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Veicolo radiato: come rimetterlo in circolazione?

26 Novembre 2020 | Autore:
Veicolo radiato: come rimetterlo in circolazione?

Dopo la cancellazione di un veicolo dal Pra è possibile utilizzarlo di nuovo. A seconda dei casi serve una reiscrizione ed anche una reimmatricolazione.

Da uno sfasciacarrozze hai visto un’auto che ti piace e vorresti comprarla. Si tratta, però, di un veicolo radiato dal Pra, ovvero cancellato dal Pubblico registro automobilistico, che non esiste neanche più nell’Archivio nazionale dei veicoli della Motorizzazione civile. Perciò, ti stai chiedendo: un veicolo radiato, come rimetterlo in circolazione? In generale, va detto che la radiazione coincide con la fine della vita del mezzo e può essere disposta per demolizione, per cancellazione d’ufficio, per esportazione all’estero e per distruzione/incendio. Nei casi in cui è possibile rimettere in circolazione il mezzo radiato, occorre comunque accertarsi che sia affidabile e perfettamente efficiente. La sicurezza della circolazione stradale viene prima di ogni cosa.

In cosa consiste la radiazione per demolizione

Si ha la radiazione di un veicolo per demolizione quando si decide di rottamarlo e, perciò, lo stesso viene fisicamente distrutto. Per provvedere alla demolizione bisogna seguire un’apposita procedura in quanto non è possibile procedere in autonomia.

Occorre consegnare il mezzo ad un centro di raccolta autorizzato o ad un concessionario, quando lo si cede per acquistarne uno nuovo, che provvede alla sua cancellazione dal Pra. Entro 30 giorni dalla consegna, il gestore del centro di raccolta o il concessionario deve presentare la richiesta di “cessazione della circolazione per demolizione”.

Il veicolo va consegnato al centro di raccolta insieme alle targhe (anteriore e posteriore), alla carta di circolazione e al certificato di proprietà. A tal proposito vale la pena rilevare che il 1°gennaio 2020 è entrato in vigore il Duc (Documento unico di circolazione), che sostituisce il certificato di proprietà (il CdP), di competenza Aci, e il libretto di circolazione del veicolo, prodotto invece dalla Motorizzazione civile. È ovvio che sia necessario un processo di completamento graduale, durante l’anno in corso. Secondo il ministero dei Trasporti e della Infrastrutture, tutto questo processo di transizione dovrebbe concludersi il 31 ottobre 2020 e, quindi, dal 1° novembre, potrebbe funzionare a pieno regime il nuovo Documento unico di circolazione.

Se i documenti o le targhe sono state smarrite o rubate, va consegnata pure la denuncia di furto o di smarrimento, presentata agli organi di polizia.

Al proprietario del veicolo viene rilasciato un certificato di rottamazione che lo esime da ogni responsabilità civile, penale ed amministrativa.

In cosa consiste la radiazione per cancellazione d’ufficio

Il codice della strada [1] prevede che se l’ente impositore, anche per il tramite dell’agente di riscossione, accerta l’omesso pagamento del bollo auto per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario l’avvio del procedimento di cancellazione. Rimangono comunque ferme le procedure per il recupero degli importi dovuti per lo stesso bollo auto.

In caso di mancato giustificato avviso e qualora non venga dimostrato che si è proceduto al pagamento entro 30 giorni dalla data di notifica dell’avvio del procedimento, l’ente impositore chiede del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale, la cancellazione d’ufficio dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra.

L’ufficio procede al ritiro delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia.

Nell’ipotesi di circolazione del veicolo dopo la cancellazione, si applicano la sanzione amministrativa del pagamento di una somma il cui importo è compreso tra 431,00 euro e 1.734,00 euro oltre alla sanzione accessoria della confisca del veicolo [2].

Quando si ha la radiazione del veicolo per esportazione all’estero

Nell’ipotesi in cui si voglia esportare definitivamente all’estero un veicolo, è possibile chiedere all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale, la cancellazione dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra [3]. All’uopo occorre restituire le relative targhe e la carta di circolazione.

La cancellazione dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra è disposta solo se il veicolo è stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto a quella della richiesta di cancellazione.

Per raggiungere i transiti di confine per l’esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito del foglio di via e della targa provvisoria [4].

In caso di violazione delle presente disposizione è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 173,00 euro a 695,00 euro [5].

Quando si ha la radiazione del veicolo per distruzione/incendio

Se il veicolo viene distrutto a seguito di un sinistro o per un incendio, il demolitore provvede a chiedere al Pra, la radiazione del mezzo.

L’istanza al Pra può essere anche presentata dall’intestatario del veicolo o da un suo delegato oppure dalle agenzie per il disbrigo delle pratiche automobilistiche e dalle delegazioni Aci.

Se il veicolo è andato completamente distrutto nell’incendio è possibile annotare la perdita di possesso per incendio; in tal modo non si è tenuti più a pagare il bollo auto a decorrere dal periodo di imposta successivo alla data del verbale e/o denuncia.

Per la radiazione del veicolo per distruzione/incendio occorre depositare:

  • il verbale redatto ai vigili del fuoco o dalle forze di polizia, nel quale va indicato che il mezzo è andato completamente distrutto o l’impossibilità di recuperare il veicolo;
  • il certificato di proprietà e la carta di circolazione;
  • le targhe;
  • il documento di identità dell’intestatario + una sua fotocopia;
  • il codice fiscale dell’intestatario.

Se certificato, carta e targhe sono andati distrutti insieme all’auto, bisogna produrre la relativa denuncia.

Quali sono i costi della radiazione di un veicolo

Radiare un veicolo dal Pra non comporta dei costi eccessivi.

Più nel dettaglio, devono essere corrisposti:

  • 13,50 euro, per gli emolumenti Aci;
  • 32,00 euro, per l’imposta di bollo, se si utilizza il certificato di proprietà in originale, oppure 48,00 euro se mancando il certificato di proprietà in originale, si utilizza il modulo NP3C;
  • 10,20 euro, a titolo di diritti da versare alla Direzione dei Trasporti Terrestri ma solo in caso di radiazione per esportazione all’estero nei Paesi dell’UE.

Il bollo auto va pagato dopo la radiazione?

Dopo la radiazione del veicolo non si è più obbligati a versare il bollo auto. La cancellazione dal Pra, però, deve essere stata fatta entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso altrimenti l’obbligo persiste.

Ad esempio se il bollo scade ad agosto, la radiazione va eseguita entro e non oltre il 30 settembre. E’ comunque possibile inoltrare un’istanza di rimborso per l’importo corrispondente alle mensilità non godute.

Rimessa in circolazione di un veicolo radiato: come fare?

È possibile reiscrivere al Pra un veicolo d’interesse storico e collezionistico radiato d’ufficio oppure per non avere pagato il bollo auto per tre anni consecutivi, conservando le targhe e i documenti originari.

Sono veicoli d’interesse storico e collezionistico quelli iscritti nei registri Asi (Auto-Moto Club Storico Italiano), Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico Fmi (Federazione Motociclistica Italiana) [6].

Per effetto della reiscrizione al Pra sorge nuovamente l’obbligo di pagare la tassa automobilistica dal periodo in corso alla data di richiesta di reiscrizione, secondo quanto previsto dalle singole Regioni di residenza.

In concreto, si possono verificare più ipotesi:

  1. il veicolo è munito della carta di circolazione e delle targhe originarie. In tal caso bisogna chiedere la sua reiscrizione all’ufficio provinciale dell’Aci-Pra della Provincia in cui risiede la persona che si vuole intestare il mezzo. Successivamente alla reiscrizione, bisogna chiedere l’annotazione nei registri della Motorizzazione civile;
  2. il veicolo è sprovvisto della carta di circolazione ma dispone delle targhe originarie. Allora va richiesta la sua reimmatricolazione con la stessa targa, alla Motorizzazione civile. Una volta ottenuta la reimmatricolazione e il rilascio della relativa carta di circolazione, il veicolo può essere reiscritto al Pra;
  3. il veicolo non dispone della targhe originarie. Va, quindi, reimmatricolato presso la Motorizzazione civile e dotato di un nuovo numero di targa. Dopo la reimmatricolazione ed il rilascio della relativa carta di circolazione, va fatta la reiscrizione presso il Pra.

Reiscrizione del veicolo al Pra: quali documenti vanno presentati?

I documenti da presentare al Pra per la reiscrizione sono i seguenti:

  1. le attestazioni del versamento delle ultime tre annualità del bollo auto, precedenti a quella della reiscrizione del veicolo, maggiorate del 50%;
  2. la carta di circolazione ed il foglio complementare. Se uno di tali documenti non dovesse essere più disponibile va prodotta la denuncia di smarrimento o di furto, presentata alla polizia o ai carabinieri, oppure una dichiarazione sostitutiva di resa denuncia. Dopo la reiscrizione viene rilasciato il certificato di proprietà;
  3. la copia del certificato d’iscrizione a uno dei registri storici;
  4. il titolo di proprietà. A tal proposito, è opportuno evidenziare che se la reiscrizione va fatta a nome dello stesso soggetto già intestatario al Pra di un veicolo radiato d’ufficio, va presentata la dichiarazione di proprietà in bollo nella forma di una scrittura privata con firma autenticata. Se la reiscrizione va fatta a nome di un acquirente, va presentata la dichiarazione unilaterale di vendita, in bollo, con la firma autenticata del venditore.

Quanto costa rimettere in circolazione un veicolo radiato dal Pra

I costi da sostenere per rimettere in circolazione un veicolo radiato dal Pra comprendono:

  • l’imposta provinciale di trascrizione, il cui importo varia in ragione del tipo di veicolo e della Provincia di residenza;
  • gli emolumenti Aci, pari a 27,00 euro;
  • l’imposta di bollo per la registrazione al Pra, che ammonta a 32,00 euro.

Per il disbrigo della pratica è possibile rivolgersi anche ad una delegazione dell’Aci o ad uno studio di consulenza automobilistica. In tal caso, ai costi sopra elencati, bisogna aggiungere la tariffa dovuta per il servizio di mediazione.


note

[1] Art. 96 cod. strada.

[2] Art. 93 co. 7 cod. strada.

[3] Art. 103 cod. strada.

[4] Art. 99 cod. strada.

[5] Art. 103 co. 5 cod. strada.

[6] Art. 60 cod. strada.


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