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La mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo

23 Novembre 2020
La mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo

L’onere di attivare la procedura di mediazione spetta sempre al creditore.

Hai incaricato una ditta di effettuare dei lavori nel tuo appartamento. In particolare, è stato necessario tinteggiare le pareti di tutta la casa e rifare completamente i due bagni. L’intera operazione ti è venuta a costare diecimila euro, tra mano d’opera e materiale. L’altro giorno, però, il titolare dell’impresa ti ha notificato un’intimazione di pagamento, sostenendo che gli devi ancora i soldi per i lavori di ristrutturazione.

In questo articolo parleremo, in particolare, della mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo. Devi sapere che quando un creditore vuole recuperare una somma di denaro può rivolgersi al giudice, il quale poi ordina al debitore di saldare quanto dovuto entro un determinato periodo di tempo. Tuttavia, il debitore può anche opporsi e far valere le sue ragioni in tribunale. In tal caso, si instaura un giudizio tra le parti in cui l’opposto dovrà dimostrare il proprio credito non prima però di aver attivato la procedura di mediazione. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione con poche e semplici battute.

Cos’è un decreto ingiuntivo?

Prima di iniziare, partiamo dalle basi. Il decreto ingiuntivo è un provvedimento con cui il giudice ordina al debitore di adempiere un’obbligazione assunta, ad esempio il pagamento di una somma di denaro, entro il termine di 40 giorni, trascorsi i quali il decreto diventa esecutivo e si può procedere con il pignoramento dei suoi beni.

Il decreto ingiuntivo viene emesso su richiesta del creditore in presenza di determinate condizioni, in particolare che il credito sia certo nel suo esatto ammontare e si basi su prova scritta. Ti faccio un esempio.

Tizio chiede un prestito al cognato Caio per comprare casa. Quest’ultimo accetta, a condizione di firmare una scrittura privata e che la restituzione del denaro avvenga entro un massimo di sei mesi. Passa un anno, ma Tizio non ha ancora consegnato a Caio la somma avuta in prestito.

Ebbene, come puoi notare nell’esempio, se Caio intende recuperare il suo credito deve rivolgersi al giudice affinché emani un decreto ingiuntivo nei confronti di Tizio.

Inoltre, ti ricordo che è possibile utilizzare tale strumento anche quando il credito ha ad oggetto cose fungibili (come, ad esempio, cinque chili di granturco) oppure la restituzione di un bene mobile (ad esempio, un orologio, un motorino, ecc.).

Come si ottiene il decreto ingiuntivo?

Per ottenere il decreto ingiuntivo bisogna prima presentare un ricorso, al giudice di pace o al tribunale (a seconda della competenza), unitamente alla prova scritta che dimostri il proprio credito (ad esempio, una fattura non pagata).

In presenza dei presupposti previsti dalla legge, il giudice emette il decreto ingiuntivo – senza contraddittorio tra le parti – che poi dovrà essere notificato al debitore, il quale avrà quaranta giorni di tempo per pagare la somma (così come previsto dal decreto) oppure per presentare opposizione. Scaduto il termine, se il debitore non adempie né si oppone, allora, previa notifica dell’atto di precetto, il creditore potrà procedere con l’esecuzione forzata per ottenere quanto gli spetta.

La mediazione in caso di opposizione a decreto ingiuntivo

Come ti ho già anticipato, il debitore che ha ricevuto il decreto ingiuntivo ha quaranta giorni di tempo per presentare opposizione e far valere le sue ragioni davanti al giudice. Ti faccio un esempio.

A Mevio viene notificato un decreto ingiuntivo per il pagamento di quindicimila euro relativo alla fornitura di materiale elettrico da parte della ditta Alfa. Tuttavia, la somma è stata già pagata e Mevio decide di rivolgersi ad un avvocato.

Nell’esempio che ti ho riportato, il credito è inesistente, quindi Mevio deve presentare, entro 40 giorni, opposizione, nella forma dell’atto di citazione, all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto. A seguito dell’opposizione, si verifica un cambio di rito in quanto il giudizio si svolge secondo le regole del procedimento ordinario.

Devi sapere, però, che nella fase dell’opposizione a decreto ingiuntivo il giudice ordina, dopo la prima udienza, di procedere alla mediazione per risolvere la questione in via bonaria. Sul punto, c’è stato, almeno fino a poco tempo fa, un contrasto su chi debba attivarsi in tal senso. In pratica, occorre domandarsi se l’onere ricade sul creditore opposto o sul debitore opponente: nel primo caso, in assenza della mediazione, il decreto andrebbe revocato; nel secondo caso, invece, il mancato esperimento della procedura in questione comporterebbe l’improcedibilità della domanda e, quindi, il decreto ingiuntivo diverrebbe definitivo.

A dirimere la questione è intervenuta di recente la Corte di Cassazione a Sezioni Unite [1], la quale ha stabilito che è il creditore a dover attivare la mediazione obbligatoria.

In conclusione, una volta instaurata l’opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, l’onere di promuovere la mediazione, quale condizione di procedibilità della domanda, è a carico della parte opposta (cioè il creditore), la quale, nel caso in cui non si attivasse, rischierebbe la revoca del suo decreto ingiuntivo


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 19596/2020 del 18.09.2010.


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