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Lo sai che? Se perdi il ricorso contro una multa non paghi le spese legali di controparte se…

Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 dicembre 2013

Quando l’amministrazione si vale di propri funzionari per difendersi nei giudizi instaurati dagli automobilisti contro le infrazioni al codice della strada, il ricorrente soccombente non deve rifondere oneri e diritti di avvocato.

Esiste una regola nel processo civile – in verità non sempre applicata alla lettera dai giudici – secondo cui chi perde la causa deve pagare, alla controparte, le spese legali da quest’ultima sostenute per affrontare il giudizio (in verità, la misura la decide il giudice, liquidandola nel provvedimento finale).

Per come è ovvio che sia, questa possibilità pesa come un fattore di “rischio” per chi si approccia al tribunale con incertezza, quando cioè non è affatto sicuro dell’esito finale della sentenza. Insomma, il detto “tentar non nuoce” non vale all’interno del processo.

Ciò vale, in particolar modo, in materia di infrazioni al codice della strada dove – diciamo la verità – ogni giudice ha un po’ il proprio orientamento personale ed è spesso difficile farsi un’idea, in anticipo, di quelli che saranno gli esiti del ricorso.

Se poi a questa incertezza si aggiunge l’esiguità delle somme in gioco e la sproporzione delle stesse rispetto alle tasse da pagare per avviare la causa, l’eventualità di dover anche rifondere – in caso di sconfitta – le spese legali all’amministrazione di controparte fa sì che, ormai, più del 50% dei cittadini rinunci a difendere i propri diritti.

Ad alleggerire la situazione è intervenuta una sentenza della Cassazione depositata lo scorso venerdì [1]. Secondo la Suprema Corte (che conferma un proprio orientamento già consolidato), l’automobilista multato, a cui il giudice abbia rigettato il ricorso contro la multa, non deve pagare le spese di giudizio se l’amministrazione si difende in causa senza avvocato. Bisogna, infatti, sapere che la legge consente alle pubbliche amministrazioni – in deroga alla regola generale valida per tutti i cittadini – di difendersi in causa anche autonomamente, cioè con i propri funzionari, senza quindi bisogno di un legale. Il che avviene ormai quasi sempre, posta peraltro l’antieconomicità di ogni diversa scelta e l’enorme mole di contenzioso sostenuto.

Ebbene, tutte le volte in cui ciò succede – ossia quando l’ente si difende da solo –  all’amministrazione vittoriosa il cittadino non deve pagare le spese processuali. Insomma, diritti e onorari di avvocato non sono dovuti (tale qualifica, infatti, manca in capo ai citati funzionari). Al massimo ed eventualmente, può solo scattare il rimborso delle “spese vive” qualora sostenute e comunque da indicarsi in apposita nota [2].

note

[1] Cass. sent. n. 26885 del 29.11.13.

[2] Cass. sent. n. 9635/97; Cass. sent. n. 7597/01; Cass. sent. n. 17674/04. Tale impostazione ha ricevuto autorevole avallo ad opera della Corte Costituzionale, che ha ritenuto non fondata la prospettata illegittimità costituzionale degli artt.23 della legge n. 689 del 1981 e 91 cod. proc. civ. nella parte in cui non consentirebbero la liquidazione delle spese di lite a favore dell’amministrazione vittoriosa difesa dai propri funzionari.

Autore foto: 123rf.com

Se l’amministrazione pubblica si difende coi propri funzionari e non con un avvocato, l’automobilista che perda il ricorso contro la multa non paga le spese processuali.


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