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Rischi e costi dei tatuaggi

27 Novembre 2020 | Autore: Daniele Nuzzolese
Rischi e costi dei tatuaggi

Tutto quello che c’è da sapere sui vantaggi e gli svantaggi di farsi tatuare il corpo: prezzo di un tatoo, i rischi per la salute, la manutenzione e gli aspetti relativi al lavoro. 

Vuoi farti un tatuaggio ma non sai a quali rischi vai incontro? Come spesso accade quando si ha a che fare con qualcosa di potenzialmente duraturo nel tempo, occorre mettere sulla bilancia gli aspetti favorevoli e quelli contrari, in modo da avere un quadro chiaro che ti guidi verso la giusta direzione.

Quando si tratta di tatoo, i vantaggi e gli svantaggi certo non mancano e, al di là delle considerazioni personali, occorre anche prendere in esame diverse sfumature, spesso non note a chi si abbandona istintivamente nelle mani di un tatuatore professionista.

Probabilmente, ti sarai domandato se vale davvero la pena farsi un tatuaggio, se è doloroso e se esiste un modo per calcolare, in via preventiva, il costo di un tatuaggio. In questo modo, non sarai completamente sprovveduto quando ti recherai dal tuo tatuatore di fiducia. Al di là di quegli aspetti in parte legati alle esperienze soggettive, ve ne sono altri che prescindono dall’esperienza personale e che è comunque bene conoscere prima di imprimersi un disegno indelebile.

In particolare, dovrai prendere in considerazione anche i risvolti collegati con la salute, viste le recenti scoperte mediche relative alla penetrazione dei colori nella pelle. Ultime, ma non per importanza, sono anche le possibili ripercussioni nel mondo del lavoro, oggi sempre più disciplinate dalla giurisprudenza.

Tatuaggi: gli elementi a favore

La scelta di farsi un tatuaggio può essere completamente istintuale o frutto di meditazioni razionali. In entrambi i casi, però, la componente emotiva è spesso determinante, a tal punto da riuscire a fare piazza pulita di qualsiasi elemento che sia di ostacolo a tale realizzazione.

Anche quando una scelta del genere trova la sua origine in un’attitudine modaiola, il tatuaggio è un elemento così tanto cucito sulla propria pelle da far passare l’omologazione in secondo piano e, a spiccare, resta soltanto la voglia di esprimere un significato.

Estetica

Per quanto l’approccio al bello sia una peculiarità tutta soggettiva, è fuori da ogni dubbio che il contrappunto cromatico realizzato dall’inchiostro sulla pelle, unitamente alle linee ora curve e morbide, ora nette e lineari, siano in grado di esaltare le forme anatomiche umane.

Certo, a tal proposito, concorrono fattori leggermente estranei al topic dell’argomento qui trattato, quali la bravura del tatuatore, la qualità dell’inchiostro, gli aggiornamenti tecnologici e l’originalità del disegno.

Ma quando ci si affida a un laboratorio esperto e competente, si può stare certi che il risultato sarà senz’altro sensazionale.

Comunicazione

Sin dai tempi preistorici, i fenomeni figurativi – tatuaggi compresi – hanno sempre avuto il compito di trasmettere un significato “altro”.

Tutto ciò che viene marchiato sulla pelle non esula da tale principio e, ancora oggi, gli elementi grafici che formano i tatoo permettono, a chi li indossa, di esprimere un concetto o un valore con il quale sono in accordo e che, pertanto, intendono comunicare al mondo intero. In linea di massima, questa comunicazione passa attraverso simboli i cui significati possono poi ridursi a universali, come l’amore, la forza, il coraggio e giù di lì.

Ricordi

Quando si attraversano momenti particolari della vita, siano essi negativi o positivi, molte persone vogliono ricordarlo a vita con un tatuaggio.

In caso di eventi spiacevoli, e ciò potrebbe apparire paradossale, fissare il ricordo con un tatuaggio contribuisce a esorcizzarne la carica di mestizia. Alcuni psicologi spiegano tale comportamento appellandosi al fenomeno della proiezione. L’individuo, infatti, trasformerebbe il dolore in un monito positivo, quasi che, guardando quel tatuaggio, ricordasse a sé stesso di aver superato anche i periodi più bui.

Quando invece si attraversano momenti felici, risulta assai più comprensibile la scelta di imprimere un bel ricordo per sempre sulla propria pelle.

Tatuaggi: gli elementi a sfavore

Quali sono i motivi per non farsi un tatuaggio? La maggior parte di essi sono il frutto di una cosciente elaborazione razionale, mentre pochi altri hanno implicazioni di ordine pratico.

Ad ogni buon conto, il fatto che la sfera dei contro conti un numero consistente di fattori è comunque spia del fatto che la decisione di tatuarsi il corpo debba come minimo essere sottoposta a un periodo di decantazione.

Durante questo lasso di tempo, sarebbe buona norma effettuare un bilancio tra i pro e i contro.

Per sempre

Possono essere le iniziali di quello che si considera l’amore della propria vita, oppure lo scampolo di un brano che suscita emozioni: qualunque sia la scelta, è chiaro che si dovrà convivere con un tatuaggio indelebile.

Ovviamente, gli avvicendamenti imprevedibili della vita, così come i repentini cambiamenti di gusto, possono modificare la propria percezione nei confronti di ciò che esibiamo sulla cute. Beh, inutile dire che, a quel punto, ci sarà ben poco da fare e il tatuaggio rimarrà esattamente lì dov’è.

Il dolore

Quando si prende in considerazione la possibilità di farsi un tatuaggio, che sia il primo o meno, si deve sempre fare i conti con lo step fondamentale del dolore.

L’intensità delle manifestazioni fisiche legate ai danni tissutali dipende da molti fattori, alcuni anche soggettivi. Per esempio, la scelta della zona (quelle in prossimità delle ossa sono generalmente più soggette a dolore), la soglia di sopportazione e la grandezza dell’area da ricoprire ne rappresentano soltanto alcuni.

Certo, superato il momento iniziale, grazie anche alla complicità del gel anestetico steso preventivamente, il dolore si tramuta velocemente in semplice fastidio. Ma non sempre si è così fortunati. E il dolore torna anche quando si decide, per uno dei tanti motivi possibili, di cancellare il tatuaggio a mezzo laser. In questo caso, non c’è soglia del dolore che tenga.

I rischi per la salute

Risale solo a pochi mesi fa una scoperta che ha portato non poco sgomento nel mondo dei tatoo. A quanto pare, alcuni colori, tra cui il Plum di Eternal Link e il Red Cherry di Intenze sarebbero responsabili di alcune patologie.

Nello specifico, il primo, ad alto carico di rame e nichel, è in grado di scatenare violente manifestazioni allergiche. Il secondo invece, è risultato essere particolarmente carico di sostanze pericolosamente cancerogene.

La skincare routine

Al termine dell’intervento del tatuatore, inizia sin da subito una lunga sequela di accorgimenti della durata di almeno tre settimane.

In questo lasso di tempo, oltre ad evitare l’esposizione solare diretta e il contatto con soluzioni saline o a base di cloro, occorre:

  • applicare specifiche paste lenitive e protettive;
  • coprire la zona tatuata con apposite garze sterili;
  • disinfettare l’area per evitare l’insorgenza di infezioni.

Insomma, tutta una serie di cure personali straordinarie che è bene preventivare sin da subito.

La manutenzione

Nel corso del tempo, qualsiasi tatuaggio, a prescindere dalla zona di permanenza, è soggetto a deformazioni o sbiadimento.  Avendo come supporto la cute umana, che è un tessuto perfettamente elastico, il complesso grafico del tatoo può perdere la sua forma originaria.

Inoltre, la durezza dell’acqua e l’uso di detergenti aggressivi, comportano inevitabilmente una perdita di pigmentazione. In questi casi, l’unica soluzione è quella di tornare dal tatuatore di fiducia per riprendere il disegno originale.

Il costo

Complice anche il perfezionamento tecnico delle strumentazioni presenti nei laboratori contemporanei, il prezzo per farsi un tatoo è in costante aumento.

Oggi, un tatuaggio monocromo nero delle dimensioni comprese tra i 7 e i 10 cm, può costare anche 50€.  Se, invece, si preferisce una palette cromatica più ampia e si desidera una maggiore adesione ai dettagli, magari con tanto di ombreggiature, il prezzo può lievitare anche oltre i 150€, a seconda della zona di esecuzione.

L’esclusione dalle procedure concorsuali  

I contesti lavorativi basati sul rigore, l’educazione e il rispetto delle leggi prevedono ancora l’esclusione degli individui che esibiscono tatuaggi abnormi o deturpanti.

Si tratta, per di più, di lavori afferenti l’ambito militare, tant’è che, come ben descritto dall’articolo che indaga le ultime sentenze in materia concorsuale, i candidati con tatuaggi non celati possono esserne legittimamente esclusi.

Dunque, come abbiamo visto nel corso di questo articolo, i pro di farsi un tatuaggio rientrano per di più nel bacino emotivo, mentre i contro fanno i conti con questioni di ordine tecnico, economico e pratico.  Un binomio oggettivamente insanabile al quale ciascuno risponderà in prima persona e a seconda del proprio percorso di vita.



Di Daniele Nuzzolese


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