare le tue telefonate e se lo fa pone in essere un trattamento di dati illegittimo.

Ne consegue che le informazioni raccolte attraverso tale condotta irregolare non potranno essere utilizzate contro di te e, soprattutto, non potranno essere poste a fondamento di un procedimento disciplinare.


note

[1] L. 300/1970.


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