Scuola, il Governo punta sui test rapidi

21 Settembre 2020
Scuola, il Governo punta sui test rapidi

Serviranno per rintracciare eventuali nuovi positivi al Coronavirus in venti minuti. Ministero della Salute intenzionato a battere questa strada.

Solo venti minuti per sapere se è stata contratta l’infezione da Sars-Cov-2. I test rapidi promettono la rivoluzione nella metodica di screening dei positivi al Coronavirus. Certo, sono test di primo livello: vuol dire che, almeno per ora, non consentono di sostituire il tradizionale tampone. Ma possono dare una risposta subito, cosa che il tampone attualmente non garantisce, dal momento che tra l’esecuzione dell’esame e i risultati passano in genere anche tre o quattro giorni e comunque almeno ventiquattr’ore.

Il Governo starebbe lavorando a una soluzione più veloce, specialmente per quegli ambienti dove l’assembramento è praticamente la regola, vista la quantità di persone che li frequentano. L’esempio più lampante è la scuola. Per accelerare lo screening, secondo Repubblica, il Governo starebbe predisponendo un piano per usare i test rapidi, che porterebbe ad eseguire gli esami direttamente negli istituti. Cinque milioni i test rapidi che il commissario all’emergenza Domenico Arcuri vorrebbe acquistare primariamente per gli aeroporti. Il ministro della Salute Roberto Speranza, invece, è dell’idea di usarli anche nelle scuole.

Vi si sottoporrebbero tutti gli studenti che, all’improvviso, dovessero accusare dei sintomi. Significherebbe avere risposte quasi in tempo reale sull’eventuale positività, per poi eseguire comunque il tampone per avere una conferma. Intanto, però, si potrebbe risparmiare tempo sull’indagine epidemiologica, avviarla subito e mappare già i contatti di chi, secondo il test, risulta aver contratto l’infezione. Alcune Regioni si sarebbero già portate avanti, sottoscrivendo protocolli con le aziende sanitarie locali per fare test rapidi ai bambini e ragazzi che, avendo sintomi sospetti, vengono temporaneamente isolati.

Il piano non è ancora cosa fatta. Se ne sta discutendo e, soprattutto, si sta monitorando l’affidabilità dei test rapidi eseguiti finora. I tamponi sono considerati, al momento, il tipo di esame più sicuro dal punto di vista della certezza dei risultati: i test rapidi non sono ancora a questo livello. Bisognerà raccogliere i dati degli esami di questo tipo eseguiti finora negli aeroporti e valutarne il grado di attendibilità; solo allora si prenderà una decisione sull’estensione dei test rapidi alle scuole.

In campo c’è anche la possibilità di un accordo Italia – Francia per testare – sempre con questo tipo di esame rapido della saliva – chi parte/arriva negli scali aeroportuali. L’Italia, ora come ora, è accerchiata da Paesi europei in cui il virus ha ripreso a circolare in modo preoccupante. Se le diplomazie dei due Stati non riusciranno a trovare un’intesa, resta l’opzione dei controlli all’ingresso. Sempre a base di test rapidi.



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