Diritto e Fisco | Articoli

Rifiuto aumento stipendio

28 Novembre 2020
Rifiuto aumento stipendio

Il datore di lavoro può proporre al lavoratore un incremento della sua retribuzione.

Il tuo datore di lavoro ti ha proposto il passaggio ad un livello di inquadramento superiore. Se accetti tale promozione riceverai un aumento di stipendio. Le nuove mansioni, tuttavia, richiederebbero un ulteriore sforzo da parte tua e l’assunzione di maggiori responsabilità. Vuoi sapere se puoi rifiutare l’incremento della retribuzione.

Quando viene instaurato un rapporto di lavoro le parti concordano le mansioni che il lavoratore dovrà svolgere nell’esecuzione del contratto di lavoro. Nel corso del tempo, tuttavia, il datore di lavoro può decidere di promuovere il dipendente e assegnarlo a mansioni superiori alle quali corrisponde anche un incremento retributivo. Il lavoratore, in ogni caso, può opporre alla proposta del datore di lavoro il suo rifiuto dell’aumento di stipendio. La retribuzione del dipendente, infatti, al pari delle altre condizioni di impiego, deve essere determinata consensualmente dalle parti e non può essere unilateralmente imposta dal datore di lavoro.

L’incremento dello stipendio, invece, non può essere rifiutato dal lavoratore quando è determinato dall’esercizio dello ius variandi da parte del datore di lavoro oppure quando deriva dal rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

Aumento di stipendio: che cosa si intende?

Quando parliamo di aumento di stipendio possiamo, in realtà, riferirci a delle fattispecie profondamente diverse tra di loro. Ma facciamo un passo indietro.

Quando il datore di lavoro e il lavoratore firmano il contratto di lavoro pattuiscono il ruolo che il dipendente deve ricoprire in azienda, ossia, le mansioni che sarà chiamato a svolgere, la categoria legale di inquadramento (dirigente, quadro, impiegato, operaio) ed il livello di inquadramento.

La retribuzione del lavoratore è strettamente connessa al suo inquadramento contrattuale. Infatti, al dipendente spetta una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto [1]. In particolare, per ogni livello di inquadramento, i contratti collettivi di lavoro prevedono la paga minima mensile che deve essere erogata al lavoratore.

Datore di lavoro e dipendente sono, comunque, sempre liberi di concordare uno stipendio più alto della retribuzione minima, stabilendo l’erogazione al lavoratore di un superminimo individuale che va ad aggiungersi al minimo contrattuale.

Aumento di stipendio: le fattispecie

L’aumento di stipendio può essere la risultante di diverse ipotesi.

In particolare, l’incremento della retribuzione può derivare da:

  • passaggio di livello: nel corso del rapporto di lavoro, le parti decidono di modificare il livello di inquadramento del lavoratore e passare ad un inquadramento superiore. In questo caso, si determina un aumento di stipendio perché al nuovo livello di inquadramento corrisponde una paga mensile minima più alta;
  • attribuzione o aumento del superminimo: in altri casi, invece, l’inquadramento e le mansioni del lavoratore rimangono inalterate ma il datore di lavoro propone comunque al lavoratore un incremento della retribuzione;
  • indennità di funzione specifica: in altri casi ancora, l’aumento di stipendio deriva dal fatto che al lavoratore, che resta inquadrato nello stesso livello previsto dal contratto originario, viene richiesto di svolgere determinate mansioni che danno diritto ad una specifica indennità di funzione. Basti pensare ad un lavoratore al quale viene chiesto, pur continuando a svolgere lo stesso lavoro di prima, di maneggiare denaro. In questo caso, gli spetterà l’ indennità di maneggio denaro che comporterà un incremento della retribuzione mensile;
  • rinnovo del Ccnl: la paga minima mensile prevista dal contratto collettivo può essere aumentata quando il Ccnl viene rinnovato dalle parti firmatarie.

Rifiuto aumento di stipendio: è legittimo?

La possibilità del lavoratore di rifiutare l’incremento della retribuzione dipende dalle circostanze specifiche del caso concreto.

Se il datore di lavoro propone al lavoratore un aumento di stipendio senza modificare il livello di inquadramento, egli può rifiutare tale incremento posto che il trattamento retributivo e, in particolare, la misura del superminimo individuale, costituisce uno degli elementi essenziali del contratto di lavoro che deve essere, dunque, deciso consensualmente da entrambe le parti.

Se, invece, l’aumento di stipendio deriva dal fatto che il datore di lavoro ha modificato le mansioni del lavoratore nell’esercizio dello ius variandi che gli viene riconosciuto dalla legge [2], il lavoratore non può rifiutare l’aumento di stipendio che deriva da tale modifica, ovviamente a condizione che il datore di lavoro abbia esercitato la facoltà di cambiare unilateralmente le mansioni in modo legittimo.

Il rifiuto dell’aumento di stipendio non è possibile nemmeno quando l’incremento deriva dal rinnovo del Ccnl. La paga mensile minima prevista dal contratto collettivo è, infatti, inderogabile dalle parti del rapporto di lavoro.

Se, infine, l’aumento di stipendio deriva dal fatto che il datore di lavoro ha proposto al lavoratore un superiore livello di inquadramento, il dipendente può sempre rifiutare l’incremento retributivo se non è interessato ad essere assegnato al livello di inquadramento superiore. Può apparire paradossale ma, alcune volte, il lavoratore preferisce continuare a svolgere il suo lavoro senza assumersi ulteriori responsabilità.


note

[1] Art. 36 Cost.

[2] Art. 2103 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube