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Notifica telematica cartella pagamento: ultime sentenze

26 Settembre 2020
Notifica telematica cartella pagamento: ultime sentenze

Onere probatorio in capo all’agente della riscossione; irritualità della notificazione di un atto a mezzo di posta elettronica certificata; prova che il titolo si è legittimamente formato.

Perfezionamento notifica della cartella di pagamento

La notifica della cartella di pagamento via P.E.C. ricevuta regolarmente dal contribuente deve ritenersi perfezionata in piena aderenza al disposto di cui all’art. 26 D.P.R. n. 602/1973. Infatti, l’art. 3 del D.P.R. n. 68/2005 stabilisce che l’atto trasmesso per via telematica si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, senza che sia necessaria la redazione di una relata di notifica, prevista, come noto, solo per la notifica degli atti giudiziari.

Tribunale Bari sez. lav., 19/11/2019, n.4968

Notifica della cartella di pagamento e formato del file

Non esiste alcuna norma che imponga, o da cui si possa far discendere, una nullità della notifica in via telematica in ragione dell’utilizzo di un formato PDF in luogo di un formato 7pdm, posto che comunque, entrambi assicurano la non modificabilità del documento. D’altro canto è pacifica la legittimità sia della notifica delle cartelle a mezzo posta ex art. 26 del DPR 602/1970, (per cui ovviamente non è necessaria una relata di notifica), sia la validità delle notifiche effettuate a mezzo pec, sia l’insussistenza, in capo all’agente della riscossione, dell’onere di produrre in giudizio la copia integrale della cartella stessa, qualora il destinatario contesti unicamente, come nel caso di specie, di aver ricevuto la notificazione.

Corte appello Milano sez. lav., 15/11/2019, n.1658

Notifica a mezzo pec della cartella di pagamento: file pdf

La notifica a mezzo PEC della cartella di pagamento, mediante l’uso del file in formato PDF, è idonea a garantire l’autenticità del documento trasmesso.

Tribunale Cassino sez. lav., 10/06/2019

Notifiche telematiche: il formato “p7m”

La notifica della cartella di pagamento via P.E.C., ricevuta regolarmente dal contribuente, deve ritenersi perfezionata in piena aderenza al disposto di cui all’art. 26 D.P.R. n. 602/1973.  Infatti, l’art. 3 del D.P.R. n. 68/2005 stabilisce che l’atto trasmesso per via telematica si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato. Nella fattispecie, trattandosi di notifica della cartella di pagamento, è del tutto irrilevante anche l’estensione del file “pdf”, non essendo prevista la necessità del formato “p7m”, la cui obbligatorietà riguarda le sole ipotesi di notificazione di atti giudiziari.

Comm. trib. reg., (Lombardia) sez. XIX, 06/11/2018, n.4754

La notificazione di un atto a mezzo pec

L’irritualità della notificazione di un atto a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna in via telematica dell’atto ha comunque prodotto il risultato della sua conoscenza e determinato così il raggiungimento dello scopo legale. Infatti, la natura sostanziale e non processuale della cartella di pagamento non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria, sicché il rinvio operato dal D.P.R. n.602 del 1973, art.26 comma 5, al D.P.R. n.600 del 1973 art.60, il quale, a sua volta, rinvia alle norme sulle notificazioni nel processo civile, comporta, in caso di irritualità della notificazione della cartella di pagamento, l’applicazione dell’istituto della sanatoria del vizio dell’atto per raggiungimento dello scopo ai sensi dell’art.156 c.p.c..

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. VI, 30/06/2020, n.456

Contestazione della notifica via pec della cartella di pagamento

L’agente della riscossione, di fronte alle contestazioni dell’opponente relative alla notifica a mezzo PEC delle cartelle di pagamento, ha l’onere di dimostrare di avere provveduto alle regolare notifica di esse in forma di “documento informatico” (e non di mera copia informatica di documento cartaceo), di documentare la corrispondenza tra il messaggio originale e quello trasmesso via PEC nonché la regolarità della trasmissione telematica dell’atto.

Cassazione civile sez. VI, 19/06/2018, n.16173

Dichiarazione Iva del contribuente e cartella di pagamento

La dichiarazione annuale i.v.a. irregolarmente inviata per via telematica (e quindi scartata) deve considerarsi a tutti gli effetti omessa, con la conseguenza che l’amministrazione finanziaria, in seguito ad un controllo formale della dichiarazione del contribuente dal quale emerga un credito i.v.a. maturato nell’anno di imposta per il quale la dichiarazione risultava omessa, può provvedere all’iscrizione a ruolo dell’imposta detratta e all’emissione della relativa cartella di pagamento, che non deve essere preceduta dalla notifica di un avviso di accertamento.

Cassazione civile sez. VI, 14/05/2018, n.11625

Notifica della cartella di pagamento tramite pec: quando è nulla?

La cartella di pagamento può essere illegittima per la nullità della sua notificazione avvenuta a mezzo della posta elettronica certificata presso il suo indirizzo digitale e tale sistema di trasmissione della posta certificata prevede una sorta di ricevuta di consegna della comunicazione avente natura telematica che viene inviata presso l’indirizzo digitale del destinatario ed ha lo stesso valore legale della ricevuta di ritorno di una raccomandata a.r., a prescindere dalla conoscenza effettiva o meno da parte del destinatario.

Comm. trib. prov.le Milano sez. I, 03/02/2017, n.1023

Il perfezionamento della notificazione

La produzione della copia dell’interrogazione telematica di consegna della raccomandata A/R, effettuata al sito delle Poste Italiane, non prova l’avvenuta notifica della cartella di pagamento. Tale documento è del tutto inidoneo ad integrare la prova documentale che consente al giudice la verifica diretta del perfezionamento della notificazione; esso non è perciò equipollente alla produzione della ricevuta di ritorno della raccomandata o dell’originale dell’atto con la relativa relata di notifica.

Comm. trib. prov.le Milano sez. III, 28/02/2012, n.44

La visura telematica interna dell’agente della riscossione

La visura telematica “interna” dell’agente della riscossione non costituisce prova della notifica di una cartella di pagamento, che è data esclusivamente dalla relativa relata, debitamente sottoscritta dal destinatario. L’obbligo di conservazione quinquennale delle relate di notifica, previsto dall’art. 26 del d.P.R. 602/73, attiene esclusivamente i profili amministrativi dei rapporti tra Agente della riscossione ed amministrazione finanziaria ovvero tra Agente e contribuente, ma non vale in sede giurisdizionale, allorquando si chieda la prova che il titolo (ossia la cartella di pagamento) si è legittimamente formato.

Comm. trib. prov.le Bari, 09/05/2007, n.53



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2 Commenti

  1. Mi è stata notificata una cartella di pagamento mezzo Pec con file in formato digitale. Quali sono i possibili vizi della notifica? quando si intende ricevuta la cartella?

    1. La cartella di pagamento notificata mediante Pec, si intende ricevuta dal destinatario nel momento in cui il messaggio Pec è reso disponibile dal gestore nella casella di posta elettronica certificata. La disponibilità del messaggio Pec, di fatto, avviene solo quando il gestore consegna al mittente la ricevuta di avvenuta consegna del messaggio Pec. Dunque, per il destinatario nel momento il cui il messaggio Pec è disponibile nella propria casella di posta elettronica certificata, decorrono già i relativi termini per il pagamento o per proporre ricorso. Non è infatti necessaria alcuna attività da parte del ricevente ai fini dell’accettazione o del perfezionamento della notifica, dal momento che è sufficiente che il messaggio sia disponibile nella propria casella di posta elettronica: pertanto il giorno in cui si prende effettiva visione del messaggio è ininfluente ai fini della decorrenza dei termini. Pur tuttavia, può capitare di avere la casella di posta elettronica “satura”, ovvero il messaggio non viene ricevuto dal destinatario in quanto la casella risulta piena. In tale caso, il mittente – Agenzia delle Entrate – Riscossione – a fronte del messaggio di casella satura, deve effettuare un nuovo tentativo di notifica entro sette giorni dal primo (tentato) invio. Se anche a seguito di tale secondo tentativo la casella di posta è sempre piena, oppure l’indirizzo Pec dovesse rivelarsi non più attivo o è invalido, la notifica va eseguita sul sito internet InfoCamere Scpa. In tale sito è attiva, infatti, una sezione denominata “Avvisi e altri atti depositati tramite infocamere” alla quale si accede mediante l’area riservata, utilizzando le credenziali CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), dalla quale si ha accesso agli atti depositati telematicamente a proprio carico. Pertanto, in tale ipotesi ai fini della notifica telematica, l’agente della riscossione dovrà:
      dapprima depositare il documento informatico nell’area riservata del sito InfoCamere Scpa;
      pubblicare l’avviso nel sito predetto, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito;
      inviare una lettera raccomandata (cartacea), senza avviso di ricevimento, al destinatario dando atto dell’avvenuta notificazione dell’atto.
      Dopo il quindicesimo giorno successivo a quello di pubblicazione dell’avviso nel sito InfoCamere Scpa, la notifica si ritiene perfezionata, senza necessità di una effettiva presa visone da parte del destinatario. Pur tuttavia, la mancata osservanza di uno solo degli adempimenti o dei termini ivi previsti, comporta un vizio dell’iter notificatorio che inficia il perfezionamento della notifica della cartella di pagamento. Dunque, nel caso in cui si rilevi un solo vizio lo si potrà far valere giudizialmente impugnando il relativo atto, con conseguente nullità della cartella per inesistenza della notifica.

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