L’esperto | Articoli

Anticipo fatture: ultime sentenze

7 Ottobre 2020
Anticipo fatture: ultime sentenze

Saldo del conto corrente ordinario; autorizzazione a contrarre finanziamento prededucibile; incasso di somme susseguenti ad anticipazioni integralmente erogate prima del deposito della domanda di concordato.

Anticipo fatture

Non costituisce comportamento contrario a buona fede nei confronti del fideiussore il trasferimento monetario dal conto di appoggio a quello garantito.

Nel caso in esame, l’opponente non ha fornito la prova del fatto che la Banca, nell’ambito del rapporto di conto corrente, collegato a quello di anticipo fatture salvo buon fine, abbia tenuto un comportamento contrario alla buona fede contrattuale e segnatamente lesivo delle ragioni del fideiussore ai sensi dell’art. 1956 c.c.

Tra l’altro, infatti, dalla lettura dei dati riportati dalla centrale rischi infatti emerge che la banca cominciò a ‘scaricare’ i debiti che man mano si stavano consolidando nell’ambito del contratto di anticipazione fatture s.b.f. sul saldo debitore del conto corrente, tanto che nel tempo si nota un progressivo calo dei cd. rischi autoliquidanti e un progressivo e proporzionale aumento dei cd. rischi a revoca.

Tribunale Livorno, 20/02/2017, n.186

Pagamento delle fatture

La banca nel trattenere, allorquando ha ricevuto il pagamento delle fatture, le somme già anticipate al cliente non ha svolto né una azione cautelare né esecutiva — ciò che sarebbe preclusa ai fini dell’art. 168 l. fall. — ma ha semplicemente dato attuazione al contratto di conto anticipi stipulato prima del deposito della domanda di concordato. Né ricorre, nella fattispecie, una ipotesi di compensazione vietata ai sensi del combinato disposto degli art. 169 e 56 l.fall. Infatti la compensazione richiede l’autonomia dei rapporti in forza dei quali sono sorti i contrapporti crediti delle parti.

Nel caso di specie, invece, il debito della banca verso il cliente ha avuto origine nell’ambito dello stesso rapporto di anticipo fattura in forza del quale la stessa era in precedenza divenuta creditore della somma anticipata. Il fenomeno, quindi, si risolve in un semplice accertamento contabile di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza (cfr. Cass. 5024/2009), con l’ulteriore conseguenza della inapplicabilità del citato art. 56 l. fall.

Tribunale Milano, 23/06/2015

Conto anticipi: nozione e funzione

Con il termine “conto anticipi” si fa riferimento allo strumento contabile bancario destinato alla annotazione delle operazioni poste in essere con anticipo fatture o simili (contratti di anticipo fatture, con disciplina mutuata dall’art. 1858 c.c. sullo sconto bancario), e ha la funzione di regolare, in un conto apposito e accessorio rispetto al conto cd. principale (conto corrente) le poste a credito e a debito scaturenti dalla negoziazione delle fatture.

Corte appello Palermo sez. III, 16/01/2019, n.86

Anticipo di fatture: presupposti

Sulla scorta delle disposizioni di cui all’art. 182-quinquies, c. 1 e 2, L. Fall., è possibile autorizzare l’estensione di linee di credito per l’anticipo di fatture emesse dal debitore – importi che assumeranno, pertanto, natura prededucibile – qualora l’operazione, sulla scorta delle risultanze della relazione redatta dall’esperto e degli altri elementi informativi acquisiti, si prospetti necessaria alla continuità aziendale, non dannosa per il patrimonio della ricorrente e funzionale ad una migliore soddisfazione dei creditori anche in una eventuale ipotesi liquidatoria.

(Nel caso di specie, l’incremento dei debiti e degli oneri finanziari era controbilanciato dall’incremento di maggiori crediti commerciali ritenuti di incasso certo sulla base della relazione del professionista).

Tribunale Milano, Civile, Sentenza, 11/12/2012

Rapporto debito/credito tra banca e correntista

In tema di contratti bancari lo strumento del conto anticipi non comporta l’esistenza di un conto corrente “operativo”; esso è un mero conto di evidenza, privo di autonomia, le cui registrazioni sono destinate ad essere regolate sull’ordinario conto di corrispondenza.

Difatti, la funzione del conto anticipi è quella di regolare in un conto accessorio le poste attive e passive che derivano da un’operazione di finanziamento, avente ad oggetto l’anticipo di somme su fatture emesse e non ancora pagate da terzi. Ne consegue che (quantomeno sino alla data di definitiva chiusura) il saldo passivo di tali conti non è indicativo di uno scoperto e che gli accrediti in essi annotati non costituiscono rimesse solutorie. Il rapporto di debito/credito fra la banca e il correntista è invece rappresentato, in ogni momento, dal saldo del conto corrente ordinario, sul quale le anticipazioni affluiscono, mediante “giroconto”.

Tribunale Trapani, Civile, Sentenza, 1 luglio 2020, n. 454

Onere della prova a carico della banca 

Se la banca concede una linea di credito per anticipazione su fatture, fissando il c.d. castelletto di sconto, il termine di prescrizione per l’azione di ripetizione di addebiti nulli decorre dalla data del pagamento, ergo dell’incasso o dell’addebito in conto corrente.

Il montante del fido non rappresenta, infatti, la somma di cui il cliente ha facoltà di disporre fino a revoca (o a termine), ma semplicemente il limite entro cui la banca si impegna a scontare gli effetti e ricevute bancarie che il cliente le presenterà: ciò non implica «alcun trasferimento di denaro al cliente (neppure nella forma della messa a disposizione) con la conseguenza che detto trasferimento avverrà solo in forza dei singoli negozi di sconto e l’obbligazione restitutoria dello scontatario sorgerà solo ove i documenti scontati rimangano insoluti» (Cass. 14 luglio 2010, n. 16560).

Tribunale Torino, Civile, Sentenza, 18/11/2014

Conto corrente, anticipazione fatture e domanda di concordato preventivo 

Nel concordato preventivo, lo scioglimento dei contratti pendenti previsto dall’art. 169-bis l. fall. (nella specie, contratto di conto corrente, anticipazione fatture Italia, Finimport e Finexport), non può consentire al debitore l’incasso di somme susseguenti ad anticipazioni integralmente erogate prima del deposito della domanda di concordato preventivo con riserva nella esecuzione dei contratti di anticipazione, cui acceda mandato all’incasso e patto di annotazione in conto corrente ed elisione del passivo del cliente.

Tribunale Milano, Sezione F, Civile, Decreto, 2/03/2017

Operazioni di anticipazione su fatture effettuate dalla banca

Nel caso di operazioni di anticipazione su fatture effettuate dalla banca, questa ultima concede credito al cliente nel momento in cui questi le conferisce mandato all’incasso delle fatture, anticipazioni che sono destinate a essere ripianate tramite i versamenti effettuati dal terzo a fronte delle fatture (cosiddette operazioni auto liquidanti).

L’anticipazione viene iscritta in dare nel conto degli anticipi e contestualmente in avere nel conto corrente ordinario, ove viene a integrare la provvista messa a disposizione del cliente, che può avvalersene nel modo ritenuto più congruo, eventualmente utilizzandola per ricreare la disponibilità ai fini dell’apertura di credito concessa sul conto corrente o, se il conto ordinario presenta un saldo passivo scoperto, per ripianare il debito nei confronti della banca.

Nel momento in cui il terzo effettua il bonifico la somma viene iscritta in avere nel conto anticipi che, quindi, a questo punto dovrebbe segnare un saldo zero e per l’eventuale eccedenza viene accreditata in avere nel conto corrente ordinario. è evidente, pertanto, che il bonifico del terzo ha carattere solutorio perché va a saldare il debito del correntista derivante dall’anticipazione su fatture, a nulla rilevando che la provvista creata con l’anticipazione sia affluita sul conto corrente ordinario, perché quella è la provvista derivante dall’anticipazione di cui il correntista poteva usufruire come meglio riteneva, a fronte del finanziamento.

Corte di Cassazione, Sezione 1, Civile, Sentenza, 1 luglio 2008, n. 17955

L’emissione di ricevuta bancaria

Chi autorizza l’emissione di ricevuta bancaria – con ciò riconoscendosi debitore dell’autorizzato, che potrà realizzare il suo credito con tale mezzo – può opporre alla banca, a cui il cliente l’abbia consegnata per ottenere l’anticipazione della somma, la risoluzione del sottostante contratto, pur se l’abbia rassicurata precedentemente sull’esistenza di esso, sia perché non ha perciò assunto, verso la stessa, un’autonoma obbligazione di garanzia; sia perché la ricevuta non è un titolo di credito – bensì una quietanza, rilasciata, scritta e sottoscritta dal creditore, attestante di aver ricevuto una somma a saldo di una fattura – sì che l’anticipazione non è effetto di un contratto di sconto – cessione pro solvendo – ma dipende invece dalla valutazione della banca sull’affidabilità del suo cliente, di cui è mandataria “in rem propriam”.

Cassazione civile sez. III, 06/03/1998, n.2484



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube