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Posso bere una birra con antibiotico

28 Novembre 2020 | Autore: Daniele Nuzzolese
Posso bere una birra con antibiotico

A cosa vai incontro se bevi birra durante un trattamento antibiotico. Rischio di reazioni tossiche e altri risvolti da evitare.

A causa di una infezione batterica, stai affrontando un ciclo antibiotico per debellare i germi patogeni. Nonostante ciò, non vuoi perdere l’occasione di trascorrere una piacevole serata in compagnia degli amici e di una buona birra fredda. Probabilmente, tra una risata e l’altra, la tua attenzione sarà stata distolta da un dubbio e ora ti starai domandando: “posso bere una birra con antibiotico?“.

L’interrogativo è più che lecito e, prima di commettere un errore, prenditi un po’ di tempo per leggere questo articolo, all’interno del quale affrontiamo proprio il tema del rapporto tra alcol e farmaci. Trattare un argomento del genere è essenziale per la salute di tutti, soprattutto per sfatare alcune credenze inerenti l’inalterabilità dei principi attivi contenuti negli antibiotici assunti in concorso a bevande alcoliche.

L’uso di medicinali battericidi si rivela essenziale per guarire da faringite, pertosse, micosi e infezioni di varia natura a carico degli organi interni. Questo è possibile solo attenendosi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico o riportate sul foglietto illustrativo, che dovresti portare sempre con te durante il trattamento.

Quando si prende l’antibiotico si può bere alcol?

Interrogata sulle possibili interazioni esistenti tra alcol e antibiotico, la comunità scientifica si scinde in due cori piuttosto omogenei. Da un lato, si schierano coloro che sconsigliano in modo categorico qualsiasi tipo di assunzione contemporanea di birra e farmaci. Dall’altro, si pongono quelle personalità a metà strada tra restrizionisti ed espansionisti, la cui tesi si assesta su un “dipende” ricco di sfumature. Alla prima categoria appartengono quegli specialisti che, a prescindere dal farmaco usato, negano la possibilità di associarlo con bevande alcoliche.

Nel secondo caso, i medici prendono in considerazione le specificità dell’antibiotico e del principio attivo in esso contenuto, facendo poi riferimento alla letteratura disponibile per verificare se il farmaco in questione può presentare interazioni con le bollicine e di che tipo. Questo significa che, per alcuni antibiotici, bere una pinta di birra non comporta alcun tipo di conseguenza.

È opportuno aggiungere che entrambe le posizioni sono scientificamente corrette e che bere a cuor leggero un bicchiere di birra dopo aver preso un antibiotico è un comportamento che può portare a reazioni talvolta anche gravi.

Il ruolo del fegato nel metabolismo 

Per capire più da vicino perché e quando può essere pericoloso bere birra durante una terapia antibatterica, occorre guardare più da vicino cosa accade durante il metabolismo di antibiotici e alcol.

L’organo principalmente interessato da questo processo è il fegato che, nel caso del farmaco, si occupa della sua trasformazione rendendolo biodisponibile per l’intero organismo. Anche per quanto concerne le bevande alcoliche, l’ossidazione avviene principalmente nel fegato, ghiandola investita del compito di trasformare il composto tossico dell’acetaldeide in acido acetico. Questo elemento chimico di scarto è facilmente smaltibile dal nostro corpo, a differenza del liquore venefico da cui deriva.

Assumendo contemporaneamente o, come vedremo più avanti, anche a distanza di alcune ore, antibiotico e birra, si rischia di innescare un sovraccarico epatico. Quando questo accade, si va incontro a epatotossicità, che può manifestarsi con sintomi più o meno seri a seconda del tipo di terapia e della quantità di alcol ingerito.

Reazione tossica di birra e antibiotici

Dopo aver capito qual è l’organo coinvolto in prima linea nella digestione di farmaci e alcolici, si può dare uno sguardo a come entrambi rischiano di influenzarsi a vicenda.

Bere birra e prendere un antibiotico può portare alla cosiddetta interazione farmacologica bilaterale. In questo caso, i farmaci rallentano l’eliminazione dell’alcol dall’organismo, facendo in modo che l’acetaldeide si accumuli nella ghiandola epatica. D’altro canto, l’alcol rallenta la secrezione dell’antibiotico, il cui principio attivo resta più a lungo in circolo nel corpo, esponendo l’individuo al rischio di overdose da farmaco.

L’altra reazione avversa che può scaturire dall’associazione di birra e antibiotici coinvolge il potenziamento degli effetti diretti o collaterali della sostanza antibatterica.

In un caso o nell’altro, i sintomi che appaiono più di frequente riguardano una improvvisa ipotensione accompagnata da palpitazioni cardiache, emicrania, vampate di calore, fino ad avere anche nausea ed emesi.

Quali sono gli antibiotici più a rischio?

Come abbiamo visto ad apertura di articolo, la posizione dei medici riguardo l’assunzione contemporanea di birra e antibiotici non è univoca. Soprattutto negli ultimi decenni, la comunità scientifica è riuscita a stilare un elenco di principi attivi antibatterici che soffrono in modo consistente l’accompagnamento alcolico.

Si tratta, nello specifico, di:

  • metronidazolo, contenuto nel Flagyl;
  • ketoconazolo, composto utilizzato dal Nizoral;
  • tinidazole, principio attivo del Trimonase;
  • cotrimossazolo, medicinale antibatterico presente nel Bactrim.
  • linezolid, antibiotico attivo dello Zyvoxid.

Questi medicinali, combinati con birra e alcol in generale, portano disturbi come inappetenza, nausea ed emicrania.

Per l’amoxicillina, antibiotico battericida a largo spettro d’azione, non sono invece note forme di reazione avversa se accompagnata con bevande alcoliche.

Perché i medici sconsigliano di bere birra e assumere antibiotici?

Da quanto detto finora, si potrebbe pensare che, per godersi un bicchiere di birra durante un trattamento antibiotico, basta comunicare al personale sanitario il principio attivo e capire se questo può sviluppare interazioni pericolose.

In realtà, la questione è un po’ più spinosa, perché occorre prendere in considerazione un risvolto inaspettato ma plausibile che riguarda la cosiddetta “antibiotico resistenza”.

Secondo alcuni affermati luminari in campo medico-scientifico, l’assunzione di alcol e antibiotici, inibendo il potenziale antibatterico del farmaco, comporterebbe l’aumento della resistenza dei microrganismi responsabili dell’infezione al principio attivo del medicinale. In tal caso, sarà più difficile stanare i processi morbosi scatenati dai germi patogeni e occorrerà investire ulteriori sforzi – in termini economici e umani – per trovare nuove cure.

Alcuni consigli utili

Se non si ha la possibilità di contattare il proprio medico di fiducia o un farmacista, il consiglio è quello di astenersi dall’assunzione di bevande alcoliche per tutta la durata della terapia antibiotica.

Lo stop alla somministrazione, in realtà, dovrebbe estendersi per almeno altre 24 ore dal momento dell’ultima assunzione antibiotica. Alcuni farmaci, come il metronidazole, possono restare in circolo nell’organismo anche per un intero giorno, senza alcuna nuova assunzione.

Per lo smaltimento del tinidazole, invece, occorrono addirittura 72 ore, durante le quali è sconsigliato bere anche una semplice birra. Va da sé che il modo migliore per sapere se l’antibiotico va d’accordo o meno con l’alcol è quello di leggere il bugiardino annesso.

Cosa fare se hai già bevuto birra dopo aver preso l’antibiotico? Innanzitutto, mantieni la calma e non lasciarti prendere dal panico. Dopo aver posato il bicchiere di bollicine, resta soltanto in ascolto del tuo corpo e monitora la comparsa di eventuali sintomi precedentemente descritti.

Se uno di questi dovesse manifestarsi nelle prime 24 ore, recati presso la farmacia più vicina. L’ideale sarebbe quello di contattare il medico di base, che accerterà la sussistenza dei sintomi e stilerà apposito certificato medico, utile ad accedere al diritto della malattia.



Di Daniele Nuzzolese


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