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Covid, la situazione in Europa: l’Italia circondata

21 Settembre 2020 | Autore:
Covid, la situazione in Europa: l’Italia circondata

Zona rossa in più della metà della Francia, Speranza: obbligo di tampone per chi rientra dal Paese transalpino. Madrid in ginocchio, a rischio UK e Baviera.

L’Italia, che per prima aveva pagato alla fine dello scorso inverno il conto della pandemia, ora sembra il Paese messo «meno peggio» rispetto agli altri dell’Europa occidentale. Oltre confine, la minaccia del coronavirus si fa sempre più drammatica, con Francia e Spagna in crescente crisi e la Germania che potrebbe aumentare le restrizioni in Baviera. Oltremanica, la situazione non è più promettente: qualche consigliere scientifico di Boris Johnson teme che, se la tendenza non dovesse cambiare, si arriverà presto a contare 200 vittime al giorno.

In Francia, 50 dipartimenti (oltre la metà dell’intero Paese) sono stati dichiarati «zona di circolazione attiva del virus», il che equivale a dire «zona rossa». Il nostro ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato nel pomeriggio l’obbligo di tampone o di test antigenico per chi fa ritorno da Parigi o da altre aree della Francia ad alto rischio. Da domani, le scuole materne ed elementari potrebbero chiudere una classe o l’intero istituto con almeno tre casi positivi. Misura che, invece, non verrà applicata nelle medie e nei licei. Finora, gli alunni che erano stati potenzialmente a contatto con il bambino positivo potevano rientrare solo dopo un test negativo realizzato sette giorni dopo l’ultimo presunto contatto con il compagno contagiato.

L’insegnante di scuola materna o elementare che abbia fatto uso di mascherina e sia stato in prossimità di un alunno positivo e non protetto da mascherina non dovrà isolarsi. Una decisione che rispecchia il parere dell’Alto Consiglio per la Salute pubblica francese secondo cui i bambini «sono scarsamente a rischio di contrarre forme gravi e poco attivi nella trasmissione del Sars-Cov-2». Gli istituti scolastici pubblici e privati chiusi a causa Covid sono 89 su un totale di 61.500.

Restrizioni severe anche in Spagna, ed in modo particolare a Madrid. Per due settimane, in 37 zone della città, ci sarà una sorta di semi-confinamento. Circa 850mila persone potranno uscire di casa solo per motivi di lavoro, di necessità (fare la spesa o portare i figli a scuola) e per motivi di salute. Chiusi i parchi e limitata al 50% la capacità di bar, ristoranti e negozi. Non possono stare insieme più di sei persone. Il premier, Pedro Sanchez, ha offerto al presidente della comunità autonoma madrilena, Isabel Diaz Ayuso, l’aiuto dell’esercito per frenare la pandemia. Sanchez e Ayuso annunceranno a breve i dettagli di un piano che stanno mettendo a punto insieme in queste ore per evitare l’ulteriore diffusione del virus.

La Germania ha registrato quasi un migliaio di nuovi casi di Covid nelle ultime 24 ore, dopo i circa 2.300 di sabato scorso. In Baviera, le autorità valutano la possibilità di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine in piazza a Monaco e in altre zone della regione, considerate potenziali focolai. Ad annunciarlo è stato il governatore, Markus Soeder, facendo riferimento a «zone in cui il distanziamento non può essere osservato o dove non si desidera osservarlo».

Nel Regno Unito, Boris Johnson medita seriamente di introdurre un parziale lockdown in tutta l’Inghilterra. Scienziati vicini al premier britannico ipotizzano uno scenario drammatico: 50mila nuovi casi quotidiani entro la fine di ottobre e 200 vittime al giorno da novembre se le cose vanno avanti così. Il che sta convincendo Downing Street a mettere in programma delle restrizioni consistenti per i prossimi sei mesi.



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