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Cosa fare se prendi una botta in testa

27 Novembre 2020
Cosa fare se prendi una botta in testa

Cerchiamo di capire insieme quand’è che si può evitare di andare al pronto soccorso e quando proprio non possiamo farne a meno a causa dei sintomi che si manifestano.

Non sempre bisogna allarmarsi oltremodo o correre immediatamente al pronto soccorso quando si prende una botta in testa. Le lesioni che possiamo riportare sono lievi, medie o gravi e, a seconda delle conseguenze, possiamo anche non preoccuparci affatto o ricorrere a a semplici rimedi fai-da-te che hanno il pregio dell’intervento rapido senza andare a ingrossare la coda dei pazienti in attesa al presidio medico più vicino.

Chiaramente, a patto di imparare a distinguere una lesione trascurabile da una seria, che richiede l’intervento di personale sanitario. Questo nostro approfondimento ha proprio la funzione di spiegare cosa fare se prendi una botta in testa. Un incidente molto comune: pare, infatti, che ogni anno vengano visitate per trauma cranico 250 persone ogni 100mila abitanti [1]. Si tratta di una delle più frequenti cause di accesso al pronto soccorso.

Ti aiuteremo a capire quand’è che puoi stare sereno, perché la tua lesione è tutto sommato banale e quando, invece, devi farti accompagnare da qualcuno in ospedale per accertamenti più approfonditi sul tuo stato di salute.

Che cos’è un trauma cranico?

Si parla di trauma cranico quando la testa, e più tecnicamente il distretto cranio-encefalico, viene interessato da un qualsiasi evento suscettibile di provocare danni anche minimi. Traumi cranici possono derivare, per esempio, da cadute, incidenti stradali o sportivi o anche da penetrazione di oggetti – basti pensare a un proiettile – all’interno del cranio.

A seconda degli effetti possono essere lievi o minori, medi o moderati, gravi. E la gamma delle conseguenze è piuttosto vasta e varia: vanno da un breve senso di stordimento al mal di testa; dalle amnesie ai problemi motori e a mantenere l’equilibrio, fino a vomito, nausea, disturbi all’udito e alla vista. In alcuni casi possono determinare anche stati depressivi o ansiosi e problemi ad addormentarsi.

Il trauma cranico lieve 

È quello che si presenta più spesso. Ti abbassi, ti rialzi di scatto e sbatti addosso a qualcosa: un grande classico. In genere il dolore è localizzato e limitato alla parte della testa in cui hai sbattuto. Se la ferita non ha provocato tagli, non sanguina e, soprattutto, al netto del dolore, continui a sentirti lucido e senza alcun sintomo, è tutto a posto. Un po’ di ghiaccio per attenuare e passerà presto. Forse spunterà un bernoccolo (il termine tecnico è edema), ma sparirà in una settimana al massimo.

È anche possibile che esca del sangue, a volte anche molto, a causa della presenza di numerosi vasi sanguigni in corrispondenza del cuoio capelluto. Per questo motivo una copiosa perdita di sangue non necessariamente è un campanello d’allarme in ordine alla gravità del tuo infortunio. Fatti aiutare da qualcuno a controllare la ferita. Se è profonda o lunga più di due o tre centimetri, sarà bene andare in ospedale per capire se devi applicare dei punti di sutura. Se è poco più di un taglietto, garza, disinfettante, borsa del ghiaccio e tranquillità.

Anche dopo un trauma cranico lieve si possono registrare delle conseguenze, oltre al dolore e all’eventuale sanguinamento: si può svenire e avere una breve perdita di coscienza, ci si può sentire confusi, avere cefalea, male al collo, sentire gli occhi affaticati, difficoltà a concentrarsi e dormire. Ma fin qui siamo ancora sul terreno del trauma cranico lieve e non allarmante.

Due avvertenze però. La prima riguarda chi sta seguendo una cura a base di farmaci anti aggreganti anticoagulanti.  Sono medicinali che servono a prevenire trombi e a fluidificare il sangue: se li stai assumendo e ti procuri qualunque tipo di ferita sei un po’ più a rischio emorragie, anche interne e quindi, in tal caso, cerebrali. Non dovresti avere problemi se il dosaggio di queste medicine è corretto e contenuto, ma una Tac può essere consigliata, specie se hai oltrepassato i 65 anni: l’età è un altro fattore di rischi.

La seconda avvertenza, generalizzata. Abbi cura di controllare di non avere altri sintomi nei giorni successivi e potrai considerare il tuo incidente ufficialmente archiviabile come lieve. È possibile, infatti, che le conseguenze di un trauma si manifestino anche a distanza di alcuni giorni. Se ti senti confuso, il mal di testa persiste o hai altri disturbi (neurologici, vomito, perdita di memoria: c’è anche chi non ricorda di aver preso la botta, per esempio) vai in ospedale appena puoi.

Il trauma cranico medio e grave 

Mettiamo insieme le due cose perché il discrimine, nell’andare o non andare al pronto soccorso dopo aver preso una botta in testa, sta nella presenza o assenza di sintomi/conseguenze del trauma cranico.

Come abbiamo visto qualche riga fa, anche un trauma che sembrava lieve può di colpo apparire più serio alla comparsa di disturbi di vario genere, che poi sono quelli già elencati sopra, cioè vomito, nausea, confusione, amnesie, sensazione di essere come «rallentati», depressione, ansia e alterazioni del comportamento e della personalità, deficit neurologici (ovvero problemi a camminare o a parlare e mancanza di coordinazione), ictus ischemico, ictus emorragico, crisi epilettiche.

Come puoi ben vedere, si tratta di sintomi molto più importanti e accentuati di quelli del trauma cranico lieve. Se, dopo una botta in testa accusi uno di questi malesseri, il pronto soccorso è fortemente consigliato. Tali effetti sono infatti il segno tangibile di un danno di cui bisognerà valutare l’entità e la modalità di trattamento.

La cura

Quanto al trauma lieve, ti abbiamo spiegato cosa fare nel paragrafo dedicato. Discorso diverso per i traumi cranici medi o gravi. Qui bisognerà ricorrere non solo al pronto soccorso ma possibilmente anche a un’ambulanza che possa portarti presto in ospedale, con personale sanitario che sappia quali sono le manovre corrette da fare per trasportarti in sicurezza, senza provocare danni ulteriori rispetto a quelli che hai già.

Per evidenziare lesioni interne verrai sottoposto a una Tac o a una risonanza magnetica. Se non ci sono, benissimo: vuol dire che il tuo trauma cranico non è stato incisivo al punto da provocare fratture. In caso contrario servirà un ricovero, per trattare il trauma con una cura che varierà a seconda del tipo di conseguenze che l’esame ha messo in luce.

Per esempio, potrebbero esserti somministrati farmaci per placare vomito e nausea, tenere sotto controllo i livelli della pressione sanguigna o sedativi. Difficile, invece, che si diano medicinali anti aggreganti e anticoagulanti, per le ragioni che ti abbiamo già spiegato sopra. Nei casi più delicati scatta il ricovero in terapia intensiva o si interviene chirurgicamente per ridurre eventuali ematomi.


note

[1] Società italiana Neurologia.


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