Nuovo contratto dei rider: cosa cambia

22 Settembre 2020 | Autore:
Nuovo contratto dei rider: cosa cambia

Primo accordo collettivo per i ciclofattorini: compenso, dotazioni di sicurezza, premio una tantum, maggiorazioni.

Compenso minimo garantito, coperture assicurative, sistemi premianti, dotazioni di sicurezza, tutela della privacy, divieto di discriminazione, diritti sindacali. Ecco le principali novità introdotte dal primo contratto collettivo nazionale dei rider, firmato dalle associazioni Assodelivery e Ugl-Rider, che incrementa le misure previste dalla legge a tutela dei «ciclofattorini».

Il contratto inquadra i rider all’interno del lavoro autonomo e, più precisamente, li definisce lavoratori che «sulla base di un contratto con una o più piattaforme, decidono se fornire la propria opera di consegna dei beni, ordinati tramite applicazione».

In virtù di questo accordo, viene riconosciuto un compenso minimo di 10 euro l’ora sulla base del tempo stimato per effettuare la consegna. Se la durata è inferiore all’ora, il compenso viene riparametrato in proporzione al tempo stimato per la consegna stessa ma, comunque, non potrà essere inferiore a 7 euro per i primi 4 mesi dall’avvio del servizio in una nuova città. È prevista una maggiorazione dal 10% al 20% se la consegna viene effettuata in orario notturno (cioè tra le 24 e le 7), la domenica o in un giorno festivo oppure in una giornata con condizioni meteorologiche avverse.

Introdotto anche un premio una tantum da 600 euro ogni 2.000 consegne effettuate in un anno solare fino ad un massimo di 1.500 euro.

Viene attuato il Testo unico sulla salute e la sicurezza ed i lavoratori potranno accedere a specifici programmi di formazione. I rider dovranno avere in dotazione casco e indumenti ad alta visibilità, oltre ad una copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e contro le malattie professionali e contro eventuali danni a terzi o a cose causati durante lo svolgimento della loro attività.

I rider possono recedere unilateralmente dal contratto con effetto immediato e in qualsiasi momento. Il committente, invece, è tenuto a rispettare un preavviso di almeno 30 giorni, tranne nei casi di violazione del contratto o di colpa grave del lavoratore.



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