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Muffa casa in affitto: cosa fare?

21 Settembre 2020
Muffa casa in affitto: cosa fare?

Il proprietario che concede l’appartamento in locazione deve garantire che lo stesso sia esente da vizi occulti.

Hai preso una casa in affitto. All’inizio, sembrava che l’immobile fosse perfetto ma non appena è arrivato l’inverno, la muffa ha iniziato a fuoriuscire dalle pareti. La casa non è vivibile sotto il profilo igienico-sanitario e vuoi sapere come devi comportarti nei confronti del proprietario.

Quando viene stipulato un contratto di locazione, il proprietario e l’inquilino hanno dei precisi obblighi reciproci. Il locatore, in particolare, deve consegnare l’immobile in perfette condizioni e privo di vizi occulti che possano renderlo inidoneo all’utilizzo per cui viene locato.

Dopo aver preso possesso dell’immobile, l’inquilino scopre che c’è muffa nella casa in affitto. Cosa fare? La legge, in questi casi, tutela il conduttore il quale ha diritto ad ottenere l’immediata rimozione del vizio oppure può recedere dal contratto.

Contratto di locazione: gli obblighi del locatore

Il contratto di locazione è quell’accordo in base al quale il proprietario di un immobile ne concede l’utilizzo ad un terzo, detto conduttore, per un determinato periodo di tempo stabilito dalle parti nel rispetto delle previsioni di legge.

Quando il contratto ha ad oggetto un immobile destinato a finalità abitative, la libera negoziazione delle parti è fortemente vincolata dalla legge che, soprattutto al fine di tutelare il conduttore, prevede una disciplina specifica del contratto sotto vari profili e le parti devono necessariamente rispettare tali vincoli di legge (durata, recesso, etc.).

Per quanto concerne gli obblighi in capo al proprietario, il primario e principale dovere del locatore è consegnare la cosa locata al conduttore in un buono stato di manutenzione [1].

La legge prevede che quando la cosa locata, già al momento in cui viene consegnata al conduttore, presenta dei vizi gravi che ne diminuiscono la capacità di essere utilizzata per l’uso concordato, l’inquilino può scegliere tra la risoluzione del contratto di locazione oppure una riduzione del canone di locazione. Questa possibilità è, tuttavia, esclusa quando il conduttore poteva agevolmente verificare la presenza dei vizi sin dall’inizio.

Quando, invece, i vizi che presenta l’immobile sono tali da rendere il suo utilizzo pericoloso per la salute del conduttore e della sua famiglia, quest’ultimo può ottenere immediatamente la risoluzione del contratto anche se i vizi gli fossero noti.

Inoltre, considerando che la locazione ha di solito una lunga durata nel tempo, che può anche coprire interi decenni, la legge pone a carico del proprietario l’obbligo di effettuare la manutenzione dell’immobile al fine di mantenere l’idoneità dello stesso all’uso per cui è stato affittato.

In particolare, il proprietario deve svolgere tutte quelle riparazioni che non rientrino nella piccola manutenzione ordinaria la quale, invece, deve essere svolta dal conduttore.

Muffa nella casa affittata: cosa fare?

Spesso, quando il conduttore visita l’immobile prima di prenderlo in affitto, questo si presenta in buono stato manutentivo. A volte, tuttavia, le problematiche emergono con il tempo. Se, ad esempio, hai visitato l’appartamento nei mesi estivi ed hai notato che le pareti erano perfettamente bianche, ciò non esclude la possibilità che, all’arrivo dei primi freddi, possa uscire fuori della muffa dalle pareti.

Questo fenomeno, infatti, è particolarmente frequente nei mesi invernali quando lo sbalzo termico tra l’interno e l’esterno dell’appartamento può determinare la formazione di muffa e condensa, ovviamente se l’immobile ha dei vizi strutturali o nella coibentazione. Si tratta di un evento particolarmente spiacevole per il conduttore e dannoso per la sua salute e per quella degli altri membri del nucleo familiare che vivono nell’immobile.

La muffa nell’appartamento locato, a meno che non sia direttamente riconducibile alla negligenza del conduttore nella manutenzione dell’immobile o al fatto che lo stesso ne abbia fatto un uso improprio, è uno di quei vizi che obbliga il locatore a intervenire prontamente per ripristinare la piena funzionalità ed utilizzabilità della cosa locata.

In ogni caso, il conduttore può decidere, se non ha più interesse a vivere in quell’appartamento di chiedere la risoluzione del contratto o una riduzione del canone.

Se, inoltre, il conduttore dimostra che la presenza del vizio ha determinato un danno, egli può ottenerne il risarcimento a carico del proprietario. Occorre, infatti, ricordare che vivere in un ambiente in cui è presente muffa può determinare l’insorgere di patologie connesse al sistema respiratorio oppure l’aggravamento di patologie pregresse.


note

[1] Art. 1575 cod. civ.


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