Covid: lo smart working cambierà da metà ottobre

23 Settembre 2020 | Autore:
Covid: lo smart working cambierà da metà ottobre

Il ministero del Lavoro spiega la procedura per il lavoro agile ed i congedi per la quarantena dei figli under 14 dopo la fine dello stato di emergenza.

Ancora tre settimane e, a meno di un clamoroso colpo di scena, finirà formalmente lo stato di emergenza Covid in Italia. Il 15 ottobre, infatti, scade il decreto firmato in proposito dal premier Giuseppe Conte e, tra le altre conseguenze, si concluderà anche la modalità in cui viene oggi svolto lo smart working riconosciuto ai dipendenti con figli minori di 14 anni in quarantena.

Il ministero del Lavoro ha chiarito come dovranno comportarsi dal 16 ottobre i lavoratori che hanno questa situazione da gestire, cioè coloro che devono badare ai figli lasciati a casa da scuola perché positivi al coronavirus o perché sono stati a contatto con qualche persona contagiata.

Va premesso che il decreto dell’8 settembre scorso dà la possibilità ai dipendenti di ricorrere almeno fino al prossimo 31 dicembre al lavoro agile o, nel caso questo non fosse possibile, di chiedere un congedo con il 50% della retribuzione a carico dello Stato. L’importante, precisa la normativa, è che sia soltanto uno dei genitori a richiederlo nel caso in cui entrambi lavorino: se uno di loro è già in smart working o è disoccupato, il congedo non può essere richiesto.

Dal 16 ottobre, però, con la fine dello stato di emergenza, per lavorare da casa si ritorna alla procedura ordinaria. Significa che bisognerà raggiungere un accordo individuale tra il dipendente e l’azienda, anche quando lo smart working si rende necessario per pochi giorni o deve ripetersi nel tempo.

L’intesa va comunicata al ministero del Lavoro caricando il file in pdf sul sito.

Da chiarire ancora un punto cruciale: normativa alla mano, l’accesso allo smart working con modalità ordinaria sarebbe possibile solo se il figlio under 14 viene a contatto (o rimane contagiato) con una persona positiva al Covid in ambito scolastico. Se ne deduce, in mancanza di altre precisazioni, che se è stato con una persona positiva fuori dalla scuola (ad esempio, giocando con gli amici la domenica) il genitore non avrebbe diritto al lavoro agile o al congedo straordinario.



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2 Commenti

  1. Già salendo sui mezzi pubblici c’è il rischio di contagio , in quanto ho notato che salgono in molti e alcuni senza mascherina , se un ragazzino tarda a casa con la febbre perché è stato cantagiato, a chi ricada la colpa del contagio?, ai mezzi pubblici affollati o alla scuola, qualcuno deve pagare un assistente se i genitori non anno la possibilità di stare a casa , ma subito e non dopo lunghi processi

  2. Ma non sarebbe ora di estenderlo a chi ne fà richiesta magari concordando la nuova situazione con l’azienda e vuole lavorare da casa ?

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