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Cosa succede se la badante non paga le tasse?

23 Novembre 2020
Cosa succede se la badante non paga le tasse?

Nel rapporto di lavoro domestico, il datore di lavoro non agisce in qualità di sostituto d’imposta e il lavoratore deve provvedere da sé al pagamento dell’Irpef.

Hai assunto una badante con un regolare contratto di lavoro. Hai provveduto a versare i contributi previdenziali all’Inps nel rispetto delle relative scadenze. Hai scoperto, tuttavia, che la badante non ha effettuato la dichiarazione dei redditi e vuoi sapere cosa rischia lei e cosa rischi tu.

In linea generale, nei rapporti di lavoro subordinato, il lavoratore non deve provvedere autonomamente al pagamento delle tasse. Infatti, a tale adempimento provvede il datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta. Vi sono, tuttavia, delle fattispecie escluse come, ad esempio, il lavoro domestico. In tale rapporto di lavoro, infatti, il lavoratore deve pagare da solo l’Irpef. Ma cosa succede se la badante non paga le tasse? Come vedremo, al datore di lavoro non può essere applicata alcuna sanzione se egli ha correttamente adempiuto alle proprie obbligazioni. La badante, invece, rischia di subire delle conseguenze sanzionatorie molto pesanti in caso di omessa dichiarazione dei redditi.

Badante: che cosa si intende?

In una società in cui l’età media di vita delle persone è in costante aumento, è sempre più frequente che le famiglie abbiano bisogno di assumere dei collaboratori domestici per assistere gli anziani, quando non sono più autosufficienti. In altri casi, invece, l’esigenza di assumere tale tipologia di collaboratori deriva dalla presenza di disabili in famiglia.

Assumere una badante significa instaurare un rapporto di lavoro domestico regolato dalla legge e dal contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori domestici.

La badante può essere assunta con regime di convivenza o meno e dovrà occuparsi, in particolare, dell’assistenza personale di una persona anziana o, in ogni caso, non autosufficiente.

Badanti: il datore di lavoro è sostituto d’imposta?

Sul reddito percepito a causa del rapporto di lavoro la badante, al pari di ogni altro lavoratore, dovrà pagare l’Irpef (acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche).

A differenza della generalità dei rapporti di lavoro, tuttavia, il datore di lavoro domestico non funge da sostituto d’imposta. Ciò significa che la famiglia verserà alla badante la retribuzione lorda, senza trattenere direttamente in busta paga l’importo che deve essere versato all’erario a titolo di Irpef.

Sarà la badante, dunque, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, a calcolare l’Irpef dovuta allo Stato e a procedere al relativo versamento nei termini previsti dalla legge. Il datore di lavoro deve, invece, procedere al versamento dei contributi previdenziali all’Inps.

Cosa succede se la badante non paga le tasse?

È relativamente agevole verificare se la badante ha correttamente assolto l’obbligo di pagare l’Irpef. Infatti, come abbiamo detto, il datore di lavoro versa i contributi previdenziali all’Inps. Inoltre, all’atto dell’instaurazione del rapporto di lavoro con la badante, la famiglia deve provvedere alla comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l’impiego.

Se lo Stato si accorge che esiste un regolare contratto di lavoro con una badante, per il quale vengono regolarmente versati i contributi, ma la collaboratrice domestica non ha versato l’Irpef né ha presentato la dichiarazione dei redditi, è agevole verificare la presenza di un’ipotesi di omessa dichiarazione dei redditi e, dunque, di evasione fiscale. In questo caso, il datore di lavoro non rischia nulla. Se quest’ultimo ha, infatti, correttamente adempiuto al suo obbligo di versare i contributi previdenziali e di remunerare la collaboratrice in linea con le previsioni della legge e del contratto collettivo, non gli potrà essere rimproverato alcunché.

Se la badante, invece, ha omesso di dichiarare i propri redditi ed era obbligata a farlo, può subire pesanti conseguenze. Nell’ipotesi di omessa dichiarazione dei redditi, infatti, la badante può subire una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra un minimo del 120% ed un massimo del 240% dell’importo che avrebbe dovuto pagare a titolo di tasse. L’imposta minima applicabile è, in ogni caso, di euro 250. Se, invece, la badante era obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi ma non c’erano imposte da pagare la sanzione va dai 250 ai 1.000 euro.

La situazione della badante può complicarsi ulteriormente se l’omissione relativa alla presentazione della dichiarazione dei redditi riguarda più annualità consecutive. In caso di violazioni plurime, infatti, opera l’aumento dalla metà al triplo della sanzione secondo quanto stabilito dalla legge [1] e confermato dalla giurisprudenza della Cassazione [2].


note

[1] Art. 12 co. 5 D.Lgs. 472/1997.

[2] Cass. n. 18230/2016 e n. 3364/2017.


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