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È lecito registrare una riunione?

22 Settembre 2020
È lecito registrare una riunione?

Registrazioni di conversazioni, meeting e accordi verbali: quando è legale e non si rischia una incriminazione per violazione della privacy.

Ci viene chiesto se è lecito registrare una riunione. L’ipotesi che si pone più di frequente è quella di una riunione lavorativa tra colleghi o tra dipendenti e superiori gerarchici. Potrebbe tuttavia trattarsi anche dell’incontro tra futuri partner commerciali che, prima di stringere un’intesa, rivelino le proprie strategie segrete e i progetti di business. In questi casi, ci si può tutelare con un patto di riservatezza o con altre scritture, ma la registrazione offre sicuramente una maggiore garanzia per proteggere la propria idea dall’altrui plagio.

Ricorre poi il frequente caso di collaborazioni avviate in assenza di alcun contratto scritto e dell’eventuale diritto di credito che da queste potrebbe derivare.

Insomma, le ragioni per registrare una riunione possono essere molteplici. Ma, a monte di tutto ciò, si pone innanzitutto il problema della legalità di tale comportamento e del possibile utilizzo che si può fare del file contenente l’audio: può questo costituire fonte di prova in un eventuale processo? È quanto cercheremo di spiegare nel presente articolo. Ma procediamo con ordine.

Condizioni per registrare una riunione

La Cassazione ritiene lecito registrare una conversazione intrattenuta con altre persone all’insaputa di ciò. Tale comportamento è tuttavia lecito solo se:

  • la registrazione avviene fuori dal domicilio o dall’ufficio privato del soggetto “registrato”;
  • alla conversazione partecipa personalmente il soggetto che registra.

Le medesime conclusioni possono quindi essere tratte anche per la registrazione di una riunione. È, dunque, necessario che:

  • la riunione non si tenga nello studio, nell’azienda, nell’ufficio o in qualsiasi altro luogo non aperto al pubblico di proprietà del soggetto all’oscuro della registrazione. Se però questi dovesse essere informato della registrazione e dovesse dare il consenso, la registrazione sarebbe certamente lecita;
  • il soggetto che registra non si deve allontanare dal luogo della riunione facendo credere agli altri presenti di non poter ascoltare le loro dichiarazioni. Egli deve cioè essere presente.

Facciamo alcuni esempi che chiariranno meglio se si può registrare una riunione.

Antonio registra una conversazione con il collega che, insieme a lui, gestisce il negozio. La registrazione avviene proprio nel luogo ove vengono accolti i clienti. In tal caso, la registrazione è lecita. Se la registrazione fosse avvenuta nell’ufficio del collega, quello cioè nel retrobottega non aperto al pubblico, la registrazione sarebbe stata illegale.

Mariano partecipa a una riunione. Sospettando che gli altri conversanti gli stiano tendendo una trappola, aziona il registratore e chiede di allontanarsi per andare al bagno. La registrazione avvenuta in sua assenza, però, non potrà mai essere utilizzata come prova a sua favore perché viola la privacy altrui.

Si può registrare una riunione di lavoro?

Particolare è il caso della riunione di lavoro. Nell’ambito del lavoro dipendente, la giurisprudenza ha sempre ritenuto illecite le registrazioni tra colleghi o con il datore di lavoro in quanto violerebbero il dovere di fedeltà e segretezza. Tuttavia, è la stessa Cassazione a precisare che, laddove la registrazione sia funzionale all’esercizio dei propri diritti di lavoratore, e quindi necessaria a far valere la tutela in tribunale, essa è pienamente lecita.

Marco registra una riunione con il datore di lavoro il quale chiede ai propri dipendenti di rinunciare a metà della busta paga: per sopraggiunte difficoltà economiche, l’azienda non potrà più far figurare che i lavoratori svolgono attività in full time. Così viene proposta l’alternativa tra il licenziamento e una riduzione, solo formale (in busta paga) ma non effettiva, delle ore di lavoro. I dipendenti dovranno cioè rinunciare a una parte dello stipendio pur lavorando lo stesso numero di ore. Marco ha intenzione di portare il file in tribunale per chiedere le differenze retributive. Il suo comportamento viene ritenuto lecito perché rivolto a tutelare i suoi diritti.

Aurelio registra una conversazione con il datore di lavoro in cui questi rivela le strategie di marketing e alcuni segreti industriali. Aurelio poi si dimette e consegna questi segreti a un’azienda concorrente. Il comportamento di Aurelio può essere considerato illegale in quanto viola non solo la segretezza delle informazioni commerciali ma anche l’altrui privacy.

Cosa si può fare della registrazione di una riunione?

Se è vero che si può registrare la conversazione avuta in una riunione non è altrettanto possibile fare del file ciò che si vuole. Non è possibile, ad esempio, pubblicarlo o diffonderlo in una chat: un comportamento del genere costituirebbe violazione dell’altrui riservatezza. Tuttavia, lo si può utilizzare come prova in un eventuale processo o per una denuncia dinanzi ai carabinieri. Insomma, la limitazione dell’altrui privacy deve essere giustificata da esigenze di giustizia, a tutela cioè dei propri diritti.

In tale ottica, il file contenente la registrazione della riunione può entrare in un processo. A tal fine, però, è consentito alla parte contestare l’attendibilità di tale prova laddove non sia, ad esempio, certa la data della riunione o l’identità dei partecipanti. Pertanto, chi intende effettuare una registrazione di un meeting dovrà tenere conto di tale eventualità per cautelarsi in anticipo, eventualmente facendo dichiarare ai presenti – senza ovviamente palesare il proprio fine – i loro nomi e la data in cui avviene la riunione.


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