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Notifica nulla se l’accertamento è inviato al deceduto e non agli eredi

17 Dicembre 2013
Notifica nulla se l’accertamento è inviato al deceduto e non agli eredi

L’avviso va comunicato personalmente e nominativamente a ciascuno degli eredi nel domicilio fiscale da loro indicato.

Qualora il contribuente sia deceduto, è nulla la notifica di un avviso di accertamento inviata solo a quest’ultimo e non agli eredi. Lo ha detto la Cassazione con una sentenza di venerdì scorso [1].

Anche se l’ufficio dell’agenzia delle entrate non è a conoscenza della morte del contribuente (perché alcuna comunicazione è stata ancora fatta [2]) e quindi non può conoscere la situazione venutasi a verificare, per poter essere efficace nei confronti degli eredi, la notifica può ben essere indirizzata al domicilio del defunto, ma deve essere diretta agli eredi collettivamente ed impersonalmente: l’atto, cioè, deve essere nominativamente intestato “agli eredi”.

Ricordiamo che la legge [2] stabilisce, in caso di decesso del contribuente, che gli eredi (i quali rispondono in solido delle imposte dovute prima della morte del contribuente) devono comunicare all’ufficio delle imposte le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La comunicazione può essere presentata direttamente all’ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

 

L’obbligo di comunicazione previsto dalla legge [2], è volto a consentire agli uffici finanziari di agire direttamente nei confronti degli eredi per i tributi dovuti prima della morte del contribuente.

Pertanto, due sono le situazioni che possono verificarsi:

– se la comunicazione viene effettuata, l’avviso di accertamento va notificato personalmente e nominativamente agli eredi nel loro stesso domicilio fiscale da loro indicato;

– al contrario, se tale comunicazione non viene effettuata (almeno 30 giorni prima della notifica), gli uffici possono intestare l’atto al deceduto e notificarlo presso l’ultimo domicilio dello stesso, nei confronti degli eredi collettivamente ed impersonalmente.

In parole ancora più semplici: se gli eredi hanno fatto la comunicazione almeno 30 giorni prima della notifica dell’atto tributario, quest’ultimo deve essere notificato agli eredi medesimi, all’indirizzo da questi indicato. La notifica fatta al deceduto è nulla.

Viceversa, se tale comunicazione non è stata fatta, o è stata fatta meno di 30 giorni prima della notifica dell’atto, quest’ultimo può essere notificato all’indirizzo del deceduto e indirizzato agli “eredi” impersonalmente e collettivamente.


È legittima la notifica di Equitalia agli eredi del contribuente nell’ultimo domicilio comune comunicato dal defunto: l’unico limite alla comunicazione collettiva e impersonale ai figli del contribuente è la segnalazione, da parte loro, del cambio del recapito fiscale trenta giorni prima dell’atto.

note

[1] Cass. sent. n. 26718 del 29.11.13. Cfr. anche Cass. sent. n. 28192 del 17.12.2013.

[2] Art. 65 Dpr 600/1973: “Gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa. Gli eredi del contribuente devono comunicare all’ufficio delle imposte del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. La comunicazione può essere presentata direttamente all’ufficio o trasmessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel quale caso si intende fatta nel giorno di spedizione. Tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente o scadenti entro quattro mesi da essa, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro l’accertamento, sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi. I soggetti incaricati dagli eredi, ai sensi del comma 2, dell’articolo 12, devono trasmettere in via telematica la dichiarazione entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello in cui è scaduto il termine prorogato. La notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma”.

Autore foto: 123rf.com


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