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Il testamento: cos’è?

27 Novembre 2020 | Autore:
Il testamento: cos’è?

Puoi decidere a chi lasciare i tuoi beni dopo la morte? Quale tipo di atto devi utilizzare? E’ necessario che ti rivolga ad un notaio?

Il nostro ordinamento giuridico prevede uno specifico atto mediante il quale un soggetto può esprimere le sue volontà per il periodo in cui avrà cessato di vivere: il testamento. Di solito, tale atto contiene delle disposizioni in merito al patrimonio di colui che lo redige ma può comprendere anche disposizioni relative ad esempio al suo funerale oppure di tipo morale o familiare (come la designazione di un tutore per un figlio minore oppure il riconoscimento di un figlio naturale) o anche su come utilizzare i suoi beni. Con il testamento, altresì, può essere disposta la costituzione di una fondazione. Vengono cioè lasciati dei mezzi patrimoniali per il raggiungimento di uno scopo, che rappresenta la finalità istituzionale della fondazione stessa.

Se sei interessato a conoscere nel dettaglio il testamento cos’è, leggendo quest’articolo potrai fartene un’idea più precisa. Si tratta comunque di un atto revocabile, nel senso che il suo autore, denominato testatore, ha diritto di modificarne il contenuto fino all’ultimo istante della propria vita, e personale, non potendo essere redatto da terze persone.

Altra caratteristica del testamento è la libertà che il testatore ha di deciderne il contenuto seppur la stessa incontra dei limiti: infatti, vanno rispettati i diritti dei familiari più prossimi del defunto (i così detti eredi legittimari) ai quali spetta per legge, una quota del suo patrimonio.

Testamento: cos’è e cosa sono la revocabilità e la libertà testamentaria

È lo stesso Codice civile che dà la definizione del testamento, intendendo per tale un atto revocabile, nel senso già sopra spiegato, con il quale un soggetto dispone di tutte le proprie sostanze o di una parte di esse, per il periodo successivo alla sua morte [1].

Il testamento può essere revocato in ogni momento senza alcuna limitazione: l’eventuale rinuncia alla facoltà di revoca così come ogni clausola o condizione posta alla revocabilità sono nulle.

La possibilità di modificare, cambiare o anche “ritirare” il contenuto del testamento è strettamente correlata alla libertà del testatore di disporre del proprio patrimonio nel modo che ritiene più opportuno, fatti salvi i diritti degli eredi legittimari.

Revocabilità e libertà testamentaria sono, quindi, requisiti essenziali del testamento.

In particolare, la libertà è garantita dalle norme che vietano:

  • i patti successori, che consistono in quegli atti che hanno ad oggetto la successione di una persona che non è ancora defunta. Si pensi a due soggetti che stipulano un contratto con il quale uno vende all’altro l’eredità del padre che è ancora in vita oppure che si accordano affinché il primo diventi erede del secondo alla sua morte;
  • il testamento congiunto, con il quale due soggetti si accordano con un unico atto a favore di un terzo. Ad esempio Carlo e Mario redigono un unico testamento con il quale nominano Lucio come loro erede;
  • il testamento reciproco, mediante il quale due persone dispongono dei propri beni con un unico atto in modo simmetrico, ovvero uno a favore dell’altro. Vedi l’ipotesi di due coniugi che redigono un unico testamento in cui il marito nomina la moglie quale sua erede e viceversa.

Successione legittima e testamentaria: in cosa consistono

Se un soggetto redige testamento, alla sua morte la successione avviene secondo le disposizioni ivi contenute (successione testamentaria).

Quando il testamento manca oppure le disposizioni testamentarie non riguardano l’intero patrimonio, si ha una successione legittima. Pertanto, per la divisione della parte restante, si farà riferimento a quanto stabilito dalla legge in tema di successione e la stessa sarà in parte testamentaria e in parte legittima.

In assenza di eredi per legge o di testamento, l’eredità viene totalmente devoluta allo Stato [2]. L’apertura della successione a favore dello Stato è un’ipotesi del tutto residuale, che ha luogo soltanto laddove non vi siano parenti entro il sesto grado oppure questi abbiano rinunciato all’eredità.

Chi può fare testamento

Per fare testamento occorre che se ne abbia la capacità, intesa come idoneità di una persona a regolare i propri interessi per il periodo successivo alla sua morte. Ne consegue che il testamento deve essere frutto di una valutazione libera e cosciente; se manca tale presupposto, si ha un’incapacità di testare.

La legge ritiene incapaci di fare testamento:

  • i minorenni, ovvero coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età;
  • gli interdetti, cioè i soggetti che si trovano in uno stato abituale di infermità di mente, accertata mediante una sentenza di interdizione;
  • i soggetti che al momento della redazione del testamento si trovavano in una situazione d’incapacità di intendere e di volere, permanente o abituale – ad esempio erano ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – . Tale situazione di incapacità naturale deve essere comunque provata affinché il testamento possa essere considerato invalido.

In uno di questi casi di incapacità, chiunque abbia interesse può impugnare il testamento altrimenti l’atto è valido ed efficace fino a quando non ne viene pronunciato l’annullamento.

Quali sono i tipi di testamento

Il nostro ordinamento giuridico prevede tre forme ordinarie di testamento, ai quali si aggiungono i testamenti speciali.

Testamento olografo

È la forma di testamento più semplice. Viene così definito perché è redatto dal testatore di proprio pugno. Questi, inoltre, deve datarlo e sottoscriverlo [3].

L’atto, per essere valido, può essere scritto a penna, a matita, con pennarello o gesso, ecc. anche su carta, cartoncino, stoffa. Viceversa, non può essere scritto da un terzo neanche sotto dettatura del testatore né redatto con la macchina da scrivere o stampato al computer.

La datazione deve riportare l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui è stato redatto, in modo tale da individuare con esattezza il momento in cui il testamento si è formato.

La sottoscrizione consiste nell’apposizione della firma del testatore alla fine dell’atto. Se il documento è composto da più pagine, la firma va riportata su ognuna di esse. Si possono adoperare anche soprannomi e pseudonimi ma è consigliato sottoscrivere con il proprio nome e cognome in modo da non lasciare dubbi sull’identità del testatore.

La mancanza dell’olografia, della sottoscrizione e/o della datazione comporta la nullità del testamento.

Testamento pubblico

Il testamento pubblico è quello redatto da un notaio, il quale mette per iscritto le volontà che il testatore gli comunica alla presenza di due testimoni [4]. Successivamente il notaio dà lettura del contenuto sempre alla presenza dei testimoni.

Il testamento deve indicare il luogo e la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione e deve essere sottoscritto dal notaio, dal testatore e dai testimoni.

Il testamento pubblico, ricevuto secondo le modalità prescritte dalla legge, viene poi conservato dal notaio. Può essere revocato successivamente da un altro testamento pubblico o da uno olografo.

Si ha la nullità del testamento pubblico nel caso in cui manchi la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione dell’uno o dell’altro.

Testamento segreto

Il testamento segreto può essere scritto dal testatore, interamente di suo pugno, o da terze persone oppure con mezzi meccanici ma, per essere valido, deve essere comunque sottoscritto dal testatore su ogni mezzo foglio. Va, poi, consegnato ad un notaio alla presenza di due testimoni, senza riferirgli il contenuto. Il notaio si limita a riceverlo e a sigillarlo, se non vi ha già provveduto il testatore [5].

Sulla carta in cui il testatore ha scritto o avvolto il testamento o su un ulteriore involucro predisposto dal notaio e da lui debitamente sigillato, si scrive l’atto di ricevimento, nel quale si indicano il fatto della consegna e la dichiarazione del testatore.

Il testamento segreto è nullo quando manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione dell’uno o dell’altro.

In ogni momento il testatore può ritirare il testamento segreto, dalle mani del notaio presso il quale si trova. Il notaio redige un verbale di restituzione che viene sottoscritto dal testatore, da due testimoni e dal professionista stesso.

Testamento speciale

Se non può redigere il testamento secondo una delle modalità sopra descritte, il testatore può ricorrere a uno dei testamenti speciali, che non devono rispettare alcuna formalità, essendo previste delle semplificazioni. Hanno una validità limitata in quanto bisogna tenere conto delle condizioni previste per ciascun di essi e sono ammessi solo ove ricorrano determinate circostanze, di solito tali da impedire la possibilità di rivolgersi ad un notaio.

Più precisamente, si tratta dei testamenti redatti:

  • in caso di malattia, calamità naturali ed infortuni;
  • a bordo di una nave [6];
  • a bordo di un aeromobile;
  • dai militari.

Chi sono gli eredi e i legatari

Il testamento può contenere due tipi di disposizioni:

  1. a titolo universale, mediante le quali viene attribuita tutta l’eredità o una quota di essa agli eredi;
  2. a titolo particolare, in virtù delle quali vengono istituiti uno o più legati. Più semplicemente viene attribuito un particolare bene o un determinato diritto (legato) ad un soggetto specificatamente individuato (persona, associazione, fondazione, ecc.), detto legatario.

La legge tutela la posizione dei parenti più stretti del defunto (il coniuge, i figli, i genitori), che assumono la qualifica di eredi necessari o legittimari, riservando loro determinate porzioni del patrimonio (quote di riserva o legittima). I legittimari subentrano al defunto anche contro la sua volontà sia se questi muore senza lasciare testamento sia se muore lasciando un testamento contenente solo delle disposizioni a titolo particolare.

Va precisato che se il contenuto del testamento dovesse ledere la quota che spetta per legge agli eredi necessari, gli stessi potranno agire in tribunale affinché vengano annullate in tutto o in parte le disposizioni lesive mediante la così detta azione di riduzione.

In cosa consiste la pubblicazione del testamento

Alla morte del testatore il testamento, olografo o segreto, va pubblicato in modo che i beneficiari possano venire a conoscenza delle disposizioni ivi contenute.

Nel caso di un testamento olografo, la legge stabilisce che chiunque ne sia in possesso, una volta avuta notizia della morte del testatore, deve consegnarlo ad un notaio per la pubblicazione. Questi redige un verbale, alla presenza di due testimoni, nel quale descrive il documento e ne trascrive il contenuto.

Il verbale di registrazione di un testamento pubblico o quello di un testamento olografo, dopo la morte del testatore, viene inviato dal notaio alla cancelleria del tribunale del luogo ove si è aperta la successione.

Il testamento segreto viene aperto e pubblicato dal notaio non appena ha notizia della morte del testatore. In ogni caso, il notaio deve informare dell’esistenza del documento i beneficiari indicati nell’atto.

Quanto costa fare testamento

Il costo del testamento dipende dal tipo di atto che si redige. Ad esempio, quello olografo non ha alcun costo mentre per gli altri è richiesto l’intervento del notaio.

Nel caso specifico di un testamento pubblico, l’onorario può variare anche di molto ma può arrivare intorno ai 1.000 euro, se si tratta di un atto non particolarmente complesso.


note

[1] Art. 587 cod. civ.

[2] Art. 572 cod. civ.

[3] Art. 602 cod. civ.

[4] Art. 603 cod. civ.

[5] Art. 604 cod. civ.

[6] Art. 611 cod. civ.


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