Covid: quanti asintomatici nel mondo

22 Settembre 2020 | Autore:
Covid: quanti asintomatici nel mondo

Un nuovo studio rivela che circa il 20% dei contagiati non manifesta sintomi tipici; la trasmissione presintomatica influisce sulla diffusione dell’epidemia.

In tempi di Coronavirus abbiamo imparato a fare i conti con una nuova e piuttosto sfuggente categoria di persone: gli asintomatici. È difficile riconoscerli proprio perché non presentano i sintomi tipici della malattia, come tosse, dolori e febbre. Eppure è importante individuarli perché gli esperti affermano che anch’essi sono in grado di trasmettere l’infezione di Covid-19.

Adesso, un nuovo studio scientifico, riportato in anteprima dalla nostra agenzia stampa Adnkronos Salute, ci dice che la percentuale dei “veri” asintomatici ammonta a circa il 20% dei contagiati, dunque uno su cinque degli infetti. E ci aiuta a capire che la trasmissione presintomatica del Sars-Cov2 può contribuire in modo significativo all’epidemia.

Il team di scienziati che ha calcolato questo dato appartiene all’Università di Berna, in Svizzera, e il lavoro è stato pubblicato sulla rivista ‘Plos Medicine’. L’indagine si basa sull’analisi dei dati di 79 studi già effettuati in precedenza e ha cercato di rispondere alla fatidica domanda: quanti sono gli asintomatici nel mondo?

È risultato che gli infetti inconsapevoli di esserlo sono una minoranza, ma non poi così piccola: il Covid-19 dà segni della sua presenza nella maggior parte delle persone che vengono a contatto con il virus ed infettate, ma gli asintomatici ‘autentici’ possono rappresentare circa il 20% dei contagiati, secondo i calcoli svolti dagli autori.

Gli esperti hanno tenuto presente il fatto che lo spettro completo dei sintomi e la distribuzione della gravità di Covid-19 «restano ancora non perfettamente chiari»: esiste, cioè, un quadro molto complesso e variegato, con alcune persone che «possono manifestare infezioni gravi che provocano polmonite virale, sindrome da distress respiratorio acuto e morte», mentre molte altre rimangono, invece, completamente asintomatiche oppure sviluppano «sintomi lievi e aspecifici»: sono i cosiddetti pausintomatici.

Per comprendere meglio il fenomeno e arrivare a stabilire le percentuali degli asintomatici sul totale – su cui ad oggi c’è disaccordo fra gli scienziati – i ricercatori svizzeri hanno sottoposto ad una «revisione sistematica» la letteratura scientifica prodotta tra marzo e giugno 2020. I 79 studi analizzati riportano dati empirici su 6.616 persone: al termine del lavoro, 1.287 di queste sono state definite asintomatiche.

Analizzando questi dati, gli esperti hanno stimato la percentuale di contagiati che non hanno mai sviluppato sintomi. Si è arrivati a constatare che «ogni persona infetta da Sars-CoV-2 è inizialmente asintomatica» ed in seguito la proporzione che svilupperà sintomi è stimata intorno all’80%.

«I risultati di questa revisione sistematica delle pubblicazioni di inizio pandemia suggeriscono che la maggior parte dei casi di Sars-CoV-2 non sono asintomatici durante il corso dell’infezione», segnalano gli esperti.

Tutto questo comporta – evidenziano gli autori – che «la trasmissione presintomatica può contribuire in modo significativo» allo sviluppo dell’epidemia di Covid-19. Questa affermazione è di grande valore poiché – osservano gli studiosi – «stime accurate delle vere infezioni asintomatiche e di quelle presintomatiche sono fondamentali per comprendere la trasmissione di Sars-CoV-2 a livello di popolazione e affinché si adottino strategie di salute pubblica adeguatamente personalizzate».

Così gli scienziati forniscono alcune indicazioni: la ricerca futura, suggeriscono, «dovrebbe includere studi longitudinali prospettici che documentino lo stato dei sintomi. È inoltre necessaria una migliore accuratezza dei test sierologici per ridurre il numero di falsi negativi». Ma in ogni caso – avvertono – per combattere la trasmissione del virus «continueranno a essere necessarie misure di prevenzione combinate, con una migliore igiene delle mani e delle vie respiratorie, un’attività di test e tracciamento, strategie di isolamento e distanziamento sociale».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. La gente viaggia tranquillamente e non si mette neppure in autoisolamento con il rischio di infettare amici e parenti… Alcuni miei amici sono andati con le famiglie fuori regione. Poi, al loro rientro, invece, si sono fatti il tampone e sono risultati positivi…erano asintomatici. Ma dico io, era proprio necessario andare a farsi la vacanza fuori? Altri sono andati all’estero proprio negli stati in cui c’era l’allarme covid…Ritengo che si tratti di gente davvero irresponsabile

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube