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Affitto: la dichiarazione del conduttore di assenza vizi è prova legale

2 Dicembre 2013


Affitto: la dichiarazione del conduttore di assenza vizi è prova legale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Dicembre 2013



Quando l’inquilino dichiara di aver visionato l’immobile e che lo stesso è in buono stato, effettua una confessione stragiudiziale che, come tale, ha valore di prova legale e non può essere più superata da altre prove.

Se nel contratto di locazione è inserita la clausola con cui il conduttore dichiara di avere visitato i locali e di averli trovati esenti da vizi e in buono stato manutentivo, non è più possibile, per il conduttore stesso, ritrattare tale dichiarazione e contestare (eventualmente anche in causa) il fatto che l’immobile, al momento della consegna, presentava invece dei vizi.

Così ha stabilito una sentenza della Cassazione di venerdì scorso [1], che ha confermato la condanna del conduttore al pagamento dei costi di ripristino dei locali appena rilasciati.

Secondo la Suprema Corte, la clausola in questione non è una semplice formula “di stile”, inserita più per consuetudine; al contrario, essa ha un preciso significato sostanziale: integra, a tutti gli effetti, una confessione stragiudiziale resa dal conduttore circa lo stato manutentivo del bene consegnatogli.

Pertanto, proprio perché si tratta di “confessione”, tale dichiarazione è (così come la chiamano gli avvocati) una “prova legale”: ossia – in base alle regole del processo civile – una prova che non può essere più messa in discussione, né superata da altre prove. In buona sostanza, la prova legale obbliga il giudice a decidere proprio per come risulta nella prova stessa, anche se esistono altri elementi che facciano pensare il contrario.

E se, quindi, il conduttore ha dichiarato che l’immobile era esente da vizi, tale confessione è incontrovertibile e non può essere più ritrattata.

Simile dichiarazione sostituisce di fatto la materiale descrizione dell’immobile che il codice civile [2] richiede alla parti di predisporre proprio per consentire al conduttore di fissare la portata esatta del suo dovere di diligenza nell’uso del bene locatogli. Il tutto, naturalmente, tenendo presente il giusto deterioramento subito dall’immobile a seguito del suo uso legittimo.

note

[1] Cass. sent. n. 26780 del 29.11.2013.

[2] Art. 1590 cod. civ.

Autore foto: 123rf.com


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