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Prescrizione acqua: cosa dice la legge?

26 Settembre 2020
Prescrizione acqua: cosa dice la legge?

Ho ricevuto una bolletta dell’acqua nel giugno 2020 relativa a consumi maturati dal 2011 ad oggi, ma nella fattura non c’è alcun accenno alla possibilità di eccepire un’eventuale prescrizione. Ho fatto reclamo, ma è stato respinto dal gestore. Cosa dice la legge a riguardo?

Gentile cliente, secondo la legge [1], nei contratti di fornitura del servizio idrico, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni. Tale disposizione è in vigore per le fatture la cui scadenza è successiva al 01.01.2020.

In virtù della citata normativa, l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia e Ambiente), con la delibera 547/2019/R/idr, ha confermato che la prescrizione biennale si applica alle bollette dell’acqua che scadono dopo il 1° gennaio 2020 ed ha chiarito:

  • che, per garantire completezza e trasparenza di comunicazione, i gestori devono emettere una fattura separata contenente esclusivamente gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni. In alternativa questi importi dovranno essere evidenziati in maniera chiara e comprensibile nella fattura contenente anche gli importi per consumi più recenti di 2 anni;
  • che i gestori, con un avviso all’interno della fattura, devono informare gli utenti della possibilità di reclamare i corrispettivi A tale scopo, devono allegare un modello da utilizzare per eccepire la prescrizione e devono comunicare i recapiti in cui inoltrare il documento.

Appare chiaro, quindi, che nella fattura citata in quesito sono stati disattesi il suo diritto di eccepire la prescrizione dei corrispettivi per consumi risalenti a più di due anni (nello specifico, quelli relativi al periodo precedente al giugno del 2018) nonché i doveri descritti in precedenza e sanciti in base alla legge attuale e alla chiara interpretazione della medesima ad opera dell’Autorità del settore.

Tale comportamento illegittimo è stato confermato dal suo gestore nel momento in cui è stato respinto il suo reclamo.

Pertanto, alla luce di tutto quanto è stato premesso, ha la possibilità di eccepire la prescrizione degli importi richiesti in relazione ai consumi riferibili a più di due anni dal ricevimento della bolletta.

In assenza di ogni autonoma rinuncia a pretendere tali somme da parte del gestore, non le resta che invocare i suoi diritti proponendo istanza per la conciliazione della sua posizione dinanzi all’Autorità del settore basata sulle argomentazioni appena descritte.

In alternativa o in caso di esito negativo, potrà, invece, procedere in tal senso dinanzi all’autorità giudiziaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 1 co. 4 – 10 L. 205/2017


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