Covid: cosa non fare con le mascherine

21 Settembre 2020 | Autore:
Covid: cosa non fare con le mascherine

L’abitudine crea dei gesti involontari che possono creare un inconsapevole rischio di contagio. Ecco gli errori più comuni da evitare.

Sono gesti spesso istintivi, compiuti senza rendersene conto, ma che possono creare un danno imprevisto. Da quando è stato allentato l’obbligo di indossare sempre le mascherine, anche all’aperto, è abituale vedere chi cammina con il dispositivo appeso ad un solo orecchio o infilato nel gomito, chi l’appoggia sul cruscotto dell’auto, chi lo mette in tasca. Possono sembrare delle banalità ma comportamenti del genere nascondono pericolose insidie.

Si deve partire dal presupposto che la mascherina ha lo scopo di proteggere il cittadino da eventuali infezioni. Non solo – o non per forza – dal contagio da Covid, ma da germi o batteri in grado di provocare una patologia respiratoria.

Si pensi, ad esempio, a chi tiene la mascherina infilata nel braccio o in tasca. Il gomito è una delle parti del corpo più esposte ai batteri: lo si appoggia sul tavolo, sul muro, magari ci si starnutisce o si tossisce addosso, come ci avevano insegnato a fare all’inizio della pandemia per non contaminare le mani. Ebbene, tenere la mascherina a contatto con il gomito non solo comporta il rischio di rompere gli elastici che poi serviranno a tenerla indossata correttamente quando serve ma anche quello di sporcare la parte che poi sarà a contatto con il naso e con la bocca.

Lo stesso vale per chi infila la mascherina in tasca o nella borsa. Se il dispositivo è entrato a contatto con i batteri o con il virus, si rischia di metterlo a contatto con il luogo in cui metteremo prima o poi le mani. Con conseguenze ben prevedibili.

Scorretto anche indossare la mascherina sotto il naso, cioè coprendo solo la bocca: il contagio può avvenire anche da lì. Come pure tenere il dispositivo sotto il mento è un rischio a cui raramente si fa caso. Secondo alcuni virologi, infatti, il sudore del collo inumidisce la mascherina, il che rende più inefficace la mascherina e più facile il contagio. A quel punto, non resta che lavarla o buttarla via.

A proposito: la mascherina di stoffa (a meno che ci siano delle indicazioni diverse sull’etichetta) va lavata dopo ogni utilizzo con detersivo e ad almeno 60° per una mezz’oretta. Possibilmente, senza usare l’ammorbidente, per evitare che i residui ostruiscano il tessuto. Ad ogni modo, è buona norma leggere e seguire le indicazioni che si trovano sulle confezioni.

Quelle non lavabili (cioè quelle chirurgiche azzurrine o verdi monouso che si vedono comunemente in giro) non vanno riutilizzate in continuazione, specialmente se tale indicazione compare sulla confezione. In teoria, sarebbero da gettare dopo averle usate per un massimo di 4 ore o dopo che hanno preso umidità.

Infine, attenzione a come si prendono o si tengono in mano le mascherine. Non è detto che le mani siano sempre igienizzate, quindi è meglio prenderle sempre dagli elastici laterali, evitando di toccare la parte che sta a contatto con la bocca e con il naso.



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