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I diritti dei nonni verso i nipoti

23 Settembre 2020
I diritti dei nonni verso i nipoti

Tutti i nonni hanno il diritto di frequentare i nipoti minorenni ed essere presenti durante la loro crescita.

Ti sei separata da tuo marito con il quale non andavi più d’accordo da tanto tempo. Troppe discussioni e litigi inutili non hanno giovato al vostro rapporto. Il giudice ha stabilito l’affidamento condiviso dei vostri due figli piccoli. Pertanto, tuo marito può vederli due giorni a settimana e tenerli presso di sé due weekend al mese. Tuttavia, i genitori di lui, che non hai mai sopportato, pretendono di essere presenti nella vita dei bambini e chiedono di passare alcune ore in loro compagnia.

In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sui diritti dei nonni verso i nipoti. Cosa prevede la legge? È possibile escluderli dalla vita dei figli una volta che i loro genitori si sono separati? In realtà, il Codice civile riconosce ai nonni il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Qualora questo diritto sia impedito oppure ostacolato senza una valida motivazione, allora è possibile rivolgersi al giudice affinché adotti i provvedimenti nell’interesse superiore del bambino. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione con poche e semplici battute.

I diritti dei nonni verso i nipoti

Quando due genitori si separano, accade spesso che uno dei due impedisca ai nonni di vedere i nipotini. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia si sono lasciati. A causa dell’elevata conflittualità, Caia nega ai genitori del marito di vedere i propri figli in quanto li considera responsabili della fine del matrimonio con Tizio.

Purtroppo, situazioni del genere sono molto frequenti. Anzi, il più delle volte, si pensa erroneamente che la fine di un matrimonio determini automaticamente anche la rottura dei rapporti con le rispettive famiglie. Per questo motivo, la legge oggi stabilisce espressamente che il minore deve trascorrere del tempo anche con gli altri componenti di ciascun ramo genitoriale (i nonni innanzitutto).

Pertanto, come ti ho già anticipato in premessa, i nonni – anche quelli non biologici – hanno il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni ed essere presenti sia nella loro crescita che nella loro educazione, sempre che, tuttavia, ciò non risulti dannoso per il bambino. Di conseguenza, i genitori del minore non possono impedirgli di avere rapporti con il nonno e la nonna senza una ragionevole motivazione, altrimenti rischiano di incorrere in sanzioni anche pesanti, come ad esempio la decadenza dalla responsabilità genitoriale.

I nipoti possono rifiutarsi di frequentare i nonni?

La giurisprudenza di legittimità ha più volte chiarito che se il minore è a disagio nel frequentare i nonni, allora il giudice deve tenerne conto nel momento in cui debba adottare le decisioni nel suo interesse. Ti faccio un altro esempio.

Caietta ha otto anni e ha perso la mamma in un incidente stradale. Il suo papà le nega la possibilità di frequentare la nonna materna. Quest’ultima allora si rivolge al tribunale per ottenere il riconoscimento del suo diritto di visita sulla bambina. Tuttavia, Caietta viene ascoltata dal giudice ed esprime la chiara volontà di non voler vedere la nonna perché la stessa le ricorda ogni volta la morte della mamma.

Come puoi notare nell’esempio riportato, il giudice deve dare priorità all’interesse di Caietta ad avere una crescita serena ed equilibrata. Se la frequentazione con la nonna le provoca uno stato ansioso che non la fa star bene, allora il giudice è chiamato a rigettare la domanda della donna e a negarle il suo diritto di visita. Perciò, nel caso in cui sia lo stesso minore a manifestare chiaramente la volontà di non intrattenere rapporti con i suoi nonni non bisogna forzare la frequentazione.

I nonni possono rivolgersi al giudice?

Qualora il diritto dei nonni di frequentare i propri nipoti venga ostacolato o negato senza una valida ragione, allora è possibile ricorrere al tribunale del luogo di residenza abituale del minore. Il giudice, attraverso un’attenta valutazione, è chiamato ad adottare tutti i provvedimenti ritenuti più idonei nell’esclusivo interesse del bambino.

Come ti ho già spiegato, deve essere data priorità al benessere del nipote. Pertanto, se lo stesso manifesta disagio nel vedere i nonni allora il loro diritto di visita sarà comunque negato.

In conclusione, il diritto dei nonni ad avere una relazione con i nipoti è sì riconosciuto, ma è condizionato dalla necessità di tutelare gli interessi di questi ultimi.

I doveri dei nonni verso i nipoti

Ciascun genitore è tenuto, in proporzione alle proprie possibilità, a mantenere, educare ed istruire i figli. Si tratta di un dovere che non viene meno con la separazione, anzi perdura fino a quando i figli non abbiano raggiunto l’indipendenza economica. Ma cosa accade quando mamma e papà non hanno i mezzi sufficienti per adempiere? Scendono in campo gli altri ascendenti, secondo un ordine preciso. Quindi, in primis, toccherà ai nonni farsi carico dei nipoti e dar loro il proprio contributo economico. Tale obbligo sorge, però, solo nel momento in cui i genitori siano incapaci di provvedere ai loro doveri nei confronti dei figli per insufficienza di risorse. Ti faccio subito un esempio pratico.

Tizio e Caia sono sposati da 5 anni e hanno due figli piccoli. Lui lavora come operaio, mentre lei è casalinga. Tuttavia, a causa della crisi economica, l’azienda chiude definitivamente e, all’improvviso, Tizio si trova senza lavoro e senza stipendio.

Ebbene, in questo caso, è chiaro che Tizio e Caia non sono in grado di provvedere alle esigenze dei figli per mancanza di risorse economiche. Pertanto, in virtù della solidarietà familiare, saranno i nonni, in via sussidiaria, ad aiutare i nipoti, corrispondendo loro l’intero mantenimento oppure solo una quota.



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1 Commento

  1. Avvenire del 22/09/18 pag. 2
    FREQUENTAZIONE DEI PARENTI DA PARTE DEI MINORI
    Gentile direttore, la frequentazione dei parenti da parte dei minori è contrassegnata con “rapporti significativi” nel nuovo testo Pillon dell’affidamento condiviso così come nel precedente. Non condivisibile. Si rischia che la frequentazione dei parenti sia realizzata mentre uno dei due genitori è libero e disponibile a seguire i figli. Per una giusta frequentazione dei figli basterebbe segnalare che un genitore può stare con i figli non meno di 12 giorni al mese e non più di 18 giorni al mese, in maniera diametralmente opposto all’altro. Il tutto in linea con le disponibilità di tempo dei due genitori. Silvio Pammelati Roma
    Tiziana Franchi, commenta all’Adnkronos il ddl 735
    I figli di donne che lavorano passano la maggior parte del tempo a casa dei nonni. Non sarebbe meglio se fosse a casa del padre?”.

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